Ecco la mappa della mortalità: i comuni più colpiti
- 21 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il primato negativo spetta a Galliavola, un piccolo centro di poche decine di abitanti nella parte meridionale della Lomellina. Pur essendo amministrativamente in Lombardia, provincia di Pavia, il vicino corso del Po segna il confine con il Piemonte e caratterizza il territorio di questo borgo storico, dominato da un castello del XIV secolo.
Nel 2025 in Galliavola si sono registrati 12 decessi: un numero che, rapportato alla popolazione di 164 residenti rilevata da Istat al 1° gennaio dello stesso anno, corrisponde a un tasso di mortalità di 73,2 decessi ogni mille abitanti, valore più alto a livello nazionale rispetto alla media italiana di 11,06 per mille.
Al secondo posto figura Gorreto, comune dell’alta Val Trebbia in provincia di Genova, al confine con la provincia di Piacenza e l’Emilia-Romagna. Con 89 residenti al 1° gennaio 2025 e 6 decessi nel corso dell’anno, il tasso di mortalità è salito a 67,4 per mille. Seguono Ribordone, piccolo comune della Valle dell’Orco in provincia di Torino, dove 3 morti su 47 residenti hanno generato un tasso di 63,8 per mille.
Al contrario, in 46 comuni italiani nel 2025 non è stato registrato alcun decesso. Il record opposto per il tasso di mortalità più basso spetta a Sanzeno, borgo di 911 abitanti nel cuore della Val di Non, Trentino, che con un unico decesso ha fatto registrare 1,1 morti ogni mille residenti.
Altre realtà con tassi contenuti includono Serra d’Aiello, nel territorio tra Cosenza e Lamezia Terme in Calabria, con 1,8 decessi per mille, e i piccoli centri di Goriano Sicoli (provincia de L’Aquila) e Scandolara Ripa d’Oglio (in provincia di Cremona), entrambi a 1,9 per mille.
Considerando le città di grande dimensione, con almeno mezzo milione di abitanti, è Genova a risultare con il tasso di mortalità più elevato (13,7 per mille). Anche Torino si pone sopra la media nazionale, con 12 decessi per mille residenti. Al contrario, Napoli, Palermo, Roma e Milano mostrano valori inferiori alla media, con Milano che registra il tasso più basso tra le grandi città: 10 decessi per mille.
Analizzando il livello provinciale, la provincia con il più elevato tasso di mortalità nel 2025 è stata Savona (Liguria) con 14,5 decessi per mille, seguita dalle province piemontesi di Biella (14,4) e Alessandria (14,3). Sul versante opposto si collocano Bolzano (Alto Adige) con 8,8 per mille, Caserta con 9,33 e Trento con 9,5.
Variabilità territoriale e cause strutturali
Le differenze forti tra piccoli centri e aree urbane hanno radici multiple. Nei borghi con pochi decine di residenti la statistica è soggetta a elevate oscillazioni: pochi decessi in valore assoluto si traducono in tassi estremamente alti o bassi. A ciò si aggiungono fattori strutturali come l’invecchiamento demografico, l’emigrazione dei giovani e la disponibilità di servizi sanitari sul territorio.
In province e città, i tassi riflettono anche l’organizzazione delle reti ospedaliere e la presenza di servizi di assistenza domiciliare e sociale. Zone montane e aree interne possono pagare il prezzo di una minore accessibilità alle cure e di una popolazione mediamente più anziana, mentre grandi centri spesso compensano con una maggiore capacità assistenziale.
Implicazioni per politiche pubbliche e programmazione
Questi dati richiamano l’attenzione sulle scelte di programmazione sanitaria e territoriale: la distribuzione delle risorse, il potenziamento dei servizi nelle aree interne e il sostegno all’assistenza territoriale possono ridurre le disuguaglianze di salute tra territori. Anche la pianificazione socio-economica locale deve tenere conto dell’impatto dell’invecchiamento sulla domanda di servizi, sulle entrate comunali e sulla vitalità economica dei borghi.
Per gli operatori economici e gli investitori, la dinamica demografica e i differenziali di mortalità forniscono segnali utili: settori come l’assistenza sanitaria, le tecnologie per la telemedicina, la riqualificazione degli alloggi per anziani e i servizi alla persona possono trovare opportunità in aree con popolazione anziana, mentre progetti di rivitalizzazione e attrazione di nuovi residenti richiedono politiche integrate di sviluppo locale.
In sintesi
- La forte variabilità dei tassi di mortalità tra piccoli comuni e aree urbane sottolinea come l’aleatorietà statistica e l’invecchiamento possano amplificare le differenze territoriali, influenzando la pianificazione sanitaria e le priorità di finanziamento locale.
- Per gli investitori, le tendenze demografiche indicano potenziali opportunità nel settore sanitario e dei servizi agli anziani, oltre a necessità di interventi infrastrutturali nelle aree interne per migliorare l’accesso alle cure.
- Le amministrazioni pubbliche dovrebbero considerare approcci mirati che combinino potenziamento dei servizi territoriali, incentivi alla permanenza dei giovani e progetti di sviluppo economico per mitigare gli effetti dell’invecchiamento sui bilanci locali e sull’economia dei borghi.