Tonfo di Campari: vendite trimestrali deludono il mercato
- 7 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Campari ha registrato una forte reazione del mercato dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre: il titolo a Milano ha accusato una perdita superiore all’11%, arrivando a scambiare intorno ai 5,74 euro per azione e attestandosi in fondo al FTSE MIB.
Risultati del primo trimestre
Il gruppo ha comunicato vendite per 643 milioni di euro nel periodo, in calo del 3,4% a dati reported ma con una crescita organica del +2,9%. L’effetto perimetro è stato negativo per -2,2%, principalmente a seguito della cessione di Cinzano, mentre l’effetto cambi ha inciso per -4,1%, in larga parte legato al dollaro statunitense e al dollaro giamaicano. I ricavi sono risultati leggermente inferiori al consensus, che si attestava su circa 651 milioni di euro.
Intermonte ha commentato:
“Il divario rispetto alle attese è principalmente attribuibile a un’ottimizzazione mirata delle scorte negli Stati Uniti sui marchi non prioritari (impatto di circa 10 milioni di euro) e ad alcuni effetti temporali in Europa, piuttosto che a un deterioramento della domanda sottostante. Escludendo questi fattori, la crescita è risultata in linea con le aspettative.”
Gli analisti hanno inoltre evidenziato che la crescita commerciale è rimasta ampiamente diversificata per area geografica: Europa +1,9%, Nord America +2,2% nonostante la rotazione delle scorte, mercati emergenti +12,7%, mentre la regione Apac ha segnato un -1,6% a causa delle difficoltà nel canale Global Travel Retail. Il segmento legato ai viaggi ha risentito anche della tensione nel Medio Oriente, con una flessione di circa il 13,5%; la società non ha però fornito dettagli sulla quota di vendite legata a questo canale.
Commenti del management e costo delle materie
Simon Hunt ha dichiarato:
“Al momento, la principale area di costo che stiamo osservando riguarda i costi di benzina e diesel dal punto di vista logistico. La maggior parte dei nostri contratti per il vetro è a lungo termine e la maggior parte prevede fasce di prezzo che abbiamo negoziato; non prevediamo che tali limiti vengano superati, anche se una guerra prolungata potrebbe cambiare la situazione.”
La società ha confermato la guidance per il 2026, aspettandosi un andamento più robusto nella seconda metà dell’anno e una crescita organica attesa intorno al 3%, in rallentamento rispetto al ritmo di uscita del 2025 ma in linea con uno scenario macroeconomico caratterizzato da incertezza. Intermonte ha rivisto in ribasso le stime di redditività per tenere conto della performance organica più debole del previsto e di effetti temporali persistenti, mantenendo però sostanzialmente invariate le ipotesi sui ricavi e confermando un rating ‘Outperform’ con target price a 8 euro.
Prospettive di mercato e rischi
L’episodio mette in luce due fattori chiave per la valutazione del titolo: la sensibilità ai cambi e l’impatto delle operazioni di ristrutturazione del portafoglio (effetto perimetro). La cessione di marchi non strategici può comprimere temporaneamente i ricavi reported ma migliorare la qualità del portafoglio nel medio periodo; parallelamente, l’esposizione valutaria genera volatilità dei risultati quando il dollaro statunitense si deprezza rispetto all’euro.
I costi logistici legati a carburante e trasporto rappresentano un rischio operativo che può consumare margini se persistente. Dall’altro lato, contratti di fornitura a lungo termine per componenti come il vetro costituiscono una leva di protezione negli scenari di volatilità dei prezzi delle materie prime. Infine, la dipendenza parziale dal canale Global Travel Retail rende la performance sensibile a eventi geopolitici e all’andamento dei flussi turistici, aspetti da monitorare per gli investitori orientati al lungo termine.
Implicazioni per gli investitori italiani
Per il mercato italiano, la correzione del titolo riflette sia la reazione immediata a numeri leggermente sotto le attese sia una rivalutazione del profilo di rischio-rendimento del gruppo. Il divario tra prezzo corrente e il target degli analisti offre spazi di analisi: occorre valutare la sostenibilità della crescita organica e la capacità del management di trasformare esercizi di ottimizzazione scorte e cessioni in benefici strutturali.
In sintesi
- L’andamento del titolo segnala un aumento della percezione di rischio legata a effetti cambi e rotazione del portafoglio: gli investitori dovrebbero valutare l’impatto di questi fattori sulla previsione di flussi di cassa a medio termine.
- I margini potrebbero restare sotto pressione nel breve periodo a causa dei costi logistici; la presenza di contratti a lungo termine per forniture strategiche attenua parzialmente il rischio inflazione sui costi diretti.
- La conferma della guidance per il 2026 e il target price indicano che il mercato continuerà a scontare la ripresa nella seconda metà dell’anno; tuttavia, volatilità geopolitica e oscillazioni valutarie aumentano l’incertezza sul timing del recupero.