Accertamenti sempre umani: rimborsi più rapidi

Il messaggio principale è chiaro: non sarà mai utilizzata l’intelligenza artificiale per emettere avvisi di accertamento, ma la tecnologia potrà supportare il lavoro degli operatori fiscali in altre funzioni, come l’accelerazione dei rimborsi. I tempi medi per i rimborsi sono già diminuiti, passando da 75 a 68 giorni, con un obiettivo fissato dal Documento di Finanza Pubblica (Dfp) di 67 giorni entro il 2027.

La nuova dichiarazione precompilata, appena avviata, ha registrato nei primi tre giorni di sola consultazione circa 1,6 milioni di accessi, con le regioni di testa rappresentate da Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto. La modalità semplificata è stata scelta dall’80% degli utenti, in aumento rispetto al 60% dello scorso anno.

Supervisione umana e divieto di avvisi automatici

Vincenzo Carbone ha detto:

“L’Agenzia delle Entrate non emetterà mai un avviso di accertamento elaborato dall’intelligenza artificiale, questo non deve accadere mai e poi mai. E se qualcuno dovesse rendersi responsabile di un’azione del genere ne risponderà.”

Vincenzo Carbone ha aggiunto:

“Ci sarà sempre un funzionario che con il proprio buonsenso e con la propria competenza professionale valuterà i dati che otteniamo con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.”

Uso dell’AI per i rimborsi e l’analisi dei big data

Pur ribadendo il divieto di decisioni automatiche vincolanti, l’amministrazione fiscale valuta l’intelligenza artificiale come strumento operativo per processare grandi moli di dati e snellire procedure interne. In particolare, l’AI viene impiegata per individuare anomalie e priorità nelle richieste di rimborso, contribuendo a ridurre i tempi di erogazione senza sostituire il giudizio professionale degli operatori.

Vincenzo Carbone ha dichiarato:

“Nei rimborsi l’intelligenza artificiale ci è di aiuto, perché ci consente di analizzare diversi dati in un tempo velocissimo e a ridurre i tempi di erogazione. L’AI serve a migliorare la qualità del nostro lavoro, ma non deve essere il risultato finale.”

Riduzione dei termini dei controlli

La direzione indicata è un’accorciamento dei termini per gli accertamenti, soprattutto per i contribuenti che dimostrano trasparenza o che partecipano a meccanismi di compliance. Tra gli strumenti citati c’è l’accesso ai regimi di cooperative compliance e l’utilizzo di sistemi di valutazione che premiano comportamenti fiscali virtuosi.

Vincenzo Carbone ha osservato:

“Il percorso è stato già avviato e sicuramente si arriverà anche alla riduzione, perché credo che sia una questione di civiltà giuridica. Non possiamo pensare che dopo cinque anni arriviamo e andiamo a chiedere dati, informazioni o riscontri a un contribuente che magari nel tempo ha cambiato la sua attività.”

Obiettivo: ridurre il contenzioso

Un altro obiettivo strategico è la diminuzione delle controversie tributarie. Ridurre il contenzioso significa, secondo i vertici fiscali, migliorare il rapporto di fiducia con i contribuenti e risolvere le questioni in via amministrativa attraverso un dialogo preventivo, evitando l’escalation giudiziaria.

Vincenzo Carbone ha affermato:

“La sfida futura è ridurre il contenzioso. Arrivare al contenzioso con il contribuente è una sconfitta. Abbiamo i dati, possiamo interloquire in precedenza, possiamo chiedere al contribuente le informazioni necessarie per fargli rappresentare al meglio la sua posizione. Arrivare al contenzioso è una sconfitta. Vuol dire che non siamo stati bravi noi.”

Quadro normativo e implicazioni operative

Le indicazioni arrivano in un contesto normativo segnato dall’entrata in vigore del AI Act europeo e da regolamentazioni nazionali sulla protezione dei dati e sulla trasparenza amministrativa. L’adozione dell’AI all’interno dell’apparato fiscale richiede garanzie di responsabilità, registro degli algoritmi e modalità di intervento umano chiare, per rispondere ai requisiti di conformità e tutela dei diritti dei cittadini.

Sul piano operativo, l’uso combinato di processi digitali avanzati e supervisione umana può portare benefici concreti: migliore selezione dei casi da controllare, riduzione dei tempi amministrativi e un utilizzo più efficiente delle risorse. Tuttavia, servono investimenti in formazione del personale e sistemi di auditing che assicurino tracciabilità e imparzialità nelle decisioni.

Effetti per contribuenti e mercato

Per i contribuenti, una precompilata più fruibile e rimborsi erogati più rapidamente significano maggiore liquidità per famiglie e imprese, riduzione dei costi di compliance e una semplificazione delle pratiche fiscali. Per il mercato dei servizi digitali e delle tecnologie per la pubblica amministrazione si aprono opportunità di crescita, ma anche responsabilità in termini di sicurezza dei dati e qualità del servizio.

In sintesi

  • La progressiva digitalizzazione dell’amministrazione fiscale e l’uso controllato dell’intelligenza artificiale possono migliorare la liquidità di famiglie e imprese, con ripercussioni positive sui consumi e sugli investimenti a breve termine.
  • Gli operatori del settore tecnologico e i fornitori di soluzioni per la PA potrebbero vedere nuove opportunità di mercato, a condizione che i prodotti rispettino standard elevati di trasparenza, sicurezza e auditabilità.
  • Per gli investitori, la maggiore efficienza nella gestione dei rimborsi e la riduzione del contenzioso potrebbero tradursi in minori rischi legali e operativi per le imprese italiane, migliorando il clima di affari nel medio periodo.


Author: Tony
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