Intesa Sanpaolo impegna oltre 110 miliardi di credito per ambiente e sociale entro il 2029

Le PMI italiane continuano a porre la sostenibilità al centro della strategia di crescita anche per il 2026, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare, ha spiegato Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, intervenuta a una tavola rotonda dedicata al tema.

Anna Roscio ha sottolineato:

“Le aziende vanno però formate, c’è un tema di competenze e di accompagnamento.”

Per favorire la transizione, le iniziative rivolte alle imprese si sono sviluppate su tre direttrici fondamentali, pensate per promuovere comportamenti virtuosi e sostenere gli investimenti connessi alle diverse transizioni — ambientale, di governance e sociale.

sensibilizzazione: attività formative e il lancio di 16 Laboratori ESG volti ad aumentare la consapevolezza manageriale sulle opportunità e sui requisiti della green transition.

consapevolezza: strumenti di misurazione, in particolare uno score Esg proprietario, che permette alle imprese di valutarsi e confrontarsi con benchmark di riferimento per identificare gap e priorità d’intervento.

azioni concrete: una gamma di soluzioni finanziarie e non finanziarie che premiano i comportamenti virtuosi, incentivano la riduzione dell’impatto ambientale e facilitano gli investimenti in efficienza energetica e innovazione sostenibile.

Studi presentati

Nel corso dell’incontro sono stati condivisi due studi recenti che delineano scenari e criticità legate all’energia e all’adattamento climatico per le imprese.

Il primo, il 7° MED & Italian Energy Report, è uno studio realizzato dal SRM Centro Studi in collaborazione con l’ESL@Energy Center del Politecnico di Torino. Lo studio, presentato da Massimo Deandreis, fornisce analisi su sicurezza energetica, mix di approvvigionamento e scelte industriali che influenzano costi e competitività delle imprese.

Il secondo rapporto, dedicato all’infrastruttura della rete elettrica in Europa e curato dalla Fondazione NEST — Network for Energy Sustainable Transition — è stato presentato da Riccardo Dutto, responsabile Industry Infrastructure della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo. Il documento mette in luce la necessità di modernizzare le reti per sostenere l’elettrificazione dei consumi e l’integrazione delle rinnovabili.

Ruolo degli istituti finanziari e strumenti a supporto

Le banche giocano un ruolo centrale nella transizione delle PMI: oltre a fornire credito, possono offrire formazione, servizi di consulenza e strumenti di valutazione come lo score Esg proprietario, che facilita l’accesso a formule di finanziamento premiali e a programmi di investimento dedicati.

La combinazione di strumenti finanziari e interventi non finanziari (come i laboratori e i percorsi formativi) è pensata per colmare il gap di competenze segnalato dalle imprese e per aumentare la capacità di spesa efficiente verso investimenti sostenibili.

Implicazioni per le imprese e il mercato

Le evidenze emerse indicano che la transizione energetica e la modernizzazione delle reti creeranno sia sfide che opportunità per le PMI italiane: pressioni sui costi operativi nel breve periodo, ma anche spazi di crescita legati all’efficienza energetica, all’elettrificazione dei processi e alla produzione di beni e servizi a basso impatto ambientale.

Dal punto di vista regolatorio e infrastrutturale, il necessario potenziamento della rete elettrica europea richiederà investimenti coordinati tra pubblico e privato, creando opportunità per fornitori di tecnologie, imprese di installazione e per quei soggetti che sapranno offrire soluzioni integrate di efficienza e resilienza climatica.

L’incontro si è svolto il 13 maggio 2026 e ha incluso sessioni di approfondimento dedicate a esperienze aziendali e a strumenti di policy che possono agevolare la diffusione delle migliori pratiche tra le imprese.

In sintesi

  • La diffusione di strumenti di valutazione ESG a cura degli istituti finanziari può riallocare il credito verso imprese più resilienti, influenzando i costi di finanziamento e la competitività delle PMI italiane.
  • La modernizzazione delle reti e gli investimenti in efficienza creano opportunità di mercato per fornitori di tecnologie e servizi energetici, incentivando nuovi filoni d’investimento per asset manager e imprese industriali.
  • Il deficit di competenze rappresenta un freno alla transizione: programmi formativi e laboratori specialistici sono essenziali per trasformare gli investimenti in risultati concreti e scalabili.
  • Per gli investitori è cruciale monitorare il quadro regolatorio europeo e le politiche di finanziamento sostenibile, poiché determineranno i ritorni di lungo periodo sugli investimenti in infrastrutture e tecnologie verdi.


Author: Tony
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