Al via la fiera nautica della Sardegna: boom da 600 milioni
- 8 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Dalle imprese ai cantieri navali, fino ai superyacht e ai giga yacht: l’obiettivo dichiarato è rafforzare una filiera in espansione che oggi supera i 600 milioni di euro di valore complessivo. La Fiera nautica della Sardegna si svolge per quattro giorni, dal 7 al 10, a Porto Rotondo e arriva alla quinta edizione con circa 200 imbarcazioni e 150 espositori. L’evento, promosso dalla Regione Sardegna e organizzato dal Cipnes (consorzio per lo sviluppo delle imprese della Gallura), è pensato sia per gli appassionati di diporto sia per gli equipaggi e i professionisti dell’indotto nautico.
Per gli operatori del settore la manifestazione rappresenta un appuntamento fondamentale, soprattutto alla luce dei dati che emergono dal territorio: nel nord-est della Sardegna, tra giugno e settembre, sono stati registrati oltre 3.100 superyacht unici oltre i 24 metri, con una crescita significativa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Export a 45 milioni
Livio Fideli ha dichiarato:
“La Fiera nautica della Sardegna non è solo una vetrina: è la fiera dell’industria nautica sarda, delle imprese, dei cantieri, delle produzioni e delle competenze made in Sardinia che si presentano in modo strutturato sui mercati esteri.”
Le imprese nautiche locali hanno realizzato esportazioni per circa 45 milioni di euro nel 2025, cifra che testimonia la qualità produttiva della filiera e il suo potenziale internazionale. I dati del centro studi del Cipnes indicano una dinamica delle vendite all’estero in forte accelerazione: nei primi nove mesi del 2025 si è registrata una crescita prossima all’81% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Dal turismo all’industria
Livio Fideli ha dichiarato:
“Il piano di internazionalizzazione dell’industria nautica sarda, sostenuto dalla Regione, è stato pensato per incrementare l’export delle imprese regionali e attrarre investimenti esteri sull’isola.”
La strategia cerca di trasformare la posizione di primo piano della Sardegna nel turismo nautico in uno sviluppo industriale stabile, potenziando produzione, refit, servizi tecnici, innovazione e occupazione qualificata. Si tratta di un approccio che combina interventi pubblici e iniziative private per consolidare la competitività internazionale del settore.
Aldo Carta ha dichiarato:
“Il piano di internazionalizzazione rappresenta una politica industriale territoriale: nasce da accordi istituzionali condivisi tra Regione, imprese, mondo della ricerca e formazione universitaria, e ha un valore strategico per l’intera regione.”
Il coinvolgimento di attori come UniOlbia e strutture formative locali è pensato per creare percorsi di formazione tecnica e manageriale coerenti con le nuove esigenze del mercato nautico. Questo tipo di coordinamento istituzionale mira anche a ridurre la stagionalità degli ordini e a favorire catene di fornitura locali più integrate e resilienti.
Dal punto di vista occupazionale e degli investimenti, la crescita degli scambi internazionali e la maggiore presenza di grandi unità da diporto possono generare domanda continuativa per servizi di refit, manutenzione specializzata e componentistica avanzata. Per gli operatori italiani, e in particolare per le imprese sarde, si apre così la possibilità di consolidare commesse ad alto valore aggiunto e di attrarre investimenti esteri mirati alla filiera.
In sintesi
- La crescente esportazione di imbarcazioni rappresenta un’opportunità per diversificare il tessuto produttivo locale e ridurre la dipendenza dal turismo stagionale.
- Il rafforzamento della filiera nautica può attrarre capitale estero focalizzato su refit e servizi tecnici, favorendo investimenti in infrastrutture portuali e formazione specialistica.
- Per gli investitori, il territorio sardo offre un mix di domanda (presenza crescente di grandi yacht) e offerta qualificata: condizioni utili per operazioni di medio-lungo periodo nel settore marine e tecnologia navale.