Morto Maurizio Gozzelino, inventore del Crodino: addio all’analcolico biondo
- 24 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
È morto Maurizio Gozzelino, l’inventore del Crodino. La notizia è stata resa nota dalla moglie Marisa e dalla figlia Barbara. Secondo il Centro Studi Piero Ginocchi di Crodo, nel Verbano-Cusio-Ossola, Gozzelino era nato nel 1935 a Saluzzo e si era trasferito nella valle Antigorio per lavoro, dove elaborò la miscela di erbe aromatiche che divenne la ricetta del celebre aperitivo analcolico.
La produzione del prodotto cominciò il 28 luglio 1965. Fino alla fine del 2023 il Crodino veniva imbottigliato a Crodo; successivamente la produzione è stata trasferita a Novi Ligure (provincia di Alessandria). Il Centro Studi Piero Ginocchi ha ricordato:
«Affabile, un abile comunicatore, generoso, dai modi semplici della persona colta ma non esibizionista».
L’immaginario collettivo
Lo slogan che ha accompagnato il prodotto ha contribuito a radicare il termine “analcolico biondo” nell’immaginario italiano. Dietro a quell’identità pubblicitaria c’era Maurizio Gozzelino, enologo piemontese e ideatore delle essenze che hanno caratterizzato il gusto. Gozzelino è scomparso nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio all’età di 91 anni, lasciando un’eredità che va oltre la singola bevanda: ha contribuito a definire un modello di aperitivo senza alcol che ha attraversato decenni di costume e comunicazione.
La storia di una invenzione
Originario di Saluzzo e formato all’Istituto Enologico di Alba, Gozzelino arrivò a Crodo nei primi anni Sessanta su invito dell’imprenditore Piero Ginocchi, collegato alle attività delle Terme di Crodo Spa. Lo stabilimento, fino ad allora noto per l’acqua minerale delle sorgenti locali, avviò una fase di riconversione verso la produzione di aperitivi, e in quel contesto nacque l’intuizione che avrebbe dato vita al Crodino.
Nel 1965 furono imbottigliate le prime 53.835 unità del prodotto. La ricetta, tuttora custodita come segreto industriale, fu messa a punto da Gozzelino: un bilanciamento di erbe, spezie e radici — tra cui vaniglia, scorza d’arancia, zenzero, assenzio, coriandolo e chiodi di garofano — combinati con l’acqua minerale locale e affinati in botti di rovere per diversi mesi. Il risultato fu un profilo aromatico riconoscibile e duraturo, che consentì al prodotto di affermarsi rapidamente sul mercato.
Nel 2021 a Crodo gli fu conferita la cittadinanza onoraria, riconoscimento che sottolineò il legame fra l’inventore e la comunità locale. La decisione di trasferire la produzione alla fine del 2023 ha segnato una fase nuova per il marchio, ma l’identità sensoriale creata da Gozzelino resta elemento centrale della marca.
La figura di Gozzelino incarna il rapporto tra competenza tecnica e comunicazione del gusto: un enologo che ha saputo trasformare conoscenze scientifiche sulle essenze in un prodotto popolare, capace di durare sul mercato grazie a un equilibrio tra tradizione locale e strategie industriali di scala.
In sintesi
- La perdita di Maurizio Gozzelino evidenzia come competenze tecniche locali possano generare marchi con valore simbolico e commerciale, importante per strategie di marketing territoriale.
- Il trasferimento di produzione a Novi Ligure riflette tendenze di consolidamento industriale: per gli investitori, il rischio è la perdita di legami con il territorio, ma può aumentare l’efficienza e la capacità produttiva.
- Per il mercato delle bevande analcoliche italiane, la storia del Crodino sottolinea l’opportunità di valorizzare ricette autoctone come leva competitiva, soprattutto nei segmenti premium e dell’export.