In Italia il mercato del cibo e delle cure per gli animali crescerà del 2,5% nel 2025, raggiungendo 5,3 miliardi
- 15 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Newsletter
Ogni anno il Rapporto ASSALCO-Zoomark offre uno spunto curioso: nelle case italiane vivono più animali o più persone? Più che sul numero assoluto — quest’anno stimato a 53,6 milioni grazie a una metodologia più accurata per specie difficili da censire come pesci e uccelli — il rapporto mette in luce le trasformazioni delle abitudini di vita e di consumo che ruotano attorno agli animali domestici.
Presentata a Bologna nella sua diciannovesima edizione, l’indagine introduce una novità metodologica significativa: per la prima volta il mercato è analizzato in chiave omnicanale, includendo la grande distribuzione, le catene specializzate e il e-commerce. Il risultato complessivo fotografa un comparto che vale circa 5,3 miliardi di euro tra pet food e pet care.
Evoluzione costante
Il segmento alimentare per animali da compagnia raggiunge quota 4,2 miliardi di euro e, dal 2022, cresce a un tasso medio annuo del 6,9%, superiore alla media del largo consumo confezionato. La dinamica è ormai consolidata: il mercato è trainato dai gatti, che rappresentano il 56% del comparto alimentare, pari a circa 2,35 miliardi di euro con una crescita del 4,3%.
I prodotti per i cani, pur avendo una crescita più contenuta (+0,7%), mantengono un valore vicino a 1,85 miliardi di euro. Parallelamente si osserva una migrazione dei punti vendita: supermercati e ipermercati cedono terreno mentre crescono i petshop specializzati e il e-commerce, quest’ultimo già a 483 milioni. I consumatori manifestano preferenza per canali che offrono maggiore scelta e competenza.
Alimentazione differenziata
L’interesse per il benessere animale incide nelle scelte di acquisto: oltre il 75% dei proprietari di cani e il 70% dei proprietari di gatti utilizzano snack con regolarità, non più soltanto come premio occasionale ma come parte della routine quotidiana. Anche integratori e alimenti funzionali guadagnano spazio nelle dispense domestiche.
Indicativamente la metà delle famiglie acquista integratori in compresse o polvere, mentre gli alimenti dietetici sono scelti da oltre il 40% dei proprietari di cani e da quasi il 40% di quelli di gatti. Il settore segue così una tendenza già nota nell’alimentazione umana: attenzione agli ingredienti, prevenzione e soluzioni mirate alle esigenze specifiche dei singoli animali.
Il nodo dell’Iva al 22%
Sul piano fiscale resta aperto il dibattito sull’aliquota IVA: oggi il pet food è soggetto al 22% come bene non essenziale, mentre ASSALCO continua a chiedere un abbassamento al 10%. La proposta trova un ampio sostegno nell’opinione pubblica: oltre l’80% dei proprietari di animali è favorevole al taglio e quasi il 65% dell’intero campione esprime la stessa posizione.
Anche nel caso del pet food dietetico il favore per una riduzione è rilevante: più del 60% dei proprietari e circa il 53% degli italiani supportano l’ipotesi di un’IVA più bassa. Giorgio Massoni ha dichiarato:
“È importante riconoscere anche sul piano fiscale il valore essenziale di alimentazione e cure veterinarie”.
La discussione non è solo simbolica: uno studio della LAV indica che la presenza di un animale domestico tra gli anziani può ridurre del 15% il ricorso a visite mediche, con un potenziale risparmio di circa 4 miliardi di euro per il Servizio sanitario nazionale. Se questi risparmi fossero riconosciuti nelle valutazioni di policy, il trattamento fiscale del comparto potrebbe assumere una nuova prospettiva.
Famiglie «allargate»
Il rapporto delinea anche il profilo sociodemografico dei proprietari: il 54,5% delle famiglie italiane ospita almeno un animale domestico. La percentuale sale al 66,7% tra le famiglie con bambini e resta elevata anche in quelle con figli adulti, smentendo l’idea degli animali come semplici surrogati dei figli.
Cani e gatti sono presenti rispettivamente nel 28,7% e nel 26,7% delle abitazioni: in termini pratici, quasi una famiglia su tre convive con un cane e quasi una su quattro con un gatto. Si tratta di una presenza ormai consolidata che influenza consumi, spazi domestici e relazioni quotidiane.
In sintesi
- La crescente specializzazione del mercato e la transizione verso canali specializzati ed e-commerce suggeriscono opportunità per investimenti in logistica, servizi digitali e brand con offerte premium rivolte ai proprietari attenti alla qualità.
- Una possibile revisione dell’aliquota IVA, se sostenuta da valutazioni sull’impatto sanitario e sociale, potrebbe ridurre i costi per le famiglie e modificare la domanda, con effetti sulla marginalità degli operatori e sulla struttura dei prezzi nel breve-medio termine.
- L’intensificazione della spesa per alimenti funzionali e integratori indica una segmentazione crescente del mercato: i produttori che investiranno in ricerca, tracciabilità e certificazioni potrebbero ottenere un vantaggio competitivo sul segmento premium.