Criptovalute e la Fed: lo stato del mercato
- 24 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Federal Reserve ha pubblicato l’ultima versione della sua proposta per creare un skinny master account, aggiornando il testo inizialmente reso pubblico a dicembre. Nella stessa settimana, il presidente Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi volti a facilitare una più ampia integrazione degli asset digitali nei sistemi di pagamento esistenti e a rafforzare l’applicazione del Bank Secrecy Act.
Le iniziative, combinate, segnano un possibile punto di svolta nel rapporto tra l’industria delle criptovalute e l’infrastruttura dei pagamenti federali, riducendo alcune barriere operative che fino ad oggi hanno limitato l’accesso diretto agli strumenti di regolamento centrale per le società fintech e crypto.
Dettagli della proposta della Federal Reserve
La proposta aggiornata della Federal Reserve chiarisce come la banca centrale intende offrire accesso alle sue infrastrutture di pagamento a operatori fintech e a imprese legate alle criptovalute senza richiedere loro lo status di banca pienamente autorizzata dall’Office of the Comptroller of the Currency. L’obiettivo è consentire regole tecniche e requisiti controllati che mantengano la stabilità del sistema mentre si apre un canale per nuovi attori.
Tra i punti chiave vi è un’attenzione specifica alle banche membri della Federal Reserve e alla possibilità che esse concedano direttamente conti di pagamento ad entità terze. La proposta esplora infatti modalità operative che limitino il rischio sistemico senza estendere pienamente i diritti e le garanzie riservate alle banche tradizionali.
Va sottolineato che la Federal Reserve potrebbe non avere autonomia completa su tutti gli aspetti pratici: per rendere definitive certe aperture sarà probabilmente necessario un intervento legislativo del Congresso che definisca con precisione quali soggetti possano accedere a questi conti e con quali condizioni.
Gli ordini esecutivi della Casa Bianca
Il primo ordine esecutivo della Casa Bianca incarica i regolatori federali di rivedere le normative esistenti per facilitare l’integrazione delle criptovalute nei sistemi di pagamento. Il secondo ordine chiede al Dipartimento del Tesoro e agli organi di vigilanza di rafforzare l’applicazione del Bank Secrecy Act e di fornire indicazioni più rigorose a banche e intermediari.
Donald Trump ha annunciato:
“La mia Amministrazione non tollererà i rischi per la sicurezza nazionale e la pubblica sicurezza causati da attività finanziarie illecite transfrontaliere, né consentirà rischi per il nostro sistema finanziario derivanti dall’estensione di credito o servizi finanziari a popolazioni ammissibili all’espulsione.”
Il testo dell’ordine menziona indicatori di rischio inclusi l’evasione delle imposte sui salari, l’uso di società di comodo e l’impiego strategico di operatori di servizi monetari non registrati, processori di pagamento terzi o piattaforme peer-to-peer per pagamenti “fuori libro”.
Implicazioni regolamentari e possibili effetti
Le nuove richieste di guida da parte del Dipartimento del Tesoro daranno ai regolatori ampi poteri di interpretazione sull’applicazione del Bank Secrecy Act. Ciò significa che istituti finanziari e intermediari crypto dovranno attendersi chiarimenti che potrebbero includere requisiti più stringenti di due diligence e reporting, ma anche possibili esclusioni o chiarimenti su attività consentite.
Nicholas Anthony, ricercatore presso il Cato Institute, ha spiegato:
“Al momento la questione è nelle mani del Tesoro, e il Tesoro può applicare queste regole sia come meglio ritiene sia nei confronti di chi ritiene opportuno, grazie ai poteri estesi che detiene nell’ambito del Bank Secrecy Act.”
Questo mette in evidenza come l’implementazione pratica dipenderà molto dalle circolari e dagli advisory che il Tesoro e le autorità di vigilanza pubblicheranno: linee guida più severe potrebbero rallentare partnership tra banche tradizionali e operatori crypto, mentre indicazioni più chiare e prevedibili potrebbero favorire integrazioni più rapide.
La situazione al Congresso
Sul fronte legislativo, il Senate Banking Committee ha recentemente approvato l’esame della Clarity Act, ma l’iter in aula del Senato rischia di subire ritardi per via di altre priorità come la procedura di conciliazione, il rinnovo del Foreign Intelligence Surveillance Act e provvedimenti di bilancio.
Le difficoltà negoziali emerse sulle richieste di fondi per iniziative dell’esecutivo hanno aggiunto incertezza ai tempi parlamentari. Se il Senato non riuscirà a trovare tempi utili per votare, il progetto di legge potrebbe essere rimandato fino a quando non si troverà un accordo politico su aspetti più ampi del pacchetto normativo.
Prossimi passi e cosa osservare
Nei prossimi mesi è importante seguire tre elementi principali: le circolari e gli advisory che il Dipartimento del Tesoro e le autorità di vigilanza emetteranno a seguito dell’ordine esecutivo; la versione finale della proposta della Federal Reserve sul skinny master account; e l’evoluzione legislativa al Senato sulla Clarity Act e altre misure correlate.
Per gli operatori del settore e per le controparti bancarie italiane ed europee, questi sviluppi americani possono influenzare standard internazionali di compliance e interoperabilità dei pagamenti digitali, con impatti sulle partnership transatlantiche e sulle strategie di accesso ai mercati statunitensi.
In sintesi
- L’apertura della Federal Reserve verso un skinny master account potrebbe ridurre i costi di infrastruttura per gli operatori crypto, accelerando l’integrazione nei sistemi di pagamento regolamentati e rendendo più accessibili servizi di regolamento transfrontaliero.
- Le indicazioni del Dipartimento del Tesoro e l’applicazione rafforzata del Bank Secrecy Act potrebbero imporre costi aggiuntivi di compliance; gli investitori dovrebbero valutare l’impatto sui margini operativi delle piattaforme e sulle banche partner.
- Il contesto legislativo al Senato rappresenta una variabile chiave: ritardi normativi aumentano l’incertezza per decisioni di investimento transfrontaliere e per l’allocazione di capitale in progetti fintech con dipendenza dall’accesso al sistema dei pagamenti statunitense.