Valutare gli etp sulle criptovalute in un mercato in evoluzione

La newsletter odierna offre analisi e consigli pratici per chi valuta prodotti negoziati in borsa basati su criptovalute: da un lato, Sarah Cummings di Morgan Stanley Investment Management illustra i fattori da considerare nella scelta di ETP spot su bitcoin; dall’altro, nella rubrica “Chiedi all’esperto” Ryan Tannahill di iA Private Wealth USA risponde ai dubbi più comuni sul prestito contro garanzia in bitcoin.

Valutare gli ETP crittografici in un mercato in evoluzione

Gli exchange‑traded product (ETP) che replicano il prezzo spot del bitcoin rappresentano una nuova categoria di esposizione accessibile attraverso i mercati regolamentati. Introdotti su larga scala a partire dal 2024, questi strumenti — spesso strutturati come trust ai sensi del Securities Act del 1933 negli Stati Uniti — mirano a seguire un benchmark di prezzo designato. Per un investitore, comprendere la struttura legale, gli accordi di custodia e la metodologia del benchmark è tanto importante quanto analizzare commissioni e liquidità.

Considerazioni fondamentali per gli ETF

Costi e waiver. Anche se la concorrenza ha portato a una compressione delle commissioni dall’arrivo dei primi ETP spot su bitcoin, i ratio di spesa possono ancora differire in modo significativo. È utile distinguere tra ratio lordo e netto, soprattutto quando sono in vigore esenzioni (fee waivers) che possono avere scadenze o soglie patrimoniali: queste condizioni possono modificare il costo reale sostenuto dall’investitore nel medio periodo.

Liquidità ed esecuzione. Volumi di scambio, spread denaro/lettera e liquidità del fondo sono variabili che influenzano il costo totale di possesso. Tuttavia, poiché il sottostante — il bitcoin — è di per sé altamente liquido, la liquidità visibile sul book del fondo non sempre riflette la qualità di esecuzione ottenibile sul mercato reale. In alcuni casi esecuzioni di prezzo simile sono raggiungibili su prodotti differenti; un dialogo preventivo con lo sponsor del trust o con i liquidity provider può aiutare a contenere i costi di trading.

Tracking e design del fondo. Gli ETP spot su bitcoin, essendo passivi e su un singolo asset, tendono ad avere poche fonti di tracking error. Le spese correnti sono spesso il fattore determinante: prodotti con commissioni inferiori dovrebbero, in linea teorica, replicare il benchmark con maggiore precisione nel tempo. Inoltre, meccanismi di creazione e rimborso in natura possono ridurre i costi frictionali e migliorare il tracking.

Considerazioni specifiche per gli ETP crittografici

Custodia degli asset digitali. La detenzione di bitcoin richiede soluzioni di custodia specializzate, un servizio che solo da pochi anni è entrato stabilmente nell’offerta degli asset servicers tradizionali. Le pratiche di custodia, lo status regolamentare dei custodi e le tutele in caso di fallimento possono variare significativamente tra fornitori crypto‑native e depositari tradizionali; sapere dove e come sono conservati gli asset è fondamentale per valutare il rischio operativo e legale.

Profilo dello sponsor. L’identità e la storia dello sponsor del prodotto influiscono su governance, controllo dei rischi e livello di trasparenza. Sponsor emergenti nativi del mondo crypto e istituzioni finanziarie consolidate possono operare sotto regimi normativi e standard di controllo differenti: questa variabilità può avere ripercussioni sulla capacità di gestione di eventi di stress di mercato e sulla protezione degli investitori.

Metodologia del benchmark. La proliferazione di provider di prezzi per asset digitali ha generato benchmark con criteri di costruzione diversi: regole di inclusione degli exchange, metodologie di ponderazione e processi di revisione vanno analizzati. Un benchmark mal progettato può discostarsi dai prezzi prevalenti del mercato, influenzando negativamente il tracking dell’ETP.

