Trasporti in tilt: l’11 giugno otto ore di sciopero nelle ferrovie
- 30 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Giovedì 11 giugno è stato indetto uno sciopero nazionale di otto ore, dalle 9:01 alle 17:00, del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari, proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti.
Motivi dello sciopero
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti hanno dichiarato:
“Il Governo ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie Intercity, dove è emersa la volontà del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto.”
I sindacati indicano come elementi critici anche l’assenza di clausole sociali vincolanti nelle gare, la scarsa chiarezza sugli investimenti infrastrutturali e un processo di liberalizzazione che, a loro avviso, potrebbe trasferire costi e rischi su lavoratrici, lavoratori e utenti.
Rischi segnalati per servizio e occupazione
Secondo le organizzazioni sindacali, la frammentazione del mercato con l’affidamento in più lotti potrebbe favorire dinamiche di concorrenza basate sulla compressione dei costi del lavoro, aprendo la strada a pratiche di dumping contrattuale. Ciò rischia di incidere sulla qualità dell’offerta commerciale, in particolare per quanto riguarda la gestione dei treni Intercity, con possibili effetti a catena sul trasporto regionale e sull’alta velocità.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti hanno spiegato:
“Quello a cui stiamo assistendo è un attacco al sistema Paese, che non riguarda solo il trasporto Intercity ma che, nell’immediato futuro, rischia di produrre impatti gravissimi anche nel trasporto regionale e sull’alta velocità, segmento redditizio in cui è previsto l’ingresso di un nuovo operatore straniero a cui sarà consentito effettuare il servizio senza vincoli di sistema.”
Le organizzazioni richiamano inoltre il ruolo della Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), la cui ultima serie di provvedimenti viene criticata per aver favorito condizioni che, secondo i sindacati, agevolano concorrenza al ribasso e indeboliscono i vincoli di sistema necessari per garantire livelli omogenei di servizio e diritti dei lavoratori.
Posizioni e aperture al dialogo
Le sigle sindacali hanno ribadito la disponibilità a confrontarsi, condizionata però all’impegno a non permettere lo smembramento del servizio ferroviario e il depauperamento di un’infrastruttura strategica per il Paese.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti hanno aggiunto:
“Seppure pronti a confrontarci sulla materia, non siamo disponibili ad assistere in silenzio allo smembramento del trasporto ferroviario e al depauperamento di un asset strategico del Paese sulla pelle di lavoratrici, lavoratori e cittadini.”
Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha dichiarato:
“La richiesta dei lavoratori è condivisibile; siamo al lavoro per evitare lo sciopero, dialogando con le parti sociali al fine di tutelare la continuità del servizio e gli investimenti necessari.”
La tensione tra la volontà di liberalizzare alcuni segmenti del mercato ferroviario e la necessità di garantire standard omogenei di servizio e tutela del lavoro resta al centro del confronto tra governo, autorità regolatorie e sindacati.
Prospettive operative e impatti immediati
Oltre all’impatto diretto sugli spostamenti del giorno dello sciopero, le questioni sollevate hanno implicazioni più ampie: l’eventuale frammentazione degli appalti può complicare la pianificazione degli investimenti infrastrutturali, aumentare i costi di coordinamento tra operatori e ridurre la capacità di offrire servizi integrati su scala nazionale.
Per gli investitori e gli operatori di mercato, maggiore incertezza normativa e procedurale può tradursi in rischi di business più elevati, con potenziali riflessi su piani di espansione, politiche di prezzo e qualità del personale impiegato nel settore.
Azioni richieste dalle parti sociali
Le organizzazioni sindacali chiedono clausole sociali vincolanti nelle gare, impegni certi sugli investimenti infrastrutturali e una regolazione che contempli obblighi di sistema per evitare una competizione basata esclusivamente sulla riduzione dei costi del lavoro. Propongono inoltre tavoli di confronto con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti per rivedere le modalità di affidamento dei servizi rispettando standard occupazionali e qualitativi.
In sintesi
- La frammentazione delle gare Intercity potrebbe ridurre la capacità di offerta integrata, aumentando i costi di coordinamento e generando rischi per la continuità del servizio, con potenziali ricadute negative sul turismo e i pendolari.
- L’incertezza regolatoria e la mancanza di clausole sociali vincolanti elevano il rischio di concorrenza sul costo del lavoro, un fattore che gli investitori dovranno valutare nelle strategie di lungo periodo per il mercato ferroviario italiano.
- Per il sistema Paese è cruciale un equilibrio tra liberalizzazione e regole che proteggano standard occupazionali e qualità del servizio; senza questo, aumentano i costi sociali e si riduce l’attrattività degli investimenti sostenibili nel settore.