Infortuni: Lombardia paga 6 miliardi l’anno tra costi economici e sociali

Gli infortuni sul lavoro non sono solo una questione di sicurezza e di diritti: rappresentano anche un peso economico e sociale rilevante. Secondo il report intitolato «Non sicurezza, quanto mi costi?» presentato da Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia, la stima per la sola Lombardia supera i 6 miliardi di euro l’anno per il periodo considerato, con un incremento del 2,4% rispetto all’anno precedente.

Lo studio prende in esame il periodo che va da marzo 2025 a febbraio 2026 e quantifica i costi suddividendoli in voci distinte: costi diretti, costi indiretti e costi intangibili. Tra i primi rientrano la copertura delle assenze per malattia e la perdita di reddito; tra i secondi l’interruzione della produzione, il ricorso agli straordinari e il supporto alle famiglie; tra gli ultimi il danno d’immagine per l’azienda e gli effetti psicologici sui lavoratori.

Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia rappresenta 274 cooperative attive nel settore del facility management, con circa 39.000 soci, 12.271 occupati e un fatturato complessivo vicino a 1 miliardo di euro. Il report è stato presentato in occasione dell’Assemblea che ha eletto come guida federale Nino Aiello, responsabile HR di CSA Mantova, una realtà cooperativa con oltre 1.500 soci lavoratori.

Nino Aiello ha spiegato:

“La sicurezza sul lavoro va vista come un investimento imprescindibile per proteggere le persone e garantire la sostenibilità delle imprese. I numeri mostrano che il prezzo degli infortuni, sia in termini economici sia umani, resta molto elevato. Dobbiamo promuovere una cultura della prevenzione fondata su formazione, innovazione e responsabilità condivisa.”

Il report sottolinea come interventi strutturali — manutenzione degli impianti, misure preventive, certificazioni, dispositivi di protezione collettiva e individuale, e formazione continua — debbano essere interpretati come investimenti. Le stime indicano che ogni euro speso in sicurezza può generare un ritorno superiore al doppio dell’investimento iniziale, attraverso minori assenze, maggiore produttività e riduzione dei costi indiretti.

Dettagli territoriali

Nel periodo rilevato la provincia di Milano presenta il numero più alto di denunce di infortunio con 36.784 casi, seguita da Brescia con 15.836 e Bergamo con 12.664. Gli aumenti percentuali più marcati si osservano nelle province di Brescia (+5,5%) e Lodi (+5,1%), mentre riduzioni significative emergono a Mantova (-3,9%) e Cremona (-1,7%).

Settori e fasce d’età

Per comparti produttivi, il settore terziario registra 28.666 denunce ed è il più esposto insieme al settore industriale con 26.979 denunce. Per classi d’età, il maggior numero di segnalazioni riguarda i lavoratori tra i 50 e i 59 anni (22.955) e gli under 20 (21.866), ma gli incrementi percentuali più evidenti rispetto all’anno precedente riguardano gli over 60 (+9,7%) e gli under 20 (+5,2%).

Infortuni mortali

Nel periodo analizzato sono stati registrati 148 infortuni mortali, con una diminuzione complessiva del 13% rispetto all’anno precedente. Tuttavia emergono forti oscillazioni territoriali: la provincia di Sondrio segnala un aumento del 66% sui casi mortali, mentre Pavia mostra il miglioramento più marcato con una riduzione del 68%. La provincia di Milano concentra il maggior numero assoluto di decessi (45 casi) e registra comunque una crescita del 9%; le province di Lecco e Mantova non riportano variazioni rilevanti.

Implicazioni economiche e politiche

L’entità della stima evidenzia effetti a catena sul sistema produttivo e sui conti pubblici: maggiori spese per prestazioni sociali, aumento dei premi assicurativi e perdita di capacità produttiva incidono sulla competitività delle imprese, in particolare delle PMI e delle cooperative che operano nei servizi. Per il settore pubblico il peso si traduce in maggiore impegno per la sanità e il welfare locale.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche e della regolazione, gli interventi più efficaci combinano norme più stringenti con incentivi fiscali per la prevenzione, programmi di formazione obbligatoria e verifiche periodiche sugli impianti. Incentivare la certificazione e l’adozione di tecnologie di sicurezza può ridurre il costo sociale complessivo e sostenere la domanda di servizi e prodotti legati alla salute sul lavoro.

Implicazioni per investitori e mercato

Per gli investitori si aprono opportunità nei segmenti legati alla prevenzione: formazione specialistica, servizi di manutenzione, dispositivi di protezione avanzati e soluzioni digitali per il monitoraggio della sicurezza rappresentano mercati con potenziale di crescita. Le cooperative del facility management potrebbero rafforzare il proprio ruolo offrendo pacchetti integrati di prevenzione e compliance normativa.

Inoltre, la valutazione del ritorno sull’investimento in sicurezza — che il report indica come superiore al doppio per ogni euro speso — può essere utilizzata dalle aziende per giustificare piani di spesa capitali mirati e per negoziare condizioni assicurative migliori, riducendo il premio medio nel medio-lungo termine.

Azioni pratiche suggerite

Dal punto di vista operativo le aziende e le istituzioni possono adottare misure concrete: prioritizzare la manutenzione preventiva degli impianti, investire in formazione continua rivolta ai gruppi anagrafici più a rischio, implementare piani di monitoraggio digitale e promuovere accordi territoriali che incentivino la sicurezza attraverso sussidi e sgravi fiscali per le imprese che certificano i propri sistemi di gestione della sicurezza.

In sintesi

  • La rilevanza economica degli infortuni apre spazi di mercato per servizi e tecnologie di prevenzione; investire in questi segmenti può generare ritorni sostenibili per le imprese e per gli operatori specializzati.
  • Per gli investitori, la domanda strutturale di formazione, manutenzione e dispositivi di protezione rende il settore della sicurezza sul lavoro un’opportunità nei portafogli orientati all’infrastruttura sociale e ai servizi alle imprese.
  • Ridurre gli infortuni implica benefici per la finanza pubblica e per la competitività delle imprese italiane: politiche di incentivazione mirate potrebbero abbattere costi indiretti e migliorare la produttività territoriale.


Author: Tony
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