Bauli scommette sull’estero: mira al 40% dei ricavi in 5 anni grazie alla spinta del fuori casa e del gluten free

Il gruppo dolciario Bauli avvia una riorganizzazione per rispondere a una competizione di mercato sempre più intensa, creando due business unit distinte: una dedicata al mercato domestico e un’altra per l’estero, con l’intento di accelerare la crescita attraverso l’innovazione di prodotto.

Riorganizzazione e obiettivi

La strategia punta a concentrare risorse e responsabilità su mercati e canali differenti, sfruttando economie di scala a livello industriale e una maggiore focalizzazione commerciale per ciascuna area geografica.

Il bilancio che si chiuderà il 30 giugno 2026 dovrebbe segnare una lieve crescita rispetto ai 548 milioni di euro di fatturato del 2025, riclassificato secondo il principio contabile Oic 34 che considera sconti e operazioni a premio come riduzione dei ricavi. Circa l’80% del fatturato è realizzato in Italia, con un Ebitda atteso intorno ai 44 milioni. Il gruppo dispone di sette stabilimenti in Italia e uno in India, con una forza lavoro complessiva di 1.590 dipendenti.

Strategia sul senza glutine

Luca Casaura è stato nominato responsabile della business unit Italia:

“Siamo pronti a lanciare prodotti senza glutine di alta qualità a marchio Bauli, in particolare pane e focaccine realizzati con lievito madre, elemento che ci distingue per fragranza, sofficità e digeribilità. Avvieremo la distribuzione accompagnata da una campagna di comunicazione multicanale con il brand Bauli Free.”

La produzione dedicata al senza glutine verrà concentrata nello stabilimento di Altopascio (Lucca), inaugurato nel 2023 in seguito all’acquisizione dell’azienda Alpipan nel 2018. Nel corso dell’ultimo anno il gruppo ha completato l’integrazione portando la partecipazione al 100% e incorporando l’azienda nel perimetro operativo.

Negli ultimi tre anni lo stabilimento di Altopascio ha aumentato il personale da 64 a 110 addetti e oggi lavora su tre linee produttive con una capacità di circa 1.300 quintali a settimana per focaccine, pane e prodotti di pasticceria. Parallelamente allo sviluppo del senza glutine, il gruppo punta a espandere la presenza nel canale ‘fuori casa’ — travel retail, bar e pasticcerie — per diversificare le fonti di ricavo.

L’integrazione di questi due assi commerciali (senza glutine e fuori casa) è pensata per raggiungere un peso complessivo di almeno 100 milioni di euro entro cinque anni, in un percorso che, secondo le previsioni aziendali, dovrebbe contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di gruppo di 1 miliardo di euro di fatturato nei prossimi anni.

Sfide di mercato e tempistiche

Luca Casaura ha sottolineato i fattori che potrebbero rallentare i piani temporali:

“Confermiamo l’obiettivo di 1 miliardo, anche se i tempi potrebbero allungarsi leggermente rispetto al 2030 che avevamo previsto due anni fa, perché le condizioni di mercato sono cambiate: l’inflazione ha inciso sui consumi, i prezzi delle materie prime, dal burro al cacao, sono raddoppiati e tensioni geopolitiche e dazi stanno creando instabilità sui mercati.”

Queste dinamiche richiedono una gestione attenta della catena di approvvigionamento e strategie di prezzo che equilibrino marginalità e mantenimento della domanda. Il gruppo dovrà valutare interventi su diversi fronti: hedging sugli acquisti di materie prime, ottimizzazione dei costi produttivi, e investimenti mirati in marketing per sostenere i lanci di prodotto e la penetrazione in nuovi canali.

Sul fronte internazionale, la business unit estera avrà il compito di capitalizzare la presenza produttiva in India e le competenze industriali del gruppo per cogliere opportunità di export e partnership commerciali, bilanciando così l’alta esposizione attuale al mercato italiano.

In sintesi

  • La separazione in due business unit consente a Bauli di focalizzare investimenti e strategie su mercati con dinamiche diverse, migliorando la capacità di risposta alle pressioni sui margini.
  • L’ingresso strutturato nel segmento senza glutine e l’espansione nel canale ‘fuori casa’ rappresentano mosse per aumentare la resilienza del fatturato e creare prodotti a maggiore valore aggiunto, attraenti per consumatori disposti a pagare un premium.
  • Gli aumenti dei costi delle materie prime impongono agli investitori attenzione sulla capacità del management di trasferire parte dell’inflazione sui prezzi finali senza erodere eccessivamente la domanda.
  • Per il mercato italiano, il rafforzamento della filiera produttiva interna e l’espansione internazionale possono tradursi in opportunità occupazionali e in una maggiore competitività di lungo periodo del settore dolciario made in Italia.


Author: Tony
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