Dopo il record del 2025, il leasing mantiene lo slancio: +3,5% nel primo trimestre
- 13 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il mercato del leasing mostra segni di buona salute: nel 2025 lo stipulato ha raggiunto i 36 miliardi di euro, con un aumento del 5,8% rispetto al 2024, e il nuovo anno è partito con una crescita a valore del 3,5% nel primo trimestre 2026.
Nel corso dell’assemblea annuale di Assilea, l’associazione nazionale delle imprese di leasing e noleggio a medio-lungo termine, sono stati presentati i dati che testimoniano un consolidamento della domanda, soprattutto in relazione agli investimenti in beni strumentali sostenuti da misure agevolative come la Nuova Sabatini.
Tra il 2015 e il 2025 lo stipulato è più che raddoppiato, passando da 17 a 36 miliardi di euro. Nel 2025 il 65% degli investimenti in beni strumentali finanziati con le agevolazioni della Nuova Sabatini è stato acquisito tramite leasing, segnalando la preferenza delle imprese per questa modalità di finanziamento.
Paolo Guzzetti ha dichiarato:
“Gli investimenti, insieme alle riforme strutturali, sono la chiave per accrescere la capacità produttiva e la produttività. Occorrono certezza delle regole, minore burocrazia, infrastrutture e logistica efficienti, e un accesso agevole a tutte le forme di finanziamento. Nel finanziamento degli investimenti il leasing gioca un ruolo significativo.”
Guzzetti ha richiamato inoltre l’attenzione sulla necessità di una revisione del quadro prudenziale che riconosca la minore rischiosità del leasing rispetto ad altri strumenti di credito: dati empirici mostrano tassi di perdita mediamente inferiori del 16% e tassi di default più bassi rispetto ai prestiti bancari. Un minore assorbimento patrimoniale sull’esposizione in leasing libererebbe risorse preziose per finanziare gli investimenti delle Pmi, utili ad accelerare la transizione ambientale e digitale.
I trend di mercato
Secondo il Centro studi e statistiche Assilea, nel primo trimestre 2026 sono stati stipulati 201.443 nuovi contratti di leasing per un valore complessivo di oltre 8,9 miliardi di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2025 si registra un aumento del valore dello stipulato del +3,5% e una sostanziale stabilità nel numero dei contratti (+0,1%).
Il solo mese di marzo ha mostrato un’accelerazione: il valore dello stipulato è cresciuto del 34,8% rispetto a febbraio e del 10,6% su base annua. I contratti legati al comparto auto rappresentano il 68,5% dello stipulato totale, con dinamiche di settore divergenti: volumi in aumento (+3,6%) a fronte di una lieve contrazione nei numeri complessivi (-2,3%), sostenuti in particolare dal noleggio a lungo termine e dal segmento dei veicoli industriali e green.
Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze (MEF), nel suo saluto ha osservato:
“I vostri dati evidenziano un’espansione che si affianca alla stabilità del numero di contratti: molto positivo il comparto immobiliare e il settore auto, sostenuto dai veicoli industriali e green. Le misure del governo a sostegno degli investimenti sono mirate, selettive e sostenibili, perché premiano la produttività e sono compatibili con gli obiettivi di finanza pubblica.”
Nel documento dell’associazione si segnala inoltre che, secondo una stima del centro studi, una riduzione media dei requisiti patrimoniali del 15% potrebbe liberare circa 2 miliardi di capitale, traducendosi in un aumento dello stipulato stimato intorno al 10%. Questa ipotesi sottolinea il potenziale impatto regolamentare sul credito alle imprese.
Per comprendere appieno le implicazioni per il tessuto produttivo italiano è utile ricordare che Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa per valore aggiunto e presenta un elevato numero di piccole e medie imprese che spesso beneficiano di strumenti come il leasing per rinnovare macchinari, veicoli e impianti senza comprimere la liquidità aziendale.
La diffusione del leasing influisce anche sulle strategie di transizione ecologica e digitale: la possibilità di acquisire tecnologie più performanti e veicoli a basse emissioni con soluzioni finanziarie dedicate accelera l’adozione di modelli produttivi più sostenibili, contribuendo agli obiettivi europei di decarbonizzazione e competitività.
Infine, l’associazione ha ribadito l’impegno a promuovere il pieno riconoscimento del leasing nei programmi di incentivo per le imprese e a diffondere una cultura finanziaria che valorizzi questa forma di finanziamento tra imprenditori, consulenti e istituzioni pubbliche.
In sintesi
- Una revisione mirata dei requisiti patrimoniali potrebbe liberare capitale bancario e aumentare la capacità di finanziamento delle Pmi, favorendo modernizzazione e competitività del settore manifatturiero italiano.
- La prevalenza del leasing negli investimenti agevolati indica che strumenti finanziari flessibili sono cruciali per accelerare la transizione ecologica e digitale delle imprese italiane.
- Per gli investitori, il settore del leasing offre esposizione a un segmento con rischiosità storicamente contenuta e legato a domanda reale di rinnovo tecnologico; politiche pubbliche coerenti possono amplificarne la crescita.
- Un quadro normativo più aderente al rischio effettivo del leasing potrebbe abbassare i costi di capitale e stimolare nuovi prodotti finanziari dedicati alle imprese, con effetti positivi sull’occupazione e sugli investimenti produttivi.