Nasce il nuovo ConTech Hub di TEHA Group per dare slancio allo smart building
- 27 Maggio 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale 2, Newsletter
TEHA Group – The European House Ambrosetti amplia il proprio impegno nell’innovazione della filiera edilizia con il lancio di ConTech Hub, una nuova community tematica dedicata alla Construction Technology, nata per accompagnare la trasformazione strutturale del settore delle costruzioni e dello smart building. L’iniziativa è stata presentata in occasione del 4° Rapporto Strategico 2026 della Community Smart Building e punta a offrire un presidio qualificato per supportare imprese e istituzioni in un contesto caratterizzato da sfide produttive, tecnologiche e normative.
Il nuovo ConTech Hub nasce con l’obiettivo di costruire un luogo di analisi, confronto e orientamento strategico capace di definire un’agenda condivisa per la filiera delle costruzioni. Alla base del progetto vi è una tesi precisa: per colmare il gap strutturale di produttività che continua a frenare il comparto è necessario superare la visione tradizionale dello smart building, integrandolo in una trasformazione più ampia che coinvolga processi industriali, supply chain, utilizzo dei dati, tecnologie di cantiere e nuovi modelli produttivi.
Un settore strategico europeo ancora frenato dalla produttività
Il comparto delle costruzioni rappresenta uno dei pilastri industriali dell’Europa, ma continua a registrare ritardi strutturali sul fronte dell’innovazione e dell’efficienza operativa.
A livello europeo, il settore conta oltre 27 milioni di occupati, circa 6,5 milioni di imprese e contribuisce a circa il 12% del valore economico generato nell’Unione Europea, configurandosi come il secondo comparto industriale continentale. Tuttavia, il 95% delle aziende della filiera è composto da piccole e medie imprese, una caratteristica che limita le economie di scala e rallenta il recupero di efficienza produttiva.
Tra il 2015 e il 2023, il fatturato del settore è passato da 1,33 trilioni di euro a 2,31 trilioni di euro, registrando una crescita del 73,7%, trainata soprattutto dai piani di rilancio e dagli incentivi successivi alla pandemia. Nonostante questa espansione, il rapporto tra valore aggiunto e fatturato è rimasto sostanzialmente stabile attorno al 30%, segnalando una crescita dei volumi non accompagnata da un reale incremento di produttività.
Anche in Italia emerge una dinamica simile: tra il 2016 e il 2024 il PIL settoriale è cresciuto del 51,5%, mentre la produttività si è fermata al 20,9%, registrando addirittura una flessione nel 2024. Secondo Cresme, il settore delle costruzioni ha registrato tra il 2024 e il 2025 una riduzione del 2,1% del valore della produzione e del 2,9% degli investimenti, evidenziando la necessità di trovare nuove leve di competitività oltre il supporto di Superbonus e PNRR.
Investimenti in ricerca ancora limitati
Uno dei principali ostacoli alla trasformazione del settore resta il limitato livello di investimenti in ricerca e sviluppo.
Nel 2024, il comparto delle costruzioni in Europa ha investito circa 2,25 miliardi di euro in R&S, mentre in Italia gli investimenti si sono attestati a circa 57,6 milioni di euro nel 2023, livelli considerati insufficienti per accelerare l’adozione di innovazioni nei processi costruttivi, nei materiali e nelle tecnologie digitali.
Secondo le analisi presentate da TEHA Group, la produttività del settore potrebbe aumentare fino al 60%, ma la frammentazione della filiera, la ridotta dimensione media delle imprese e la limitata spesa in innovazione continuano a rappresentare un ostacolo significativo.
Dallo Smart Building al paradigma ConTech
Per affrontare questa sfida, TEHA Group propone un cambio di paradigma: superare il concetto di edificio intelligente come elemento isolato e adottare una visione sistemica dell’intera filiera delle costruzioni.
Il modello ConTech si sviluppa lungo tre direttrici strategiche:
- aumento della produttività e dell’industrializzazione;
- miglioramento delle performance ambientali e raggiungimento della neutralità carbonica;
- riduzione del rischio, maggiore attenzione a sicurezza e compliance.
L’obiettivo è costruire una piattaforma capace di tradurre queste dimensioni in modelli operativi concreti e scalabili per le imprese.
I cinque pilastri della trasformazione del settore
Secondo TEHA Group, la trasformazione del comparto dovrà concentrarsi su cinque aree prioritarie.
