Esorcismo sotto attacco: truffe anche dall’intelligenza artificiale
- 17 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il mondo dell’esorcismo è sempre più preso di mira da truffatori che propongono riti fai-da-te e, parallelamente, dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale per cercare risposte a problemi personali, compresa la cosiddetta liberazione dal male.
Questo tema è emerso con forza durante il recente corso sugli “Esorcismi e la preghiera di liberazione” tenutosi a Roma presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Rivolto non solo a sacerdoti e religiosi ma anche ai laici, la ventesima edizione — promossa dall’Istituto Sacerdos in collaborazione con il Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) — ha registrato la partecipazione di 231 iscritti provenienti da 38 nazionalità diverse.
Regole della Chiesa e rischi del fai-da-te
David Murgia ha dichiarato:
“Solo il cattolicesimo prevede dei paletti molto severi per l’esorcismo. Deve essere un sacerdote, di specchiata vita morale, con nomina del vescovo e può fare esorcismi solo all’interno della propria diocesi e utilizzando un rituale codificato.”
Queste regole canoniche esistono per tutelare i fedeli e garantire responsabilità morale e legale nell’esecuzione di pratiche che possono avere conseguenze psicologiche e fisiche rilevanti. L’obbligo della nomina vescovile e l’uso di un rituale disciplinato servono anche a prevenire abusi e derive settarie.
Il pericolo concreto, secondo gli esperti, è rappresentato da gruppi e sette che praticano una sorta di esorcismo domestico senza alcun controllo gerarchico: in questi casi chiunque può improvvisarsi operatore di liberazione, con esiti talvolta drammatici, come accaduto in una vicenda nella cittadina di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, dove sono emersi problemi di ordine pubblico e danni personali.
L’impatto dell’intelligenza artificiale e la ‘digital occulture’
Un ulteriore fattore di cambiamento è l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle pratiche spirituali. L’accesso a strumenti digitali e a contenuti generati automaticamente facilita l’avvicinamento a pratiche magiche e può normalizzarle nell’uso quotidiano.
David Murgia ha avvertito:
“L’intelligenza artificiale consente di avvicinarsi alle pratiche magiche e di utilizzarle abitualmente. In questo senso si parla anche di digital occulture: i temi dell’occultismo non rappresentano più un sapere elitario e riservato, ma diventano parte integrante della cultura popolare, dei media e della vita digitale quotidiana.”
La trasformazione digitale rende accessibili tecniche, rituali e consigli che una volta restavano confinati in gruppi ristretti. Algoritmi e piattaforme possono amplificare contenuti sensazionalistici, favorendo la diffusione di pratiche non verificate e aprendo spazi di mercato per operatori senza scrupoli.
Conseguenze e possibili risposte istituzionali
Le implicazioni sono molteplici: sul piano sanitario, cresce il bisogno di collaborazione tra chiese e servizi di salute mentale per distinguere tra disturbi psichici e fenomeni religiosi; sul piano giuridico, emergono questioni di responsabilità quando pratiche non autorizzate provocano danni; sul piano tecnologico, si profila la necessità di strumenti di moderazione dei contenuti e di normative che limitino la commercializzazione di servizi pericolosi.
Per ridurre i rischi, diverse diocesi stanno potenziando la formazione per il clero sulle procedure corrette, promuovendo protocolli con psicologi e psichiatri e richiedendo una maggiore responsabilità alle piattaforme digitali che ospitano contenuti esoterici o pratiche rituali.
Un approccio bilanciato richiede di tutelare le libertà religiose mantenendo però standard di sicurezza e trasparenza, contrastando lo sfruttamento commerciale della religiosità e proteggendo le persone più vulnerabili dall’adesione a pratiche potenzialmente dannose.
In sintesi
- La crescente domanda di servizi spirituali e di liberazione alimenta un mercato potenzialmente redditizio ma a rischio di sfruttamento: investitori e operatori digitali devono valutare i profili di rischio reputazionale e legale prima di monetizzare questi contenuti.
- L’espansione dell’intelligenza artificiale nei contesti religiosi crea opportunità per imprese tecnologiche specializzate in moderazione e verifica dei contenuti, ma richiede anche investimenti in soluzioni etiche e trasparenti.
- Un aumento delle pratiche fai-da-te potrebbe tradursi in una maggiore domanda di servizi sanitari e di supporto psicologico, con effetti sulle risorse sanitarie locali e sulle politiche di welfare a livello nazionale.
- I regolatori e le istituzioni religiose italiane potrebbero promuovere linee guida condivise e programmi di formazione, creando spazi per partenariati pubblico-privato dedicati alla tutela dei consumatori e alla certificazione dei servizi spirituali.