Il provvedimento sulle criptovalute non andrà avanti senza vietare i legami tra funzionari e l’industria, avverte la senatrice statunitense Gillibrand
- 6 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Kirsten Gillibrand ha avvertito che il disegno di legge molto atteso per definire norme federali sui mercati delle criptovalute negli Stati Uniti rischia di non superare il Senato se non verrà inserita una controversa disposizione etica che vieti ai più alti funzionari governativi di avere interessi personali nel settore.
Kirsten Gillibrand ha dichiarato:
“Nessuno voterà per questo disegno di legge se non avremo una disposizione etica.”
L’intervento è avvenuto durante la conferenza Consensus Miami 2026, dove la senatrice democratica di New York — da anni impegnata in negoziati bipartisan sul tema crypto — ha sottolineato che quella clausola rimane uno dei principali nodi ancora da sciogliere nel testo legislativo.
Secondo la senatrice, la disposizione è rivolta in larga parte a limitare potenziali conflitti legati agli interessi commerciali dell’ex presidente Donald Trump, ma la discussione ha ripercussioni più ampie sul modo in cui la politica americana pensa di regolamentare il settore.
Kirsten Gillibrand ha dichiarato:
“Non possiamo permettere che membri del Congresso, alti funzionari dell’amministrazione, presidenti o vicepresidenti si arricchiscano da queste industrie grazie al loro status privilegiato.”
Il provvedimento noto come Digital Asset Market Clarity Act rappresenta l’obiettivo principale dell’industria crypto a Washington: chiarire competenze normative, definire responsabilità tra autorità e introdurre tutele per i consumatori. Il testo attende un’audizione presso la Commissione bancaria del Senato per poter essere portato in aula.
Gillibrand ha poi spiegato che la negoziazione sulla clausola etica deve essere risolta entro la prossima settimana se si vuole ottenere un’approvazione bipartisan nell’audizione, prevista a breve. I negoziatori stanno lavorando anche su capitoli relativi alla protezione dei consumatori e al contrasto al finanziamento illecito.
Fonti della Casa Bianca hanno respinto l’idea che gli interessi imprenditoriali di Donald Trump costituiscano un conflitto di interessi e hanno fatto sapere che non accetteranno un testo percepito come mirato a una singola figura politica.
Kirsten Gillibrand ha dichiarato:
“Non possiamo lasciare che l’avidità e la corruzione a Washington demoliscano questo settore, e senza quella disposizione è esattamente ciò che accadrà.”
Il margine temporale per arrivare a una decisione è ormai ristretto: restano circa dieci settimane utili sul calendario del Senato prima che il dibattito politico si sposti sulle elezioni di midterm, rendendo più difficile trovare lo spazio necessario per l’approvazione del testo.
Kirsten Gillibrand ha dichiarato:
“Un voto finale potrebbe arrivare nella prima settimana di agosto, se siamo fortunati.”
Durante un altro dibattito a Consensus Miami 2026, Summer Mersinger, amministratrice delegata della Blockchain Association e con esperienza nella Commodity Futures Trading Commission, ha osservato che la finestra legislativa potrebbe chiudersi ma riaprirsi in futuro, segnalando come il percorso normativo sia cadenzato da opportunità politiche più che da scadenze definitive.
Summer Mersinger ha dichiarato:
“C’è una finestra di opportunità, ed è importante agire quando la si trova; ma questo non significa che la finestra non si riaprirà in seguito.”
Dal punto di vista regolamentare, la posta in gioco riguarda non solo la distribuzione delle competenze tra autorità come la SEC e la CFTC, ma anche il grado di certezza normativa necessario per attrarre capitali e favorire l’innovazione nel settore. Un testo che comprenda regole chiare, ma anche limiti etici stringenti, potrebbe aumentare la fiducia degli investitori istituzionali; viceversa, un fallimento delle trattative rischierebbe di prolungare l’incertezza e di spingere imprese e investitori verso mercati meno regolamentati.
Per il contesto italiano ed europeo, la definizione di standard statunitensi avrà effetti indiretti sui flussi di investimento e sulle strategie di compliance delle società che operano a livello transatlantico: norme più severe potrebbero aumentare i costi di adeguamento, mentre un quadro normativo stabile favorirebbe l’integrazione di servizi crypto nei portafogli istituzionali.
Nei prossimi giorni sarà quindi cruciale seguire l’esito delle negoziazioni sulla clausola etica e l’eventuale calendario della Commissione bancaria del Senato, elementi che determineranno la probabilità di approvazione del Digital Asset Market Clarity Act e il possibile impatto sui mercati globali delle criptovalute.
In sintesi
- La presenza o meno di una clausola etica nel disegno di legge sarà un fattore determinante per la sua approvazione: una soluzione che limiti i conflitti d’interesse aumenterebbe la fiducia istituzionale e potrebbe attrarre capitali più stabili nel mercato crypto.
- L’incertezza normativa americana mantiene elevata la volatilità del settore; per gli investitori europei e italiani ciò significa maggiore attenzione a gestione del rischio e diversificazione degli asset digitali.
- Un quadro regolatorio chiaro ridurrebbe i costi di compliance per le imprese transnazionali, favorendo partnership e operazioni cross-border; al contrario, il mancato accordo rischia di spingere attività e liquidità verso giurisdizioni meno restrittive.