Bankitalia: con il Pnrr spese più efficienti e opere pronte prima
- 31 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il>Pnrr ha dato un impulso significativo agli investimenti pubblici: nei cinque anni più recenti l’ammontare dei bandi per lavori ha rappresentato in media il 3,6% del Pil, oltre il doppio rispetto al decennio precedente, con circa un quinto dei progetti finanziato o cofinanziato dalle risorse del Piano.
Dal Recovery Plan è inoltre derivata un’accelerazione nella qualità delle procedure di spesa e nella gestione degli appalti pubblici, nonostante permangano limiti nella capacità amministrativa e nella dotazione di personale di alcune amministrazioni.
Alla fine del 2025 il Piano aveva visto l’assegnazione dell’85% delle risorse e una spesa effettiva pari al 54% del totale, quasi dieci punti percentuali in più rispetto ai fondi di coesione 2014-2020 considerando lo stesso stadio di attuazione; parallelamente si sono ridotti i tempi di realizzazione delle opere, soprattutto nelle fasi sotto il diretto controllo delle amministrazioni, come quella dell’affidamento.
Il focus sul Pnrr
Questa è la fotografia ricostruita nella relazione annuale della Banca d’Italia, che dedica due approfondimenti all’attuazione del Pnrr nelle fasi finali e all’impatto sul sistema degli appalti pubblici.
I progetti del Piano devono essere completati entro il 30 giugno e, fino a oggi, l’Italia ha ricevuto trasferimenti per circa 166 miliardi di euro, di cui poco più di 60 miliardi sotto forma di sovvenzioni. Le tranche corrispondono al completamento di 261 traguardi e 155 obiettivi: sono stati raggiunti quasi tutti i risultati attesi sulle riforme e oltre il 60% degli obiettivi legati agli investimenti.
La decima e ultima rata
Se la valutazione finale sarà positiva, l’Italia potrà incassare la decima e ultima rata, pari a 28,4 miliardi di euro. Il pagamento è vincolato al raggiungimento di un numero consistente di traguardi (34) e obiettivi (125) nella prima metà del 2026, dopo che nel 2025 erano stati registrati 32 traguardi e 50 obiettivi.
Le riforme nell’ultimo tratto riguardano in particolare miglioramenti nella giustizia civile e nella riduzione dei tempi di pagamento della PA. Sul fronte degli investimenti, gli ambiti verificabili spaziano dalla digitalizzazione e dalla diffusione di reti Internet ad alta velocità al potenziamento della rete elettrica, fino al rafforzamento dei centri per l’impiego e delle strutture sanitarie di prossimità.
L’impatto del Pnrr sugli appalti pubblici
Nella sua analisi la Banca d’Italia ricorda le varie revisioni subite dal Piano, in parte determinate dalle mutate condizioni internazionali e nazionali, e si sofferma sui meccanismi che hanno inciso sull’attuazione degli appalti pubblici.
I correttivi introdotti per accelerare gli investimenti includono il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio a livello nazionale ed europeo, il potenziamento dell’assistenza tecnica alle amministrazioni aggiudicatrici, lo stanziamento di fondi specifici e la possibilità di reclutare personale dedicato.
Il cambio di passo
I risultati rilevati dalla relazione, ricavati dall’incrocio dei dati della Autorità nazionale anticorruzione (Anac), delle Casse edili e del portale Italia Domani, mostrano miglioramenti concreti: i bandi collegati al Pnrr hanno avuto una probabilità di aggiudicazione prossima al 90%, quasi 20 punti percentuali in più rispetto a contratti simili non riferibili al Piano, e tempi di aggiudicazione inferiori di circa 10 giorni (-19%).
Questi risultati sono legati soprattutto alla condizionalità delle risorse rispetto al raggiungimento degli obiettivi e all’impiego di stazioni appaltanti qualificate per l’espletamento delle gare. Un beneficio a catena si è manifestato anche per i Comuni: quelli che hanno gestito importi più elevati di bandi del Pnrr hanno migliorato, a parità di condizioni, anche le procedure di aggiudicazione per appalti non finanziati dal Piano.
Restano tuttavia elementi di criticità: la piena efficacia del Piano dipenderà dalla capacità di consolidare le competenze amministrative acquisite, di garantire risorse umane adeguate nel medio termine e di assicurare manutenzione e sostenibilità degli investimenti realizzati.
In sintesi
- Il rafforzamento delle procedure di gara e la maggiore velocità nell’aggiudicazione rendono i progetti pubblici più bancabili, aprendo possibilità per forme di cofinanziamento privato nel settore delle infrastrutture.
- La domanda generata dai bandi del Pnrr ha sollecitato i comparti edilizio ed energetico, ma rischi di strozzature nelle catene di fornitura e aumenti dei costi potrebbero erodere i margini di efficacia degli interventi.
- Il miglioramento delle capacità amministrative a livello locale aumenta l’efficienza complessiva della spesa pubblica: l’Italia potrà così sfruttare meglio i fondi europei futuri se consolida questo know‑how.
- Per gli investitori italiani, la maggiore certezza nei tempi di realizzazione e nella governance dei progetti riduce il rischio operativo, rendendo più attraenti le opportunità in progetti digitali, rete elettrica e servizi di prossimità.