Tiscali cede il ramo b2c: accordo confermato con il Gruppo Canarbino

Per una parte dell’attività di Tiscali, l’operazione avviata segna l’inizio di una fase di trasformazione: al Mimit, durante la riunione cui hanno preso parte anche i sindacati e la Regione, è stata confermata la cessione della porzione B2c al Gruppo Canarbino, presente all’incontro per la prima volta.

Dettagli dell’operazione

L’operazione sarà formalizzata tramite la società controllata Smeraldo e riguarda, secondo quanto comunicato dalle istituzioni coinvolte, un perimetro occupazionale complessivo di circa 600 lavoratori.

Mimit ha dichiarato:

“L’operazione verrà formalizzata attraverso la società controllata Smeraldo, per un perimetro occupazionale complessivo di circa 600 lavoratori.”

Gruppo Canarbino ha dichiarato:

“Il gruppo, attivo nel settore energetico, intende valorizzare il perimetro consumer con l’obiettivo di raddoppiare la propria forza lavoro complessiva grazie all’integrazione di queste attività, estendendo il proprio business anche alle reti di telecomunicazioni.”

Via libera giudiziario e tempistiche

La cessione ha ottenuto l’approvazione del Tribunale di Cagliari nell’udienza dedicata e l’affitto del ramo d’azienda diventerà operativo a partire dal 1° giugno. Al tavolo ministeriale è stata discussa anche la parte residua della società non coinvolta nella cessione.

Regione ha spiegato:

“Il progetto coinvolge complessivamente 563 lavoratori a livello nazionale che saranno assorbiti dalla nuova realtà aziendale.”

Nel quadro delle trattative era emerso che a marzo la compagine Tiscali-Tessellis aveva dichiarato 180 esuberi su un totale di 729 lavoratori presenti sul territorio nazionale. Dall’iter di acquisizione restano al momento esclusi 47 dipendenti della sede sarda e due giornalisti; l’azienda ha inoltre precisato che 10 giornalisti su 12 hanno aderito all’incentivo all’esodo proposto.

Implicazioni strategiche e mercato

L’acquisizione segna una svolta strategica: un gruppo nato nel settore energetico che entra nella fascia B2c delle telecomunicazioni indica un processo di diversificazione e convergenza tra infrastrutture energetiche e reti di comunicazione. Tale mossa potrà richiedere investimenti significativi per l’integrazione tecnologica e per garantire continuità di servizio ai clienti.

Dal punto di vista regolamentare, l’operazione sarà osservata sia per gli aspetti occupazionali sia per le possibili ricadute concorrenziali nelle aree di copertura. Il coinvolgimento del Mimit e della Regione testimonia la sensibilità pubblica sulle ricadute sociali e industriali, oltre alla necessità di vigilare sulla qualità delle prestazioni cedute e sul rispetto degli impegni occupazionali.

Per i lavoratori l’integrazione comporterà sfide manageriali e operative: dal processo di armonizzazione dei contratti alla possibile riqualificazione professionale necessaria per gestire nuove tecnologie e servizi. Per gli investitori, la transizione presenta opportunità di crescita legate all’espansione dei servizi digitali, bilanciate da rischi connessi alla gestione dell’integrazione e ai costi di adeguamento infrastrutturale.

In sintesi

  • La cessione del ramo B2c di Tiscali a un gruppo energetico apre a sinergie industriali ma richiederà investimenti per integrare reti e servizi digitali.
  • La copertura istituzionale dell’operazione riduce il rischio di discontinuità occupazionale, ma la piena riuscita dipenderà dall’efficace gestione delle risorse umane e tecnologiche.
  • Per gli investitori nazionali, il caso evidenzia come il settore telecomunicazioni attragga capitali da operatori con business model diversificati, con potenziali ricadute positive sui fornitori di infrastrutture e servizi digitali.
  • Le autorità locali e il Mimit giocheranno un ruolo cruciale nel monitorare la concorrenza e nell’assicurare che l’operazione favorisca innovazione e continuità del servizio per gli utenti italiani.


Author: Tony
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