Bitcoin sfonda i 78.000 dollari, ETH, SOL e DOGE in rialzo dopo il via libera del Senato al Clarity Act sui rendimenti

Il S&P 500 ha chiuso ancora una volta a un nuovo massimo storico, mentre bitcoin ha effettuato un altro tentativo verso la soglia dei 80.000 dollari nella giornata di sabato.

Durante le ore asiatiche bitcoin è stato scambiato intorno a 78.180 dollari, segnando un progresso settimanale vicino allo 0,8% e riprendendosi dal minimo di mercoledì vicino a 75.500 dollari, scaturito da notizie su un’escalation militare in Iran.

Il rimbalzo è avvenuto sullo sfondo di report che indicavano come Teheran avesse inoltrato a Washington una nuova proposta di cessate il fuoco tramite il Governo del Pakistan, notizia che ha inciso anche sui mercati dell’energia: il petrolio WTI è sceso di quasi il 3% fino a poco sopra i 102 dollari al barile.

Performance dei mercati azionari

Le azioni hanno avuto una settimana decisamente positiva: il S&P 500 ha chiuso venerdì in rialzo dello 0,3% a un nuovo massimo storico, segnando la quinta settimana consecutiva di guadagni grazie ai risultati superiori alle attese delle grandi società tecnologiche.

Il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,9% e ha anch’esso raggiunto un record. Tra i titoli più rilevanti, Apple è salita del 3,2% dopo aver fornito prospettive sui ricavi migliori del previsto, mentre Oracle ha segnato un +6,5% dopo aver annunciato di far parte delle aziende che collaborano con le reti classificate del Dipartimento della Difesa statunitense.

Un passo politico rilevante per le stablecoin

Sul fronte regolamentare è arrivato un svilupppo importante: il Senato ha pubblicato il testo del compromesso noto come Clarity Act, ponendo fine a mesi di trattative tra operatori crypto e rappresentanti del settore bancario.

La proposta, frutto del lavoro dei senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks, vieterebbe agli emittenti di stablecoin di offrire rendimenti basati esclusivamente sul semplice possesso di riserve, ma lascerebbe spazio a programmi di ricompensa strutturati come incentivi all’utilizzo delle piattaforme.

La principale società coinvolta nelle trattative, Coinbase, ha espresso immediatamente sostegno al testo.

Paul Grewal ha dichiarato:

“Il linguaggio preserva ricompense basate sull’attività, legate a una reale partecipazione sulle piattaforme e sulle reti crypto, che è ciò che il settore bancario aveva richiesto.”

Con la pubblicazione del testo il markup in Commissione Bancaria del Senato può procedere: si tratta dell’audizione formale in cui il disegno di legge viene discusso e potenzialmente emendato, passaggio necessario perché la normativa possa avanzare ulteriormente nel processo legislativo.

Il provvedimento prevede inoltre che il Treasury e la CFTC abbiano un anno dalla sua entrata in vigore per emanare regole dettagliate su ciò che le imprese crypto possono o non possono offrire in termini di prodotti che generano rendimento.

Visione degli operatori e dinamiche di mercato

Dal lato degli operatori privati, Daniel Reis-Faria, amministratore delegato di ZeroStack, ha osservato che la negoziazione laterale di bitcoin rispecchia più un’incertezza macroeconomica generale che una debolezza specifica del settore crypto.

Daniel Reis-Faria ha dichiarato:

“Il fatto che bitcoin resti sotto la soglia dei 78.000 dollari non riguarda tanto la crypto in sé in questo momento, quanto ciò che sta accadendo nel mercato più ampio. La Fed che mantiene i tassi non è stata una sorpresa, ma non c’è una direzione chiara su cosa accadrà dopo, e questo frena l’ingresso degli investitori.”

“Non significa che le istituzioni stiano abbandonando il mercato, semplicemente non stanno aumentando l’esposizione. Se i flussi dovessero riprendere, specialmente da parte delle istituzioni o tramite ETF, bitcoin potrebbe salire rapidamente.”

Reis-Faria ha indicato i deflussi dagli ETF e una domanda più debole come segnali evidenti: la mancanza di afflusso netto impedisce un’accelerazione dei prezzi nonostante la base degli investitori rimanga presente.

Andamento delle principali criptovalute

Le altre principali criptovalute hanno mostrato variazioni limitate: Ether si è mantenuto vicino a 2.310 dollari, XRP a 1,39 dollari e Solana intorno agli 84,57 dollari, tutte sostanzialmente piatte su base settimanale.

Il token che ha registrato la performance più evidente è stato Dogecoin, in aumento di quasi il 10% nella settimana fino a circa 0,105 dollari, con l’open interest sui futures che ha raggiunto un picco annuo nei giorni precedenti.

I potenziali catalizzatori per la prossima settimana

Il quadro che si presenta per l’avvio della prossima settimana rimane invariato rispetto alle settimane precedenti: bitcoin ha bisogno di un nuovo catalizzatore per rompere in modo deciso la soglia dei 78.000 dollari.

I fattori più plausibili che potrebbero innescare un movimento netto — maggiore chiarezza dalla Fed sulle prospettive dei tassi, una ripresa dei flussi verso gli ETF, o un miglioramento della situazione geopolitica nello stretto di Hormuz — al momento sono al di fuori del controllo diretto del mercato e rendono le prospettive di breve termine più dipendenti da eventi esterni.

In particolare, una riapertura o una de-escalation nello stretto di Hormuz avrebbe un impatto immediato sui prezzi del petrolio e, di conseguenza, su sentiment e flussi dei mercati finanziari globali.

Implicazioni per gli investitori

Per gli investitori italiani, la combinazione di rafforzamento degli indici azionari statunitensi e incertezza su catalyst specifici per le crypto suggerisce prudenza: diversificazione e attenzione ai flussi istituzionali restano elementi chiave nella gestione del rischio.

La possibile emanazione di regole dettagliate da parte del Treasury e della CFTC indica che gli operatori del settore avranno linee guida più chiare entro un anno dall’eventuale approvazione, ma nel frattempo la fase di transizione può generare volatilità normativa e di mercato.

Conclusione

In assenza di un catalizzatore determinante, i mercati potrebbero continuare a muoversi in un range ristretto: il contesto macro e le evoluzioni normative saranno i fattori principali da monitorare per valutare eventuali opportunità d’ingresso o di ribilanciamento del portafoglio.

In sintesi

  • La persistenza di nuovi massimi azionari riflette un appetito al rischio sostenuto dalle big tech; per gli investitori italiani questo suggerisce opportunità selettive nei settori a maggior esposizione all’innovazione.
  • Il testo del Clarity Act riduce l’incertezza regolatoria sulle stablecoin, ma la fase di messa a punto delle regole da parte del Treasury e della CFTC può generare volatilità temporanea utile per strategie di trading tattico.
  • I flussi verso gli ETF e l’interesse istituzionale restano il principale indicatore da monitorare: un ritorno di capitale istituzionale potrebbe accelerare un rialzo di bitcoin e dei principali token.
  • La dipendenza dei mercati dalle condizioni geopolitiche ed energetiche (ad esempio un miglioramento nello stretto di Hormuz) conferma l’importanza di considerare scenari macro e di approccio difensivo per proteggere portafogli esposti a materie prime e criptovalute.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.