Tom Emmer sminuisce le preoccupazioni delle forze dell’ordine sul Clarity Act
- 22 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi sviluppi Emmer ha partecipato al programma The Policy Protocol di CoinDesk e ha affermato che il movimento bipartisan al Senato sulla Clarity Act dimostra come la legislazione sulle criptovalute mantenga slancio nonostante l’incertezza politica a Washington.
Ha richiamato l’attenzione sul voto della Commissione Bancaria del Senato, che con un 15-9 ha avanzato il provvedimento, sottolineando che il sostegno va oltre il solo schieramento repubblicano. Secondo Emmer, la Camera dei Rappresentanti ha impiegato anni a perfezionare la disciplina della struttura di mercato delle criptovalute e la proposta CLARITY rappresenterebbe la quinta o sesta iterazione di questo sforzo legislativo.
Nel suo intervento ha spiegato che l’obiettivo è tracciare confini chiari tra asset digitali regolati come titoli, materie prime o equivalenti monetari, e ha previsto che il Congresso alla fine invierà il testo al tavolo del Presidente Trump.
Il programma è condotto da Rebecca Rettig e Renato Mariotti, che hanno moderato il confronto e sollevato quesiti rilevanti sul contenuto tecnico e sulle implicazioni normative della proposta.
Il dibattito sulla responsabilità dei sviluppatori
Durante il dibattito Emmer ha difeso con forza il Blockchain Regulatory Certainty Act (BRCA), la disposizione che mira a esentare alcuni sviluppatori di software non-custodial dall’applicazione delle norme sui money transmitter. Ha affermato che chi crea codice senza detenere fondi dei clienti non dovrebbe essere trattato alla stregua di un intermediario finanziario.
Le forze dell’ordine e gruppi investigativi hanno espresso timori: temono che l’esenzione possa indebolire la vigilanza o ostacolare indagini su strumenti di finanza decentralizzata. Emmer ha affermato:
“Si tratta di un diversivo pensato per rallentare l’approvazione più ampia della Clarity Act; non è questa la direzione giusta per la regolamentazione.”
Ha inoltre sostenuto che il trattamento disomogeneo a livello statale dei fornitori di software blockchain genera incertezza legale per gli innovatori, scoraggiando investimenti e sviluppo sul territorio statunitense.
Impatto regolamentare e politico
Emmer ha criticato l’approccio sanzionatorio seguito dall’ex presidente della SEC Gary Gensler durante l’amministrazione precedente, sostenendo che la Clarity Act mira a definire meglio quali asset debbano essere regolati dalla SEC e quali dalla CFTC, riducendo le ambiguità che oggi frenano le imprese.
Secondo la sua visione, una normativa più comprensibile stimolerebbe più aziende a operare apertamente all’interno del quadro regolatorio statunitense, aumentando la competitività del mercato locale rispetto ad altre giurisdizioni.
Renato Mariotti ha osservato che una nuova cornice normativa potrebbe richiedere alla CFTC risorse aggiuntive o personale specializzato per esercitare i nuovi poteri: una questione pratica che il Congresso dovrà valutare nell’eventuale percorso di attuazione.
Tra bipartitismo e leve negoziali
Nel corso dell’intervista Emmer ha cercato di rilanciare il tema come un terreno bipartisan piuttosto che una contesa partitica, affermando:
“Repubblicani e Democratici concordano su questi punti.”
Ha aggiunto che alcuni senatori stanno usando le trattative sul testo per ottenere concessioni su questioni estranee alla materia delle criptovalute e che l’industria stessa sostiene candidati in base alle posizioni politiche sui regolatori, non in virtù dell’appartenenza partitica.
Emmer ha sottolineato che le valute digitali e gli asset tokenizzati sono destinati a entrare nella composizione della cosiddetta “finanza del XXI secolo” e che una regolamentazione chiara è necessaria per non perdere terreno a livello globale.
Cosa seguire
I punti ancora aperti riguardano l’ampiezza dei poteri da assegnare a SEC e CFTC, il potenziale bisogno di maggiori risorse per le agenzie e come bilanciare protezione dei consumatori e spazio all’innovazione. Emmer ha affermato che preferisce una regolamentazione leggera finalizzata soprattutto a tutelare i consumatori e a prevenire frodi.
Inoltre, la capacità del Congresso di tradurre l’accordo in norme operative efficaci determinerà se molte imprese sceglieranno di mantenere o riportare le proprie attività negli Stati Uniti, con implicazioni immediate sui flussi di investimento e sulla competitività del mercato finanziario statunitense.
Considerazioni tecniche ed economiche
Dal punto di vista tecnico, distinguere tra titoli, commodity e equivalenti monetari richiede criteri chiari e applicabili nella pratica: classificazioni ambigue possono generare contenziosi e costi legali elevati. Sul piano economico, norme più chiare potrebbero ridurre il premio di rischio associato alle start-up blockchain, favorendo una maggiore raccolta di capitali.
Infine, la discussione mette in evidenza la tensione tra sicurezza nazionale e innovazione: le autorità vogliono preservare strumenti efficaci per indagini e contrasto alle illegalità senza però soffocare attività legittime che possono apportare trasparenza e efficienza ai mercati.
In sintesi
- Una regolamentazione più netta tra SEC e CFTC potrebbe abbattere l’incertezza normativa, diminuendo i costi legali per le imprese e rendendo più attraenti gli investimenti in startup blockchain.
- L’esenzione proposta per sviluppatori non-custodial potrebbe favorire innovazione tecnica ma richiede garanzie operative per non indebolire gli strumenti investigativi; il compromesso che emergerà avrà impatti diretti sui modelli di business delle piattaforme DeFi.
- Per gli investitori italiani, un quadro normativo statunitense più chiaro potrebbe incentivare società a quotarsi o operare negli USA, influenzando i flussi di capitali globali e le opportunità di partnership industriali tra Europa e Stati Uniti.