Bitcoin in calo a $79.000: Dogecoin guida le maggiori perdite mentre i tassi di funding negativi toccano un record decennale

Bitcoin (BTC) ha quotato $79.614 nelle ore asiatiche di venerdì, segnando un calo dell’1,6% nelle ultime 24 ore ma un guadagno settimanale del 3,3% dopo il ritracciamento dal massimo di mercoledì a $81.500, il più alto da fine gennaio.

Ether è sceso del 2% a $2.278, Dogecoin ha perso il 3,8% a $0,1063, XRP è calato dell’1,7% a $1,38 e BNB ha lasciato lo 0,7% a $638. Solana e TRON sono rimaste in territorio positivo a $88,14 e $0,3474 rispettivamente. Sulla settimana Dogecoin è la principale perdita tra le grandi monete.

Il ritracciamento è avvenuto in concomitanza con un’azione militare statunitense contro obiettivi iraniani dopo attacchi a cacciatorpediniere in transito nello Stretto di Hormuz.

Donald Trump ha dichiarato in un’intervista:

«È stato un piccolo colpetto».

Nel corso della stessa intervista ha aggiunto che il cessate il fuoco con Iran rimane in vigore e ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero colpire con maggiore forza se Teheran non raggiungerà presto un accordo.

Il barile di Brent è salito dell’1,2% verso i $101 in risposta all’escalation, sebbene il petrolio resti in calo di oltre il 6% sulla settimana a causa del perdurante narrative di de‑escalation tra Stati Uniti e Iran.

I mercati azionari hanno registrato una pausa: il MSCI All Country World Index ha perso lo 0,3% e le borse asiatiche hanno ceduto l’1,2% rispetto ai massimi, pur mantenendo la prospettiva di quinta settimana consecutiva di rialzi. I futures su Wall Street risultavano in lieve rialzo, suggerendo che il movimento sia principalmente presa di profitto.

Fattori tecnici: funding rates e rischio di short squeeze

I funding rates sui futures di Bitcoin sono rimasti negativi per 67 giorni consecutivi, il periodo più lungo nell’ultimo decennio secondo gli analisti di K33 Research. I funding rates sono pagamenti periodici tra trader con posizioni long e short sui contratti futures: un valore negativo indica che gli short stanno pagando i long per mantenere le posizioni aperte.

Una situazione in cui gli short sostengono questi pagamenti mentre il prezzo continua a salire crea il contesto più favorevole per un short squeeze, ovvero un’accelerazione del rialzo quando posizioni corte vengono forzate a chiudersi.

Visione degli analisti

Alex Kuptsikevich, chief market analyst di FxPro, ha osservato che la pausa dei prezzi non rappresenta necessariamente un esaurimento della domanda. Secondo il suo commento, Bitcoin è salito mercoledì fino a $82.800, avvicinandosi senza superarlo alla media mobile a 200 giorni posta a $83.200, per poi ritirarsi verso $81.300 al momento della rilevazione.

Kuptsikevich ha inoltre ricordato che l’indicatore RSI giornaliero ha raggiunto l’area di ipercomprato oltre 70; nei tre episodi precedenti (agosto, ottobre, gennaio) questo era stato seguito da forti vendite. È quindi plausibile che gli operatori stiano prendendo una pausa per valutare il posizionamento e riorganizzarsi.

Il mercato delle opzioni mostra maggiore cautela: QCP Capital segnala che la volatilità implicita mensile resta intorno al 41% e la domanda per put permane, indicando che molti investitori comprano Bitcoin pur continuando a coprire il rischio al ribasso.

Gli analisti di XWIN Japan hanno indicato $93.000 come obiettivo di medio termine, legato alla chiusura del gap nei futures del CME, ma avvertono che la progressione potrebbe non essere lineare e che si potrebbe osservare prima una fase discendente.

Scenario operativo

Per il breve termine si delineano due pressioni contrapposte: l’estremo negativo dei funding rates mantiene vivo il rischio di short squeeze qualora Bitcoin superi i $83.200, mentre le notizie geopolitiche legate all’Iran e un RSI in ipercomprato possono favorire un nuovo test dei livelli inferiori.

Considerazioni per investitori

Gli investitori dovrebbero valutare l’esposizione in termini di gestione del rischio: un possibile short squeeze suggerisce l’opportunità di stop dinamici per chi è short, mentre la persistenza della copertura tramite opzioni segnala prudenza tra gli operatori professionali.

Inoltre, la sensibilità dei mercati crypto agli avvenimenti geopolitici e al mercato petrolifero rende consigliabile monitorare simultaneamente dati tecnici, flip nelle funding rates e sviluppi internazionali che possano trasformare una correzione tecnica in movimento guidato dalle notizie.

In sintesi

  • Un prolungato periodo di funding rates negativi aumenta la probabilità di uno short squeeze, elemento da integrare nelle strategie di gestione del rischio.
  • La convergenza di fattori tecnici (media mobile a 200 giorni, RSI) e geopolitici richiede flessibilità operativa: stop dinamici e coperture con opzioni possono ridurre l’esposizione al ribasso.
  • Per gli investitori italiani, la correlazione tra prezzo del petrolio e sentiment geopolitico implica che fluttuazioni energetiche possono influenzare la liquidità e il rischio globale, con possibili ricadute sui portafogli diversificati.


Author: Tony
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