Gestione dei dati e Building Information Modeling
Uno dei principali nodi riguarda l’utilizzo inefficiente dei dati: attualmente il 90% dei dati generati nel settore edilizio a livello globale rimane non strutturato, rendendolo di fatto inutilizzabile.
Questa inefficienza genera errori decisionali, ritardi, rilavorazioni e perdita di produttività, con costi stimati fino a 1,85 trilioni di dollari annui a livello globale. In questo scenario cresce il ruolo del Building Information Modeling (BIM), il cui mercato globale potrebbe passare da 7,5 miliardi di dollari nel 2023 a oltre 29 miliardi entro il 2034.
Materiali da costruzione più sostenibili
Un secondo fronte riguarda i materiali costruttivi. Il crescente utilizzo del cemento, che potrebbe raggiungere i 20 miliardi di metri cubi entro il 2050, continua a incidere significativamente sulle emissioni globali.
Degli impatti energetici riconducibili agli edifici, circa l’11% delle emissioni globali deriva direttamente dai materiali e dalle attività di cantiere. Parallelamente cresce il mercato dei materiali sostenibili e ad alte prestazioni, destinato a passare da 368,7 miliardi di dollari nel 2025 a 708,9 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 14%.
Riqualificazione edilizia e componenti del costruito
Il mercato delle ristrutturazioni continua a espandersi anche grazie alla Renovation Wave Strategy della Commissione Europea, che punta a raddoppiare il tasso di riqualificazione edilizia entro il 2030.
L’iniziativa prevede il rinnovo di 35 milioni di edifici, la creazione di fino a 160.000 nuovi posti di lavoro e una riduzione stimata tra il 30% e il 40% dei costi energetici familiari.
Off-site e modular construction
Un altro elemento chiave riguarda l’adozione di tecniche off-site e di modular construction, che consentono di integrare processi industriali nella costruzione tradizionale riducendo fino al 50% i tempi di realizzazione dei progetti.
La diffusione di questi modelli è ancora limitata in Europa, ma il fabbisogno abitativo crescente potrebbe accelerarne l’adozione. Secondo la Commissione Europea, nell’UE esiste un deficit abitativo stimato in circa 650.000 abitazioni.
Robotica e automazione del cantiere
Infine, il livello di digitalizzazione del settore delle costruzioni resta tra i più bassi in assoluto, nonostante la crescente scarsità di manodopera qualificata renda sempre più necessario il ricorso all’automazione.
La robotica avanzata, identificata da McKinsey tra le principali traiettorie evolutive dei cantieri, sta rapidamente uscendo dalla fase sperimentale. Nei primi nove mesi del 2025, gli investimenti globali di venture capital nella robotica per il settore hanno raggiunto 1,36 miliardi di dollari, segnando un incremento del 125% rispetto all’intero 2024.
«Il settore delle costruzioni sta attraversando un periodo di trasformazione strutturale che necessita un cambio di passo importante per superare una produttività stagnante, filiere ancora frammentate e pressioni normative sempre più stringenti. Sarà quindi fondamentale intervenire nel settore per colmare i ritardi accumulati rispetto agli altri comparti e indirizzare strategicamente investimenti pubblici ed obblighi normativi, al fine di generare valore nei territori e rafforzare la competitività del nostro Paese. In questo scenario, lo Smart Building non rappresenta più soltanto una frontiera tecnologica o un ambito specialistico di innovazione, ma una necessità strategica: un nuovo paradigma per progettare, realizzare, riqualificare e gestire gli edifici lungo l’intero ciclo di vita», sottolinea Jacopo Palermo, Associate Partner e Responsabile dell’Area Real Estate & Construction di TEHA Group.
Il profilo di TEHA Group
TEHA Group, controllata di The European House – Ambrosetti, opera dal 1965 e oggi conta oltre 330 professionisti, con attività diffuse in Italia, Europa e altri mercati internazionali.
Ogni anno il gruppo supporta circa 1.500 clienti, realizza oltre 500 studi e scenari strategici, sviluppa circa 100 progetti per famiglie imprenditoriali e coinvolge oltre 3.500 esperti internazionali nei più di 900 eventi organizzati annualmente per circa 48.000 manager.
Dal 2013, TEHA Group è riconosciuta tra i migliori think tank privati al mondo, risultando 1° think tank in Italia e 4° nell’Unione Europea secondo il Global Go To Think Tanks Report dell’Università della Pennsylvania.