Una vendita record da 1,26 miliardi di dollari dell’IBIT di BlackRock: probabile uscita rapida di un grande investitore, secondo NYDIG
- 31 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Una vendita in blocco da 1,26 miliardi di dollari di iShares Bitcoin Trust (IBIT) gestito da BlackRock, avvenuta questa settimana, potrebbe essere stata motivata dalla necessità di un grande investitore di uscire rapidamente dall’esposizione al Bitcoin, più che dall’annullamento di una strategia di hedging comune tra hedge fund. Questa interpretazione è proposta da un’analisi pubblicata da NYDIG.
Dettagli della transazione
La transazione si è concretizzata il 26 maggio, quando sono state cedute fuori mercato 29,21 milioni di azioni di IBIT a 43,16 dollari per azione. L’operazione è stata eseguita con uno sconto di 1,01 dollari rispetto al prezzo di mercato di 44,17 dollari, corrispondente a una concessione del 2,3% e a costi di esecuzione stimati intorno ai 29,5 milioni di dollari.
L’operazione è stata riportata attraverso la struttura FINRA/Nasdaq TRF Carteret, utilizzata di frequente per transazioni negoziate privatamente al di fuori del mercato ufficiale.
Interpretazione e rigetto dell’ipotesi di basis trade
NYDIG ha osservato che l’entità dello sconto indica che il venditore ha privilegiato certezza ed immediata esecuzione piuttosto che massimizzare il prezzo ottenibile. Alcuni operatori avevano ipotizzato che il blocco potesse essere collegato a un basis trade su Bitcoin, cioè una posizione long sullo spot compensata da uno short sui futures.
NYDIG ha affermato che questa spiegazione è improbabile perché lo sconto avrebbe ridotto in modo significativo i rendimenti attesi di tale strategia, rendendone poco conveniente l’unwinding nella forma descritta dagli osservatori del mercato.
La società ha inoltre evidenziato dati sui futures CME: la posizione oggetto della vendita corrispondeva a un’esposizione equivalente a circa 3.700 contratti futures su Bitcoin del CME. Tuttavia, durante il minuto in cui il blocco è stato eseguito sono stati negoziati soltanto 91 contratti, senza alcun picco anomalo nei volumi dei futures che potesse suggerire un contemporaneo unwind.
Greg Cipolaro, responsabile globale della ricerca di NYDIG, ha scritto:
“La dimensione dell’operazione, lo sconto di esecuzione del 2,3%, l’assenza di attività corrispondente nei futures CME e il limitato numero di potenziali venditori pesano complessivamente contro l’ipotesi che la transazione rappresentasse lo smantellamento contemporaneo di un basis trade.”
Contesto di mercato e flussi degli ETF
L’evento è avvenuto in una fase di deflussi persistenti dagli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti. Nel periodo considerato i fondi della categoria hanno registrato deflussi netti giornalieri continuativi, con un calo complessivo delle attività gestite che si è ridotto di oltre 13 miliardi di dollari in due settimane.
Parallelamente, il prezzo del Bitcoin è sceso del 16% nel corso dell’anno, mentre altre classi di attivo, come azioni e materie prime selezionate, hanno attratto capitale. Questo spostamento di flussi ha aumentato la pressione sulla liquidità di strumenti collegati direttamente al prezzo del Bitcoin.
Nonostante IBIT abbia registrato circa 720 milioni di dollari di rimborsi netti tra il 26 e il 27 maggio, NYDIG ha sottolineato che i dati sui flussi degli ETF non consentono di identificare direttamente il venditore né di collegare in modo univoco specifici rimborsi alla transazione in blocco.
Inoltre, la posizione coinvolta nella vendita superava le partecipazioni dichiarate di qualsiasi investitore noto nelle più recenti comunicazioni regolamentari (modelli 13F), rendendo difficile ricostruire l’identità del detentore e le motivazioni precise della cessione.
Implicazioni e riflessioni
La scelta di accettare uno sconto significativo per uscire da una posizione collegata al Bitcoin per oltre un miliardo di dollari indica che, in episodi di deflussi sostenuti, anche grandi partecipanti istituzionali possono avere incentivi a privilegiare liquidità e rapidità sull’ottimizzazione del prezzo.
Per gli operatori e gli investitori italiani interessati all’esposizione in criptovalute, l’episodio mette in evidenza l’importanza della gestione della liquidità nelle strategie che implicano strumenti passivi basati su asset volatili e con mercati dei futures limitati rispetto alla dimensione delle partecipazioni.
Dal punto di vista regolamentare e di mercato, la vicenda richiama l’attenzione sulla trasparenza delle partecipazioni e sui meccanismi di negoziazione fuori mercato, che possono avere impatti rilevanti sui prezzi durante fasi di stress dei flussi di capitale.
In sintesi
- Un grande sconto pagato per uscire da una posizione in IBIT evidenzia come la liquidità possa diventare il fattore dominante rispetto al prezzo in periodi di deflussi sostenuti.
- Per gli investitori, la gestione del rischio di liquidità è cruciale quando si detengono esposizioni significative in prodotti legati a asset volatili come il Bitcoin; strategie che sembrano teoricamente arbitraggiabili possono rivelarsi costose in pratica.
- Il trasferimento di capitali verso altri settori e asset classes riduce la profondità di mercato delle esposizioni crypto e può amplificare la volatilità: per gli investitori italiani ciò implica un’ulteriore attenzione alla dimensione delle posizioni in rapporto al mercato sottostante.