Trapanese: è discriminatorio negare oggi a tutti la possibilità di adottare, in Italia si resta ancora fermi alla legge del 1983

Luca Trapanese ha dichiarato:

“In Italia sulle adozioni siamo ancora fermi a una legge del 1983 e siamo l’unico paese che non consente ai single di adottare.”

Trapanese è noto come scrittore, attivista per l’inclusione e — soprattutto — come padre di Alba, una bambina con la Sindrome di Down che lo ha portato a diventare il primo genitore single adottivo riconosciuto in Italia. Autore di opere come Nato per lei e Storia di una famiglia imperfetta, ha raccontato la propria esperienza davanti a una platea numerosa al FuoriFestival di Trento, affrontando temi di genitorialità, disabilità e inclusione sociale.

Nuovi modelli di genitorialità

Luca Trapanese ha spiegato:

“La famiglia tradizionale non è l’unico modello della nostra società, ma ci sono tanti altri modelli che devono essere riconosciuti, perchè nel momento in cui siamo consapevoli che la società è cambiata le risposte istituzionali devono tenerne conto.”

Il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di aggiornare riconoscimenti e tutele per famiglie non convenzionali. Secondo Trapanese, riconoscere pluralità di modelli familiari non è solo una questione culturale, ma implica adeguamenti normativi e servizi pubblici che riflettano la realtà sociale contemporanea.

Adozioni e discriminazioni normative

Luca Trapanese ha aggiunto:

“Io ho potuto adottare Alba con l’articolo 44, perchè Alba è disabile, ma è altamente discriminatorio non dare oggi a tutti la possibilità di adottare un bambino.”

Trapanese ha sottolineato che la normativa vigente consente percorsi di adozione in casi specifici, ma resta esclusiva per chi non rientra in determinate condizioni. La riflessione ha toccato il tema della parità di accesso alle procedure adottive e la necessità di un ripensamento legislativo che elimini discriminazioni tra aspiranti genitori.

Impegno istituzionale e visione del welfare

Luca Trapanese ha detto:

“Vivo l’impegno in amministrazione come una missione, non sono un politico, metto al centro i temi del welfare e sto cercando di dare le risposte che mancano.”

Con un passato come assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e l’attuale carica di vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Trapanese ha illustrato la sua idea di amministrazione: il welfare non deve essere un argomento di circostanza, ma un asse principale delle politiche locali e nazionali. Ha invocato più coraggio politico per tradurre questa visione in interventi concreti sul territorio.

Disabilità: da assistenza a progetto di vita

Luca Trapanese ha affermato:

“In questo momento la disabilità è vista molto in chiave socio‑sanitaria, basata sull’assistenza, mentre dovremmo pensarla come opportunità, riformando tutto, dalla scuola al mondo del lavoro, per parlare di un vero progetto di crescita e di vita.”

La proposta è un cambio di paradigma: passare da misure emergenziali e di assistenza a politiche strutturali che favoriscano inclusione educativa e occupazionale. Ciò richiede interventi coordinati tra scuole, aziende, servizi sociali e istituzioni, oltre a investimenti specifici per percorsi formativi e adattamenti sul posto di lavoro.

Il ruolo dei social nella narrazione pubblica

Luca Trapanese ha spiegato:

“I social possono essere un’arma positiva se usati per comunicare certi temi come la disabilità, per raccontare la verità dei problemi, della quotidianità, della fatica e della bellezza di essere padre single di una bambina con la sindrome di Down e aiutare così altri genitori.”

Secondo Trapanese, le piattaforme digitali hanno permesso di dare visibilità a storie personali che spesso restano ai margini del dibattito pubblico. Un uso consapevole dei social media può contribuire a informare, rompere stereotipi e creare reti di sostegno per famiglie e caregiver.

Proposte operative e prospettive

Nel suo intervento Trapanese ha invitato a immaginare riforme concrete: aggiornamenti normativi sulle adozioni, piani territoriali di inclusione, finanziamenti mirati per politiche attive del lavoro rivolte a persone con disabilità e campagne di sensibilizzazione che coinvolgano scuole e imprese. L’obiettivo è costruire percorsi sostenibili che mettano al centro la qualità della vita e l’autonomia delle persone.

In sintesi

  • Una modernizzazione delle norme sulle adozioni potrebbe ampliare il bacino di famiglie disponibili, influenzando la domanda di servizi per l’infanzia e richiedendo investimenti in percorsi di supporto specializzato.
  • Politiche di welfare più incisive e orientate all’inclusione potrebbero ridurre i costi sociali a medio termine, creando opportunità occupazionali e incrementando l’autonomia economica delle persone con disabilità.
  • Investire in formazione scolastica e adattamenti lavorativi per persone disabili rappresenta non solo una scelta sociale, ma anche un’opportunità per il mercato del lavoro italiano di valorizzare una forza lavoro finora marginalizzata.


Author: Tony
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