Come Stellar (XLM) è entrata a far parte del piano della DTCC per portare i titoli sulla blockchain

La decisione di DTCC di collegare la sua futura piattaforma per tokenizzazione di titoli alla rete Stellar rappresenta un passo significativo in una relazione che, secondo la CEO della Stellar Development Foundation, Denelle Dixon, ha radici quasi decennali.

Secondo quanto annunciato, i titoli tokenizzati custoditi tramite la Depository Trust Company potrebbero essere disponibili su Stellar a partire dalla prima metà del 2027, aprendo la strada a nuove modalità di emissione e regolamento degli asset finanziari.

Il peso dell’iniziativa è rilevante: DTCC è una delle infrastrutture centrali di Wall Street, che gestisce oltre 114.000 miliardi di dollari in attività. L’integrazione con Stellar è pensata per supportare emissione, regolamento e gestione del ciclo di vita dei titoli tokenizzati, oltre a mettere le basi per progetti su asset altamente liquidi come indici principali e Buoni del Tesoro USA.

Le origini della collaborazione risalgono all’attività di Securrency, la piattaforma istituzionale di tokenizzazione acquisita da DTCC nel 2023 e confluita in DTCC Digital Assets. Securrency aveva lavorato a stretto contatto con sviluppatori di Stellar per integrare funzionalità richieste dalle istituzioni regolamentate, come meccanismi di recupero (“clawback”), controlli di conformità e restrizioni alle trasferenze; questi strumenti sono poi stati incorporati direttamente nella rete.

Denelle Dixon ha dichiarato:

“Alcuni membri del team lavorano con Stellar da molto tempo.”

La notizia arriva in un momento in cui la tokenizzazione è diventata un tema centrale sia nell’ambito delle criptovalute sia nella finanza tradizionale, attirando l’interesse di banche globali e asset manager intenzionati a trasferire strumenti finanziari tradizionali su infrastrutture distributed ledger.

Per tokenizzazione si intende la rappresentazione digitale di asset come titoli di Stato, fondi monetari, azioni o credito privato sotto forma di token emessi, negoziati e regolati su blockchain. I sostenitori evidenziano potenziali vantaggi quali tempi di regolamento più rapidi, liberazione di garanzie bloccate in processi legacy e la possibilità di mercati aperti 24 ore su 24.

Le stime sulla dimensione potenziale del mercato variano: Standard Chartered ha ipotizzato circa 2.000 miliardi di dollari di asset tokenizzati entro il 2028, mentre studi condotti da BCG insieme a Ripple prospettano un mercato che potrebbe raggiungere i 18.900 miliardi di dollari entro il 2033.

Un esempio concreto di adozione regolamentata è stato il fondo monetario onchain BENJI, lanciato da Franklin Templeton. Secondo Dixon, il gruppo ha iniziato a esplorare Stellar nel 2019 e ha messo su il fondo nel 2021 per mantenere i registri del fondo su un unico registro condiviso, anziché disperderli su basi dati separate. BENJI è stato tra i primi fondi tokenizzati regolamentati e ha contribuito a preparare il terreno per il mercato dei titoli di Stato tokenizzati, che ha visto l’entrata di operatori come BlackRock, JPMorgan e Fidelity e si è sviluppato fino a tagliare cifre nell’ordine dei miliardi.

Per le istituzioni regolamentate, tuttavia, trasferire asset onchain richiede molto più che un semplice aumento della velocità di regolamento: è indispensabile rispettare norme sui titoli, sanzioni e tutele per gli investitori, il che genera domanda per infrastrutture blockchain in grado di supportare controlli sull’identità, restrizioni alle trasferenze e altre misure di compliance.

Secondo Dixon, l’architettura di Stellar consente agli emittenti di aggiungere controlli di conformità, meccanismi di identificazione e protezioni della privacy sopra una rete aperta, lasciando alle istituzioni la scelta sulle regole operative da applicare.

Denelle Dixon ha spiegato:

“La blockchain è eccellente per la tenuta dei registri. La tokenizzazione è l’esito del prodotto, ma sono tutti questi componenti sottostanti che contano davvero.”

Denelle Dixon ha sottolineato:

“Lo strato di base rimarrà sempre aperto. Poi sarà l’istituzione a decidere come integrare conformità e privacy: se richiedere KYC, se congelare o recuperare asset o quali informazioni di transazione devono restare visibili.”

Per il contesto europeo e italiano, l’avanzamento di queste infrastrutture impone un confronto con normative come il regolamento sui mercati delle criptovalute e le direttive sui servizi finanziari: banche e gestori patrimoniali italiani potrebbero trarre vantaggio da interoperabilità e riduzione dei tempi di regolamento, ma dovranno altresì affrontare adeguamenti sui processi di compliance, governance dei dati e gestione delle controparte.

Nel medio termine, l’integrazione tra infrastrutture tradizionali come DTCC e reti pubbliche ottimizzate per la tokenizzazione può accelerare l’innovazione nei servizi post-trade, favorire prodotti finanziari più liquidi e spingere a una riconfigurazione dei costi operativi per operatori e investitori in tutta Europa.

In sintesi

  • L’integrazione annunciata rafforza la legittimazione della tokenizzazione nel mercato istituzionale e potrebbe accelerare l’adozione da parte di gestori di asset italiani interessati a ridurre tempi e costi di regolamento.
  • Gli investitori dovranno valutare il rischio tecnologico e di compliance: l’uso di layer pubblici con controlli aggiuntivi richiede capacità interne su KYC, custodia digitale e governance dei dati.
  • I risparmi sui processi post-trade potrebbero liberare collateral e migliorare la liquidità dei mercati, influenzando prezzi e strategia di allocazione per fondi e assicurazioni con esposizione a titoli governativi.
  • Per le autorità di vigilanza europee e italiane, la sfida sarà armonizzare regole esistenti e nuove tecnologie, bilanciando innovazione e tutela degli investitori per evitare frammentazione regolamentare.


Author: Tony
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