Nell’ambito di una classe di attivo ancora in sviluppo, la combinazione tra struttura legale del veicolo, accordi di custodia, profilo dello sponsor e qualità del benchmark può essere tanto determinante quanto l’esposizione al sottostante. Un processo di due diligence olistico e disciplinato, che vada oltre le sole commissioni, aiuta a capire costi nascosti e rischi potenziali man mano che il mercato degli ETP crypto evolve.

Sarah Cummings ha dichiarato:

“In una classe di attivi in fase di maturazione, è cruciale valutare non solo il prezzo, ma l’intero ecosistema che sostiene l’ETP: custodia, governance e benchmark possono determinare performance e rischi nel lungo periodo.”

Informazioni sui rischi e avvertenze normative sono parte integrante della valutazione e devono essere consultate prima di qualsiasi decisione d’investimento.

Chiedi all’esperto

Domanda: Devo trasferire i miei bitcoin per ottenere un prestito garantito?

Ryan Tannahill ha dichiarato:

“Nella maggior parte dei casi sì: i prestatori centralizzati richiedono la custodia delle cripto per la durata del finanziamento. Tuttavia esistono strutture differenti su alcune piattaforme; è quindi fondamentale comprendere chi detiene gli asset e quali protezioni sono previste prima di impegnarsi.”

Domanda: Qual è il rischio principale che i consulenti dovrebbero segnalare?

Ryan Tannahill ha dichiarato:

“Le margin call: un calo repentino del bitcoin può costringere il cliente a fornire collaterale aggiuntivo o subire liquidazioni, spesso nei momenti peggiori. La vendita forzata può anche generare eventi fiscali, amplificando la perdita netta.”

Domanda: Conviene ottenere un prestito garantito invece di vendere una parte della posizione?

Ryan Tannahill ha dichiarato:

“Dipende dal grado di convinzione sull’asset. Se si ritiene che il bitcoin possa apprezzarsi, prendere in prestito preserva l’esposizione potenziale mantenendo liquidità. Se invece la posizione è incerta, aumentare la leva non è la soluzione: a volte una vendita netta è l’opzione più semplice e prudente.”

Se si considera l’opzione di un prestito contro cripto, è opportuno analizzare le clausole di liquidazione, le soglie di marginazione e le implicazioni fiscali nel proprio paese di residenza.

Aggiornamenti normativi e di mercato

Negli Stati Uniti, il comitato bancario del Senato ha avanzato al voto del Senato il disegno di legge noto come Clarity Act, un passo che potrebbe portare a una regolamentazione organica della struttura di mercato delle criptovalute se approvato definitivamente.

In Giappone, l’autorità di vigilanza finanziaria ha riconosciuto, a partire dal 1° giugno, alcune stablecoin emesse all’estero come metodi di pagamento elettronico nell’ambito della normativa domestica, offrendo un quadro legale più chiaro per transazioni e servizi collegati.

La vicegovernatrice della Bank of England, Sarah Breeden, ha annunciato che la banca pubblicherà entro il mese prossimo delle regole preliminari sulle stablecoin, con l’obiettivo di definire il quadro regolamentare entro la fine dell’anno.

In sintesi

  • La qualità della custodia e la solidità dello sponsor possono impattare più delle commissioni sul rischio complessivo di un ETP su bitcoin, influenzando il valore recuperabile in scenari di stress.
  • Per gli investitori italiani, la scelta tra vendere o prendere in prestito contro cripto richiede una valutazione congiunta di rischio di liquidazione, implicazioni fiscali e obiettivi di portafoglio.
  • La possibile evoluzione normativa negli USA, nel Regno Unito e in paesi come il Giappone suggerisce che la standardizzazione dei requisiti di mercato e di custodia potrebbe ridurre alcune asimmetrie di rischio, rendendo il mercato degli ETP crypto più appetibile per investitori istituzionali.


Author: Tony
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