Il deputato Steven Horsford presenta il PARITY Act come base duratura per la tassazione delle criptovalute a Consensus Miami
- 5 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Steven Horsford ha descritto il progetto di legge PARITY Act come un passo incrementale e pragmatico per regolamentare le valute digitali in un momento in cui le trattative sul mercato finanziario in seno al Senato sono rallentate.
Steven Horsford ha dichiarato:
“PARITY è pensata per stabilire una soglia durevole, non per essere la parola definitiva.”
Il deputato democratico del Nevada ha ricordato che molte questioni aperte devono essere risolte chiaramente nell’ambito del codice fiscale, così da garantire protezione ai consumatori, alle piccole imprese e ai detentori di asset digitali nella determinazione se tali attivi vengano trattati come reddito o plusvalenze.
Steven Horsford ha co‑scritto la bozza del PARITY Act con il deputato repubblicano Max Miller dell’Ohio in dicembre, aggiornandola poi in una versione rivista a marzo. Durante un convegno a Miami ha dichiarato di preferire un approccio circoscritto alle proposte onnicomprensive, citando rischi legati a definizioni troppo estese.
Steven Horsford ha dichiarato:
“Il pericolo di una norma comprensiva è che accosti disposizioni utili a linguaggi definitori così ampi da generare nuovi problemi.”
Tra le principali misure del PARITY figurano un test sul costo fiscale per i pagamenti in stablecoin, un’opzione di posticipo fiscale quinquennale per le ricompense da staking e mining, e l’estensione delle regole sulle wash‑sale agli asset digitali. Queste proposte mirano a ridurre l’incertezza normativa e a fornire strumenti pratici per la contabilizzazione e la tassazione delle transazioni in criptovalute.
Horsford ha inoltre rilevato che le versioni correnti del testo non prevedono esplicitamente l’accesso agli strumenti pensionistici, ma che questo rimane un obiettivo personale e politico per colmare il divario patrimoniale aiutando la pianificazione previdenziale tramite asset digitali.
Steven Horsford ha dichiarato:
“È qualcosa che voglio personalmente vedere, perché per ridurre il divario della ricchezza dobbiamo aiutare le persone a pianificare la pensione. Gli asset digitali possono essere uno strumento in questo senso.”
Sul fronte legislativo più ampio, Horsford ha affermato che i negoziati del Senato per far avanzare il CLARITY Act tra i senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks appaiono temporaneamente fermi. Interpellato sulla possibilità che una normativa bipartisan venga approvata prima delle elezioni di novembre, ha evitato di fissare scadenze prefissate, preferendo insistere sulla necessità di evitare soluzioni affrettate che possano generare conseguenze indesiderate.
Steven Horsford ha dichiarato:
“Non si tratta tanto di una tempistica quanto di fare le cose per bene. Si può accelerare e approvare una legge con conseguenze non intenzionate che poi sarà difficile correggere.”
Contesto normativo e fiscale
La discussione sul trattamento fiscale delle criptovalute è centrale perché la classificazione come reddito o plusvalenza determina tempistiche di tassazione, modalità di dichiarazione e livelli d’imposizione. Un quadro normativo chiaro riduce il rischio di contenziosi, facilita la compliance delle imprese e incoraggia l’adozione da parte di operatori tradizionali come banche e gestori patrimoniali.
La proposta di un regime di posticipo fiscale per le ricompense da staking e mining potrebbe modificare il comportamento degli investitori, incentivando l’accumulo e la partecipazione a network crittografici, mentre l’estensione delle regole sulle wash‑sale limiterebbe pratiche di danno fiscale basate su vendite e riacquisti ravvicinati.
Implicazioni politiche e di mercato
La dinamica bipartisan tra membri del House e del Senato riflette la complessità di armonizzare interessi contrastanti: da una parte la necessità di proteggere consumatori e piccole imprese, dall’altra l’esigenza di non soffocare l’innovazione tecnologica. In assenza di un accordo complessivo, misure circoscritte come quelle proposte dal PARITY possono funzionare come base stabile per interventi successivi.
Per il mercato, la certezza normativa tende a ridurre il premio di rischio associato agli asset digitali e ad attrarre capitale istituzionale. Allo stesso tempo, disposizioni fiscali più favorevoli per piani pensionistici basati su criptovalute potrebbero ampliare la platea di investitori retail orientati al lungo periodo.
Prospettive pratiche per operatori e risparmiatori
Per aziende italiane che forniscono servizi di pagamento e per esercenti, un test chiaro sul costo fiscale delle transazioni in stablecoin permetterebbe una contabilizzazione più semplice e una riduzione dei costi di compliance. Per gli investitori, la possibilità di posticipare la tassazione sulle ricompense da staking può influire sulle decisioni tra realizzo immediato e reinvestimento.
Infine, l’estensione delle regole anti‑abuso come le wash‑sale richiederà adeguamenti nei sistemi di reporting e nel monitoraggio delle operazioni, con possibili ricadute sui consulenti fiscali e sulle piattaforme di scambio che dovranno aggiornare procedure e software per la conformità.
In sintesi
- Un quadro fiscale più definito per le criptovalute ridurrà l’incertezza e potrebbe abbassare il costo del capitale per progetti blockchain, favorendo investimenti istituzionali anche in Europa e in Italia.
- La possibilità di posticipare la tassazione su ricompense da staking e mining può incentivare strategie di lungo termine, con effetti su liquidità dei mercati e sulla domanda di servizi custodial sicuri.
- L’estensione delle regole sulle wash‑sale richiederà adeguamenti operativi per piattaforme e consulenti fiscali, generando opportunità per fornitori di compliance e software contabili.
- Per i risparmiatori italiani, l’inclusione degli asset digitali in piani pensionistici potrebbe contribuire a diversificare le posizioni e a colmare parte del divario patrimoniale, a condizione che vengano definite salvaguardie adeguate.