Wall Street avverte: i mercati costruiti dall’uomo non reggono il passo con il trading alla velocità delle macchine

Un gruppo crescente di dirigenti di Wall Street e del mondo crypto avverte che il sistema finanziario si sta avvicinando a un punto di rottura, mentre i mercati evolvono da processi guidati dall’uomo verso attività automatizzate e operative 24 ore su 24.

Sandy Kaul ha detto:

“Stiamo andando verso un mondo in cui le transazioni avvengono a una velocità che nessun essere umano può seguire.”

Il contrasto fra velocità e infrastrutture esistenti

Il dibattito, svoltosi al convegno Consensus a Miami Beach, ha messo al centro la frattura tra mercati sempre più rapidi e automatizzati e sistemi di regolamento nati per la supervisione umana. Per decenni i mercati finanziari hanno funzionato con processi stratificati che raccolgono le transazioni in lotti, riconciliano le registrazioni e regolano gli scambi ore o addirittura giorni dopo.

Questa architettura, eredita di un’epoca in cui i certificati azionari circolavano fisicamente, ora è messa in crisi da tecnologie che permettono trasferimenti immediati e funzionamento continuo.

Tokenizzazione e regolamento in tempo reale

La diffusione della blockchain e della tokenizzazione viene citata come il principale motore di trasformazione: trasformare attività tradizionali — azioni, fondi del mercato monetario, altre risorse — in token digitali consente trasferimenti istantanei e regolamenti in pochi secondi, con operatività continua.

Sandy Kaul ha detto:

“Stiamo smantellando un sistema che è rimasto in piedi per 50 anni e torniamo a regolare una transazione alla volta.”

Il passaggio a un modello basato su regolamento in tempo reale ha conseguenze pratiche: in un sistema tokenizzato la liquidità non sarebbe più inattiva in attesa di regolamento, ma rimarrebbe investita fino al momento effettivo di spesa.

Christine Moy ha detto:

“Ogni centesimo dei miei guadagni è pienamente investito dal momento in cui lo ricevo fino al momento in cui lo spendo.”

La stessa logica si applica alle grandi imprese: anziché detenere liquidità frammentata in molteplici conti globali, le società potrebbero concentrare risorse in asset che generano rendimento e disintermediare le conversioni fino all’effettivo esborso.

Ostacoli normativi e di governance

Nonostante la rapidità tecnica delle reti distribuite, molti intervenuti hanno sottolineato l’assenza di regole e standard operativi necessari per consentire una scala istituzionale: proprietà, compliance, permessi e regole di governance restano in parte indefiniti.

Tom Zschach ha detto:

“Abbiamo risolto il problema della transazione. Quello che manca è uno standard per la governance.”

Tom Zschach ha detto:

“Se esiste la possibilità che non funzioni, per le istituzioni diventa inaccettabile. Ciò che serve alle grandi realtà è certezza.”

La questione è cruciale per banche, depositari centrali e asset manager: in molti casi la priorità è la certezza operativa più che la velocità pura. Per questo motivo la definizione di standard condivisi, la compatibilità tra infrastrutture e la supervisione delle autorità di vigilanza risultano passaggi essenziali per l’adozione su larga scala.

Pressioni competitive e impatto sui fornitori tradizionali

La dinamica competitiva aumenta il senso d’urgenza: piattaforme emergenti che offrono servizi più rapidi e flessibili possono erodere la clientela dei soggetti tradizionali se questi ultimi non innovano. Ciò riguarda non solo le grandi banche d’investimento ma anche le infrastrutture di post-trade, i depositari e gli operatori di mercato.

Per il sistema finanziario italiano, la transizione richiede valutazioni su più fronti: adeguamento normativo da parte di Banca d’Italia e ESMA, investimento in tecnologie interoperabili da parte degli intermediari e attenzione alla protezione dei risparmiatori in scenari di operatività continua.

Nel complesso, la fase successiva dell’evoluzione dei mercati non sarà solo una questione di esecuzione più veloce, ma di ricostruzione delle fondamenta operative in modo da sostenere flussi di capitale automatizzati e continui senza compromettere la fiducia che regge la finanza globale.

In sintesi

  • La diffusione della tokenizzazione può aumentare l’efficienza del capitale e ridurre la liquidità inattiva, ma richiede adeguati standard di governance per essere adottata dalle grandi istituzioni.
  • Per gli investitori italiani, la transizione implica nuove opportunità di rendimento intraday ma anche esigenze maggiori di trasparenza e tutela, soprattutto in scenari di operatività 24/7.
  • Banche e infrastrutture post-trade devono bilanciare investimenti in tecnologia con l’intervento regolamentare; la certezza operativa rimane un fattore chiave per la fiducia del mercato.


Author: Tony
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