Coinbase punta a conquistare il mercato delle criptovalute in India da 3 miliardi di dollari con il lancio della valuta locale

Coinbase ha annunciato l’avvio di un nuovo canale diretto per la gestione dei fondi in rupie indiane (INR), con l’obiettivo di semplificare depositi e prelievi per gli utenti locali.

A partire dal 1 giugno 2026, i clienti residenti in India potranno trasferire rupie direttamente dai loro conti bancari alla piattaforma e viceversa tramite il Immediate Payment Service (IMPS), eliminando l’obbligo di usare intermediari o mercati peer-to-peer per finanziare i conti crypto.

Per anni molti utenti indiani hanno dovuto ricorrere a mercati Peer-to-Peer (P2P) o a terze parti per spostare denaro verso gli exchange, una prassi che può risultare lenta e vulnerabile a truffe o al congelamento dei conti bancari quando le transazioni risultano sospette.

Con l’integrazione diretta al IMPS, Coinbase punta a offrire un percorso più sicuro e lineare per accedere al mercato delle criptovalute, riducendo i punti di attrito e la dipendenza da controparti non regolamentate.

John O’Loghlen ha dichiarato:

“L’India è da tempo uno dei mercati più rilevanti per le criptovalute, sia dal punto di vista del talento di sviluppo, sia per l’attività di trading e l’adozione della tecnologia blockchain.”

Analisi settoriali indicano che il Paese è emerso come uno dei principali motori di adozione nel mercato APAC e ha registrato una crescita notevole negli ultimi anni. Una società di consulenza stima che il mercato indiano delle criptovalute abbia raggiunto circa 3,04 miliardi di dollari nel 2025, con una previsione di crescita fino a 14,21 miliardi di dollari entro il 2034 e un tasso annuo composto atteso del 18,66% nel periodo 2026–2034.

Prodotti e servizi offerti

La nuova offerta non si limita ai trader alle prime armi: la piattaforma proporrà accesso a mercati spot per le principali attività e introdurrà contratti perpetui per chi opera con leva. Per gli utenti avanzati, la suite Coinbase Advanced includerà strumenti di livello istituzionale, integrazione con TradingView e API evolute.

Creando libri d’ordine locali in INR, Coinbase mira a offrire liquidità dedicata nel mercato indiano, evitando che gli utenti negozino esclusivamente contro prezzi globali e migliorando l’efficienza esecutiva su scala locale.

Aspetti normativi e strategia locale

La regolamentazione è stata a lungo un elemento cruciale per la diffusione delle criptovalute in India. Dopo un primo tentativo di integrazione con il sistema UPI nel 2022 che incontrò ostacoli con l’operatore delle infrastrutture di pagamento nazionale (NPCI), Coinbase ha adottato un approccio più formale per questa fase.

La piattaforma si è registrata presso la FIU-IND (Financial Intelligence Unit – India), l’autorità centrale incaricata di analizzare e diffondere segnali su operazioni finanziarie sospette, segnalando così l’intenzione di stabilire una presenza duratura e conforme alle normative locali.

Questo passaggio punta a ridurre il rischio operativo e a facilitare il dialogo con le autorità competenti, elemento essenziale per attrarre capitale istituzionale e per operare in mercati con controlli antiriciclaggio stringenti.

Investimenti e radicamento nel mercato

Coinbase ha già avviato un percorso di radicamento nel Paese: è fra gli investitori della piattaforma locale CoinDCX e ha destinato oltre 1 milione di dollari a sviluppatori indiani attraverso la sua rete Layer 2, Base.

John O’Loghlen ha aggiunto:

“Con il lancio dei canali diretti in INR rendiamo Coinbase pienamente accessibile ai trader al dettaglio indiani, offrendo la stessa piattaforma di fiducia usata da istituzioni e operatori a livello globale. Siamo registrati presso la FIU-IND e siamo qui per il lungo periodo.”

Implicazioni per mercati e investitori

L’ingresso con canali bancari locali può incrementare la partecipazione retail in India e favorire una maggiore trasparenza nei flussi finanziari verso gli asset digitali. Per gli investitori istituzionali, la registrazione e l’infrastruttura locale rappresentano segnali positivi di compliance e riduzione del rischio paese.

Dal punto di vista competitivo, la presenza di un player globale con libri d’ordine in INR potrebbe spingere i fornitori locali ad aggiornare servizi, commissioni e strumenti, migliorando l’offerta complessiva per gli utenti indiani.

Rischi e considerazioni operative

Nonostante i vantaggi, permangono rischi legati alla volatilità dei mercati crypto e alla complessità dei derivati, oltre alle potenziali divergenze regolamentari nel tempo. L’adozione dei canali bancari diretti aumenta l’esposizione a normative anti-riciclaggio e di vigilanza che richiederanno processi di conformità solidi.

Inoltre, la creazione di liquidità locale potrebbe generare frammentazione tra prezzi domestici e prezzi globali, con possibili opportunità di arbitraggio ma anche con esigenze operative maggiori per gestire la coerenza dei mercati.

Prospettive

L’iniziativa riflette una tendenza più ampia: gli exchange globali cercano di adattarsi alle specificità normative e infrastrutturali dei singoli Paesi per scalare l’adozione. Per il mercato indiano, l’accesso diretto via IMPS può accelerare l’integrazione degli investitori retail nel sistema formale, migliorando tracciabilità e sicurezza delle transazioni.

In sintesi

  • L’accesso diretto ai canali bancari in INR dovrebbe aumentare la partecipazione retail e ridurre la dipendenza da soluzioni informali, con effetti positivi sulla trasparenza dei flussi finanziari.
  • La registrazione presso la FIU-IND e l’offerta di strumenti istituzionali rendono il mercato indiano più attraente per capitali professionali, ma impongono requisiti di compliance più stringenti agli operatori.
  • Per gli investitori europei e italiani, la maggiore integrazione del mercato indiano può tradursi in nuove opportunità di esposizione al settore crypto, pur richiedendo attenzione alla volatilità e ai rischi regolamentari.


Author: Tony
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