Beauty, consolidamento in rallentamento: il mercato si prepara a una nuova stagione di m&a
- 24 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il tema dell’efficacia dei prodotti resta al centro delle strategie del comparto cosmetico: secondo una ricerca di McKinsey, il 56% dei dirigenti del settore ritiene che nei prossimi anni il fattore competitivo principale sarà la crescente attenzione dei consumatori al rapporto qualità-prezzo, mentre il 63% dei consumatori non considera i prodotti premium necessariamente più performanti rispetto a quelli mass market. Questo mutamento nelle preferenze potrebbe rimodellare le scelte di crescita delle aziende nei prossimi anni, spostando l’accento verso l’aumento dei volumi piuttosto che su strategie basate esclusivamente sui rincari.
Per adeguarsi al nuovo contesto competitivo, molte imprese del beauty hanno avviato una profonda revisione dei propri portafogli, intervenendo su riformulazioni, politiche di prezzo e architetture di packaging per intercettare consumatori più sensibili al valore percepito. Queste mosse sono accompagnate da una crescente attenzione a canali come il digital-first e la vendita diretta al consumatore, e potrebbero favorire operazioni di espansione esterna e fusioni mirate.
L’andamento dei multipli
Dopo anni caratterizzati da valutazioni elevate, il mercato delle operazioni di M&A nel settore beauty registra un progressivo contenimento dei multipli, sintomo di una selettività maggiore sia tra gli investitori strategici sia tra i fondi di private equity. Stando ai dati raccolti da Capstone Partners, il multiplo medio Enterprise value/Ricavi era pari a 3,2 volte nel periodo 2018-2019, è salito fino a 6,1 volte nel biennio 2020-2021 — anni caratterizzati da elevata liquidità e tassi bassi — per poi scendere a 4,6 volte nel 2022-2023 e attestarsi intorno a 2,5 volte nel periodo 2024-2025.
Analogamente, anche i multipli Enterprise value/Ebitda hanno mostrato una flessione: dopo aver toccato circa 16 volte nel 2020-2021, sono diminuiti a 14,5 volte nel 2022-2023 e si sono stabilizzati a 12,6 volte nel 2024-2025. Pur ridimensionati, questi livelli restano superiori alla media di molti altri comparti consumer, segnalando la persistenza di un apprezzamento per il settore legato alla sua resilienza e alla qualità dei margini.
La contrazione delle valutazioni riflette principalmente il mutato contesto macroeconomico: tassi di interesse più elevati, consumi sotto pressione e una maggiore enfasi sulla redditività hanno reso gli investitori più cauti nel pagare premi elevati per la crescita futura. Di conseguenza, gli operatori privilegiano asset con fondamentali solidi, margini sostenibili e posizionamenti chiari in segmenti percepiti come difensivi o in crescita, come wellness, dermocosmesi e mass premium.
Per il mercato italiano ciò significa una finestra di opportunità per consolidamento e razionalizzazione: i brand con capacità produttive efficienti, canali distributivi diversificati e presenza internazionale potranno attrarre capitali a condizioni più favorevoli, mentre i player più esposti su nicchie non differenziate potrebbero trovarsi sotto pressione. L’approccio degli investitori tende quindi a premiare piani industriali credibili, economie di scala e strategie di penetrazione nei canali digitali e farmacistici.
In prospettiva, ci si attende che le operazioni di M&A si concentrino su target che offrono leve chiare per il miglioramento della marginalità — integrazioni verticali, ottimizzazione della supply chain, estensione delle linee di prodotto e potenziamento dell’e-commerce — oltre a marchi con potenziale di internazionalizzazione. Il ruolo dei fondi di private equity rimane significativo, soprattutto nella fase di ricomposizione del mercato, ma sarà valutato dalla capacità di generare rendimento attraverso operazioni industriali e non solo finanziarie.
In sintesi
- La maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo suggerisce che le strategie di prezzo e il riposizionamento del portafoglio saranno determinanti per la crescita dei volumi, con impatti diretti sulle previsioni di fatturato per i produttori italiani orientati all’export.
- La compressione dei multipli offre opportunità di ingresso a investitori che puntano su miglioramento operativo e scalabilità; per gli imprenditori italiani può essere il momento per negoziare cessioni parziali finalizzate a supportare espansione e innovazione.
- Settori come dermocosmesi e wellness potrebbero vedere una domanda crescente di capitali, favorendo transazioni che integrino competenze regolatorie e canali specialistici (farmacie, cliniche), rilevanti per la filiera italiana.
- Per gli investitori retail e istituzionali italiani, la selezione dei target dovrà privilegiare aziende con margini sostenibili, roadmap digitale e chiari piani di internazionalizzazione per mitigare il rischio di mercato in un contesto di tassi più elevati.