I trader di Bitcoin sorvegliano il supporto a 74.000$ mentre la pressione di vendita cresce
- 18 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha perso il livello di riferimento di 80.000 dollari nel corso del weekend, e i dati indicano che per invertire la dinamica attuale la criptovaluta deve riconquistare con continuità la fascia compresa tra 74.000 e 75.000 dollari, area che negli ultimi due anni ha spesso funzionato da supporto cruciale.
Ardi ha affermato:
“Un nuovo test della zona 74.000-75.000 potrebbe rappresentare la prova di supporto più importante dell’attuale mercato ribassista.”
Secondo l’analista, quella fascia ha assunto un ruolo centrale nella price action degli ultimi ventiquattro mesi: nel 2024 Bitcoin faticò a superarla durante una fase di consolidamento durata sette mesi; nel primo trimestre del 2025 la stessa area svolse la funzione di supporto prima della successiva spinta verso i massimi ciclici intorno a 126.000 dollari. Dopo la correzione settimanale del 5,78%, il prezzo è rientrato verso i circa 77.900 dollari, avvicinandosi al livello di prova.
Oltre a Ardi, il trader Alex Wacy ha posto attenzione al livello dei 70.000 dollari:
“Se il supporto a 70.000 reggerà, potrebbe favorire un rimbalzo verso le zone di 85.000-90.000; se invece verrà infranto, si aprirà spazio per una correzione più ampia verso 50.000-60.000.”
Segnali tecnici e pressione di vendita
Un indicatore seguito da molti analisti, il cosiddetto indice di struttura bull-bear per Bitcoin, è tornato negativo dopo che la criptovaluta non è riuscita a mantenersi stabilmente sopra i 82.000 dollari all’inizio del mese. L’indice combina sei segnali che riflettono domanda legata agli exchange-traded fund (ETF), attività dei trader, flussi verso gli exchange e momentum di breve termine: un valore positivo segnala un predominio dei compratori, mentre un valore negativo indica un aumento della pressione dei venditori.
La componente rialzista è durata meno di tre sedute: l’indice era tornato a letture positive quando il prezzo si era avvicinato a 82.000 dollari, ma in pochi giorni la lettura è ricaduta a livelli nettamente negativi, dimostrando la rapidità con cui il controllo del mercato può passare ai venditori in fasi di volatilità.
Flussi dagli investitori e implicazioni sul mercato spot
I dati sulle movimentazioni verso gli exchange mostrano un aumento di monete trasferite da possessori che avevano acquistato Bitcoin tra sei e dodici mesi fa. Il prezzo medio di acquisto di questi portafogli è stato indicato intorno ai 110.851 dollari, il che significa che molti detentori si trovano ora con perdite potenziali rilevanti a seguito della recente correzione.
La quota di monete più vecchie spostata verso exchange è salita fino al 10,54%, un valore ben superiore alla soglia abituale inferiore all’1%. Easy On Chain ha dichiarato:
“Storicamente, questo riflette investitori che realizzano perdite significative e lasciano il mercato, creando una forte pressione di vendita sul mercato spot.”
Un aumento così marcato degli spostamenti verso gli exchange tende a intensificare la liquidità disponibile per vendite immediate, comprimendo i prezzi nel breve termine e amplificando la volatilità, soprattutto se la domanda di acquisto non è sufficientemente robusta per assorbire l’offerta.
Implicazioni per investitori e mercati finanziari
Per gli investitori, la presenza di molti portafogli in perdita rispetto al prezzo medio di acquisto rappresenta un rischio di “capitolazione” che può innescare vendite in cascata. Questo fenomeno non riguarda soltanto chi investe direttamente in Bitcoin, ma può riverberarsi sui prodotti collegati come ETF, fondi crypto e sui bilanci di società con esposizione significativa alle cripto-attività.
Dal punto di vista istituzionale e regolamentare, un periodo prolungato di pressione di vendita e di elevata volatilità potrebbe richiamare l’attenzione degli organi di vigilanza finanziaria, sia a livello europeo sia nazionale, che monitorano la stabilità del mercato e la protezione degli investitori al dettaglio.
Per un risparmiatore italiano con posizioni in criptovalute è essenziale valutare la propria tolleranza al rischio, considerare l’orizzonte temporale e la diversificazione del portafoglio, e restare aggiornato sui flussi di mercato e sulle eventuali novità regolamentari che possono influenzare liquidità e accessibilità degli strumenti crypto.
Scenari possibili
Se Bitcoin riuscisse a stabilizzarsi nuovamente sopra la fascia 74.000-75.000, lo scenario più probabile sarebbe un progressivo ritorno della fiducia che potrebbe favorire tentativi di ripresa verso i livelli superiori indicati dagli analisti. In caso contrario, la rottura del supporto chiave potrebbe accelerare una discesa verso i 50.000-60.000 dollari, con impatti rilevanti sui prodotti a leva e sugli investitori meno difesi.
In un contesto di mercato incerto, gli operatori professionali tenderanno a monitorare i volumi sugli ordini, i flussi verso gli exchange e il comportamento degli investitori a lungo termine per valutare se gli attuali movimenti rappresentino un ribilanciamento strutturale o semplicemente una correzione tecnica di breve periodo.
In sintesi
- La tenuta della fascia 74.000-75.000 dollari è cruciale: se regge, potrebbe limitare la discesa e favorire un rimbalzo; se si rompe, aumentano le probabilità di una correzione profonda con effetti su prodotti a leva e fondi.
- L’aumento di monete inviate agli exchange da portafogli con prezzo medio d’acquisto molto superiore all’attuale amplifica il rischio di vendite forzate, influenzando la liquidità spot e la volatilità, con possibili ripercussioni sui mercati tradizionali collegati.
- Per gli investitori italiani la situazione richiede prudenza: valutare la diversificazione, l’orizzonte temporale e l’esposizione agli strumenti crypto, tenendo conto del quadro regolamentare europeo che potrebbe intervenire in caso di turbolenze prolungate.