Auto, la rimonta continua: mercato italiano +7,6% a maggio

Prosegue la fase di recupero del mercato italiano dell’auto, con un mese di maggio che ha registrato poco più di 150mila immatricolazioni, pari a un incremento del 7,6% rispetto a maggio 2025. L’accelerazione è stata innescata dagli incentivi introdotti lo scorso ottobre, che hanno portato i volumi dei primi cinque mesi dell’anno a circa 790mila unità, il 9,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel quadro degli incentivi, la quota di modelli full electric è praticamente raddoppiata rispetto a dodici mesi fa, secondo le elaborazioni di Anfia, raggiungendo l’8,8% di share a maggio e l’8,2% nel cumulato da inizio anno.

Anche le PHEV (ibride plug-in) mostrano una dinamica positiva, favorita dalle regole fiscali sui fringe benefit che rendono più conveniente l’utilizzo aziendale di vetture elettrificate. Nel complesso, le due motorizzazioni pesano per il 16,7% del mercato nei primi cinque mesi, ancora sotto la media europea — intorno al 30% ad aprile — ma con una tendenza al rialzo.

Centro Studi Promotor ha sottolineato:

«Negli ultimi mesi il mercato italiano dell’auto evidenzia una crescita reale e continuativa, sebbene concentrata su pochi attori, con un recupero graduale rispetto ai livelli pre-pandemia.»

Il recupero in corso accorcia il divario rispetto ai volumi del 2019, che rimane tuttavia superiore al 13% se si confrontano le immatricolazioni dei primi cinque mesi. Questo trend riflette sia effetti temporanei legati agli incentivi sia elementi strutturali come la rapida diffusione di modelli elettrificati.

La spinta verso l’elettrificazione sta avvantaggiando in modo marcato i marchi cinesi: Byd ha superato le 6mila immatricolazioni a maggio e si attesta intorno al 4% di quota di mercato, sorpassando concorrenti come MG, di proprietà del gruppo Saic, che ha manifestato l’intenzione di realizzare uno stabilimento in Spagna. In crescita anche Leapmotor, brand collegato a Stellantis, che ha superato il 3% di market share nel mese, e Omoda/Jaecoo, che si sta avvicinando a traguardi significativi; insieme questi marchi valgono circa il 14% del mercato, avvicinandosi alla quota combinata dei brand giapponesi e coreani (16,7%).

Dal punto di vista industriale, l’avanzata dei produttori cinesi e l’interesse per investimenti produttivi in Europa modificano l’equilibrio competitivo: la possibile realizzazione di impianti in Spagna o altrove nel continente può attrarre fornitori e servizi correlati, con effetti a catena sulle filiere locali e sulle opportunità di reindustrializzazione in paesi europei, compresa l’Italia.

Per i dealer e gli operatori della filiera italiana, la crescita delle auto elettrificate impone investimenti in formazione tecnica, infrastrutture di ricarica e adeguamenti post-vendita. Contemporaneamente, le politiche fiscali e gli incentivi pubblici rimangono determinanti per il ritmo della transizione, così come le scelte dell’Unione europea sulle normative ambientali e sugli aiuti di stato.

In sintesi

  • La ripresa delle immatricolazioni favorisce la domanda aggregata, ma la sua sostenibilità dipenderà dall’evoluzione degli incentivi e dalla capacità delle concessionarie di adattarsi all’elettrificazione.
  • L’avanzata dei marchi cinesi può accelerare investimenti nella filiera europea; per l’Italia ciò rappresenta un’opportunità per attrarre fornitori e creare posti di lavoro qualificati, a condizione di politiche industriali mirate.
  • Gli operatori finanziari e gli investitori dovrebbero monitorare l’impatto delle normative sui fringe benefit e delle politiche UE: queste determinano la domanda di veicoli elettrificati e le prospettive di crescita per i produttori locali.
  • Un’ulteriore diffusione di veicoli elettrici richiederà investimenti in infrastrutture di ricarica pubblica e privata, settore con potenziale sviluppo per imprese italiane e fondi infrastrutturali.


Author: Tony
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