Strategia immobiliare legata al bitcoin potrebbe superare i reits, dice Grant Cardone: aggiunge più btc alla tesoreria

Durante un incontro a Consensus Miami 2026, il miliardario immobiliare Grant Cardone ha annunciato di aver aumentato la propria esposizione a bitcoin di altri 100 milioni di dollari, illustrando una strategia che combina questa criptovaluta con immobili a reddito.

Strategia ibrida: bitcoin più immobili

Secondo Cardone, la novità consiste nell’accoppiare asset digitali e proprietà fisiche all’interno di veicoli di investimento comuni. L’ultima operazione descritta durante il panel abbina una partecipazione in bitcoin a un immobile del valore di 235 milioni di dollari, in una struttura societaria che mira a generare rendimenti superiori rispetto ai tradizionali REIT.

Grant Cardone ha dichiarato:

“We just simply added another $100 million of bitcoin.”

Il manager ha sottolineato che l’operazione si inserisce su un filone già avviato: nel 2025 Cardone Capital aveva acquistato 1.000 BTC, valutati allora poco oltre i 100 milioni di dollari, portando l’esposizione complessiva del gruppo vicino ai 200 milioni di dollari.

Motivazioni e struttura dell’operazione

La formula proposta prevede la costituzione di una LLC che contiene sia la proprietà immobiliare sia una quota significativa di bitcoin. L’obiettivo dichiarato è combinare flussi di cassa stabili derivanti dagli immobili con la potenziale rivalutazione della criptovaluta.

Grant Cardone ha dichiarato:

“I have two assets that we just fused together in an LLC.”

Cardone ha anche evidenziato come l’approccio serva ad avvicinare investitori tradizionali alla proprietà di criptovalute: secondo il suo racconto, circa l’80% dei sottoscrittori del fondo non possedeva bitcoin prima dell’allocazione.

Grant Cardone ha dichiarato:

“Eighty percent of the people that invested in that fund own zero bitcoin.”

Pur non trasferendo gli immobili su registro digitale, Cardone ha spiegato che l’operazione posiziona la criptovaluta come elemento di sconto nel rapporto di valutazione complessivo, con l’intento di aumentare il rendimento atteso della combined strategy.

Grant Cardone ha dichiarato:

“I’m not putting real estate on the blockchain. All I’m doing is buying a bunch of bitcoin and stuffing it into the discount gap.”

Confronto con i REIT e limiti normativi

Uno dei punti centrali dell’intervento è la critica alle limitazioni strutturali dei REIT, che secondo Cardone non possono detenere bitcoin a bilancio. Questo diventa un argomento commerciale per promuovere veicoli alternativi che mescolano asset tradizionali e digitali.

Grant Cardone ha dichiarato:

“These companies can never, ever hold bitcoin on their balance sheet.”

Dal punto di vista regolatorio, la possibilità per fondi immobiliari di detenere criptovalute dipende da norme nazionali e da pratiche contabili. In molti ordinamenti europei e in Italia, la classificazione degli asset digitali nel bilancio e le questioni relative a custodia, trasparenza fiscale e volatilità rappresentano ancora elementi di complessità che gli operatori devono valutare.

Rischi, liquidità e prospettive di tokenizzazione

Cardone ha in precedenza annunciato l’intenzione di tokenizzare le partecipazioni per offrire maggiore collateral e liquidità nei mercati secondari; durante il suo intervento ha ribadito che la combinazione immobiliare-criptovaluta dovrebbe resistere anche in scenari avversi per la moneta digitale.

Grant Cardone ha dichiarato:

“If bitcoin goes to zero, I’m not getting rid of the real estate.”

La tokenizzazione, se realizzata su scala e con adeguati presidi legali e operativi, può migliorare l’accesso al capitale e la frazionabilità degli investimenti immobiliari. Tuttavia, richiede infrastrutture di custodia, standard di compliance e mercati secondari maturi per non trasformarsi in una fonte aggiuntiva di rischio di mercato.

Cardone ha infine descritto il modello come competitivo rispetto agli strumenti tradizionali, puntando a rendimenti attesi sostanziosi. Ha stimato un intervallo target di rendimento annualizzato che riflette la leva sui flussi immobiliari e la componente di apprezzamento in bitcoin.

Grant Cardone ha dichiarato:

“I believe by combining real estate and bitcoin […] I’ll end up with somewhere between a 22 and a 32% return.”

Implicazioni per investitori professionali e privati

Per gli investitori istituzionali e i family office, la proposta di integrare bitcoin in portafogli immobiliari può rappresentare un’opportunità di diversificazione non correlata ai mercati tradizionali, ma richiede policy chiare su rischio, custodia e governance. Per gli investitori retail italiani, l’accesso a veicoli ibridi implica la necessità di comprendere la leva complessiva e l’impatto fiscale di detenzione di asset digitali.

In termini di mercato, l’adozione su larga scala di modelli simili potrebbe aumentare la domanda di liquidità in bitcoin e influenzare il modo in cui gli investitori valutano il capitale immobiliare come parte di strategie multi-asset. Restano aperte le questioni relative alla trasparenza delle valutazioni e alla protezione degli investitori in scenari di elevata volatilità.

Contesto operativo e prossimi passi

Se la tokenizzazione e la diffusione di veicoli ibridi dovessero accelerare, regolatori e operatori di mercato in Europa e in Italia dovranno aggiornare linee guida su custodia, requisiti patrimoniali e criteri di valutazione. La convergenza tra mercati immobiliari e tecnologici richiederà inoltre competenze nuove sul fronte della due diligence e del risk management.

In ultima analisi, l’iniziativa di Cardone rappresenta un caso di studio interessante sull’ibridazione di asset class: mette in evidenza opportunità di rendimento ma anche la necessità di prudenza e di adeguati presidi normativi per tutelare investitori e stabilità dei mercati.

In sintesi

  • La combinazione di bitcoin e immobili potrebbe ridefinire la percezione del rischio nei portafogli immobiliari, aumentando la volatilità ma offrendo potenziali rendimenti superiori; gli investitori italiani devono valutare l’effetto sulla liquidità e sulla leva complessiva.
  • La tokenizzazione può migliorare l’accessibilità e la liquidità degli investimenti immobiliari, ma richiede infrastrutture di custodia robuste e un quadro normativo chiaro per evitare rischi operativi e di mercato.
  • Un’adozione più ampia di strutture ibride potrebbe spingere gli operatori tradizionali, come i REIT, a riconsiderare i propri modelli; ciò apre opportunità per servizi finanziari innovativi rivolti a investitori istituzionali e private investors in Italia.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.