Telemarketing aggressivo: il divieto potrebbe estendersi anche alle tlc
- 13 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il testo riformulato di un emendamento bipartisan al decreto fiscale, ora all’esame della commissione Finanze del Senato, propone di estendere il divieto di telemarketing aggressivo anche alle società di telecomunicazioni, oltre a quelle di energia e gas. La norma introduce però una deroga quando il cliente abbia espresso un consenso specifico a ricevere offerte commerciali relative a forniture di beni, prodotti o servizi.
Estensione del divieto
Il correttivo intende applicare a telecomunicazioni gli stessi vincoli già introdotti dal decreto bollette per il settore dell’energia elettrica e del gas. Nel Codice del consumo (Dlgs 6 settembre 2005, n. 206) è infatti previsto che sia vietato effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche tramite messaggi, rivolte ai consumatori per la proposta o la conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas; il nuovo emendamento aggiunge a queste categorie i servizi di telecomunicazioni.
Casi in cui è consentito il contatto
Il testo chiarisce le eccezioni al divieto: l’operatore può contattare il consumatore qualora la richiesta sia stata avanzata direttamente al professionista oppure se il cliente è già destinatario di contatti per i quali ha espresso un consenso specifico a ricevere proposte commerciali relative a beni, prodotti o servizi offerti.
In sostanza, la norma distingue tra i contatti non desiderati, che verrebbero censurati, e quelli basati su un consenso esplicito, nel rispetto delle preferenze del consumatore e, implicitamente, delle regole sulla protezione dei dati personali.
Reazioni delle associazioni di categoria
Asstel ha commentato:
“Accogliamo con favore questa iniziativa che rafforza la tutela dei consumatori, incrementa la trasparenza del mercato e contribuisce a contrastare pratiche commerciali aggressive e scorrette.”
Pietro Labriola ha aggiunto:
“Si tratta di una misura importante che aumenta la fiducia degli utenti verso gli operatori e i canali di vendita autorizzati, correggendo un’evidente asimmetria normativa tra settori sempre più integrati.”
Pietro Labriola ha aggiunto:
“Oggi energia e telecomunicazioni operano frequentemente con offerte convergenti e gli stessi canali commerciali, ma sono soggette a regole differenti. L’estensione del divieto potrà limitare il teleselling aggressivo non richiesto, promuovendo un mercato più equilibrato e trasparente, a beneficio dei consumatori e della concorrenza.”
Implicazioni normative e operative
Se approvata, l’estensione richiederà adeguamenti operativi per gli operatori di telecomunicazioni, che dovranno aggiornare le pratiche commerciali, i sistemi di raccolta e registrazione del consenso e i processi di compliance. Potranno risultare rilevanti anche i rapporti con gli organismi di vigilanza e le eventuali sanzioni previste per violazioni del Codice del consumo e delle norme sulla privacy, inclusi gli obblighi derivanti dal GDPR.
Dal punto di vista del legislatore, la modifica cerca di uniformare regole su mercati sempre più convergenti, riducendo le discrepanze regolatorie che possono generare pratiche commerciali meno trasparenti o arbitrari vantaggi competitivi.
Contesto politico e prossime tappe
Il provvedimento, essendo bipartisan, riflette una convergenza parlamentare su temi di tutela del consumatore, ma dovrà superare la votazione in commissione e il passaggio in Aula. L’esito determinerà tempi di applicazione e possibili interventi correttivi durante il processo legislativo.
In parallelo, le aziende interessate potrebbero avviare interlocuzioni con il legislatore per definire regole attuative chiare, evitando incertezza normativa e costi di adattamento eccessivi che potrebbero ricadere sui consumatori.
Possibili effetti sul mercato
Una regolamentazione più omogenea tra settori potrebbe portare a una riduzione delle pratiche aggressive e a un miglioramento della qualità delle offerte commerciali. Tuttavia, le imprese dovranno bilanciare la necessità di contattare potenziali clienti con gli oneri di acquisizione del consenso e la gestione dei dati, fattori che possono influenzare costi di marketing e strategie di vendita.
In sintesi
- Una regolamentazione uniforme tra energia e telecomunicazioni potrebbe ridurre pratiche di vendita aggressive, ma comporterà costi di adeguamento per gli operatori, con possibili ripercussioni sui prezzi e sulle strategie commerciali.
- Investitori e analisti dovranno monitorare l’impatto sui margini delle società di telecomunicazioni: spese aggiuntive per compliance e gestione del consenso potrebbero comprimere i ritorni nel breve periodo.
- Per il mercato italiano, una maggiore tutela del consumatore può aumentare la fiducia e stimolare la concorrenza su qualità e trasparenza delle offerte, favorendo operatori che investono in relazioni di lungo termine con la clientela.