Emendamenti al Clarity Act rimodellerebbero parti chiave del disegno di legge sulle crypto, ma il loro futuro è incerto
- 13 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Questa settimana la commissione bancaria del Senato degli Stati Uniti esaminerà decine di emendamenti al Digital Asset Market Clarity Act, in vista di una riunione formale di revisione (markup) che probabilmente ridurrà la maggior parte delle proposte durante la seduta di giovedì.
Il testo di legge, pensato per chiarire il quadro normativo degli asset digitali, è stato oggetto di numerose proposte di modifica che spaziano da norme etiche per funzionari pubblici a tutele per gli sviluppatori software, fino a emendamenti che inciderebbero su protezioni fondamentali per il settore della finanza decentralizzata (DeFi), oltre a una serie di correzioni tecniche.
Principali proposte e protagonisti
La lista degli emendamenti è dominata dai nomi di alcuni legislatori: tra questi emergono i senatori Elizabeth Warren e Jack Reed, i cui interventi appaiono per lo più come richieste programmatiche mentre la maggioranza del comitato — in larga parte repubblicana — punta a far avanzare il testo evitando modifiche sostanziali.
Tra le proposte di rilievo: il senatore Jack Reed propone di recepire richieste del settore bancario per limitare ulteriormente i rendimenti dei stablecoin e chiede la soppressione della sezione definita Blockchain Regulatory Certainty Act, la quale offre una protezione per gli sviluppatori di software che non gestiscono fondi degli utenti e li esclude dalla categoria dei money transmitter.
La senatrice Catherine Cortez-Masto propone invece un safe harbor penale per gli sviluppatori che non si registrano come money transmitter a livello statale o federale, mentre il senatore Chris Van Hollen presenta numerosi emendamenti, tra cui il divieto per il presidente e per alte cariche pubbliche di possedere, promuovere o affiliarsi con imprese nel settore degli asset digitali.
Elizabeth Warren mira in modo più specifico a impedire possibili conflitti tra interessi politici e rapporti bancari, con emendamenti che puntano a bloccare la proprietà bancaria da parte di figure politiche e ad ampliare controlli su applicazioni creditizie; alcuni dei suoi emendamenti estendono il campo d’azione anche a materie non strettamente crypto, come limiti ai tassi delle carte di credito.
Al centro delle negoziazioni figura anche il senatore Mark Warner, che propone un test di controllo per individuare quando i protocolli di trading non decentralizzati devono essere soggetti agli obblighi antiriciclaggio previsti dal Bank Secrecy Act. Sul fronte repubblicano, il senatore Bill Hagerty chiede il divieto dei CBDC emessi dalla Federal Reserve, tema già ricorrente in altri dossier legislativi.
Assetti politici e iter legislativo
La seduta di giovedì sembra orientata a includere nella legge solo le modifiche compatibili con la maggioranza repubblicana del comitato. In passato il provvedimento era arrivato a una fase analoga con decine di emendamenti proposti, ma la discussione fu poi rinviata; da allora sono proseguiti mesi di negoziati per appianare divergenze e agevolare il passaggio in commissione.
Una volta approvato dalla commissione bancaria, il testo potrà essere unito a un provvedimento parallelo già approvato dalla commissione Agricoltura del Senato. Tuttavia, permangono questioni cruciali da risolvere: in particolare i democratici insistono su una norma anti-conflitto che limiti i legami tra funzionari pubblici e il settore crypto — richiesta che, se non soddisfatta, ostacolerebbe il sostegno di numerosi senatori democratici necessari per superare la soglia dei 60 voti richiesti in Senato.
Impatto sul settore tecnologico e finanziario
Se approvati, alcuni emendamenti potrebbero ridefinire significativamente il profilo di rischio per startup e sviluppatori: la rimozione della protezione prevista dal Blockchain Regulatory Certainty Act esporrebbe più progetti al rischio di essere qualificati come servizi di trasferimento monetario, con obblighi regolatori e costi di compliance molto più elevati.
Analogamente, un inasprimento delle regole sugli stablecoin o l’estensione dell’ambito applicativo delle norme antiriciclaggio ai protocolli non decentralizzati possono alterare l’assetto competitivo tra istituzioni finanziarie tradizionali e nuovi operatori digitali, influenzando liquidità, costi di intermediazione e strategie di investimento.
La possibile inclusione di limitazioni alla proprietà e ai rapporti degli esponenti pubblici con imprese crypto riflette invece una crescente attenzione a rischi reputazionali e a potenziali conflitti di interesse che possono minare la fiducia nel mercato e nella governance pubblica.
Posizioni del settore privato
Il dibattito pubblico include anche prese di posizione delle principali piattaforme: il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha espresso sui social la sua valutazione favorevole sul testo.
Brian Armstrong ha scritto:
“È una legge solida e porterà benefici al popolo americano rendendo il sistema finanziario degli Stati Uniti più veloce, economico e accessibile. Procedete con la revisione.”
Prospettive e prossimi passi
Dopo il markup in commissione, il provvedimento dovrà affrontare ulteriori passaggi: ottenere il sostegno bipartisan necessario per il voto in Senato e poi la votazione alla Camera, che in passato ha già approvato testi simili. Le trattative interne ai gruppi parlamentari e i compromessi su etica, vigilanza e ambito di applicazione determineranno il destino finale della riforma.
Per il mercato, il percorso legislativo resta un elemento di incertezza: gli investitori dovranno monitorare non solo il contenuto degli emendamenti approvati ma anche la capacità del provvedimento di trasformarsi in una normativa coerente e applicabile a livello federale senza creare frammentazioni normative fra stati e operatori.
In sintesi
- Un testo che chiarisce il quadro normativo degli asset digitali potrebbe favorire un maggiore accesso istituzionale, ma solo se le disposizioni su DeFi, stablecoin e sviluppatori saranno calibrate per non aumentare eccessivamente i costi di conformità.
- Limiti più stringenti sulla proprietà o l’affiliazione di funzionari pubblici con imprese crypto possono incrementare la fiducia degli investitori istituzionali, riducendo il rischio reputazionale associato al settore.
- Eventuali divieti su CBDC o restrizioni sugli stablecoin influenzerebbero la strategia di banche e fintech, con possibili ripercussioni sui costi dei servizi di pagamento e sulla competitività delle imprese europee che operano in transazioni transatlantiche.
- Per gli investitori italiani, il confronto normativo Usa resta un indicatore chiave: un quadro regolamentare più chiaro oltreoceano può accelerare l’adozione globale di infrastrutture digitali, ma alcune scelte legislative potrebbero aumentare la volatilità normativa nel breve periodo.