Bitcoin rimbalza grazie agli utili delle big tech, ma restano pressioni a breve termine – Crypto Daily
- 1 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha registrato un aumento fino a circa 77.400 dollari, muovendosi al rialzo insieme ad altri asset rischiosi dopo che i risultati trimestrali delle principali società tecnologiche statunitensi hanno contribuito a stabilizzare il mercato.
I rapporti trimestrali di Apple, della controllante di Google Alphabet, Microsoft, Meta e Amazon hanno mostrato una crescita dei ricavi a doppia cifra, ridando fiducia agli investitori nel tema dell’intelligenza artificiale e spingendo acquisti di sollievo sia in azioni sia in criptovalute.
Tuttavia, il recupero appare più come una reazione di sollievo che come la prova definitiva di un nuovo trend rialzista: flussi istituzionali, segnali di politica monetaria e fattori geopolitici restano elementi di rischio che mantengono il mercato volatile.
La piattaforma di scambio Mercado Bitcoin ha rilevato come il mercato stia affrontando pressioni a breve termine dovute a fattori strutturali contrastanti, tra cui minori speranze di tagli dei tassi, deflussi da ETF e un aumento del rischio geopolitico.
Mercado Bitcoin said:
“Il mercato sta trattando pressioni nel breve termine con fattori strutturali ancora misti, inclusa la riduzione delle attese sui tagli dei tassi, deflussi dagli ETF e un aumento del rischio geopolitico.”
Nel corso della settimana i prezzi delle criptovalute sono rimasti relativamente sostenuti nonostante un forte rialzo del petrolio e deflussi superiori ai 400 milioni di dollari dai ETF bitcoin spot mentre si chiudeva il mese.
L’andamento del greggio resta un fattore critico: un aumento dei prezzi dovuto al conflitto in Iran o ad interruzioni nello Stretto di Hormuz potrebbe alimentare l’inflazione e indurre le banche centrali a essere più prudenti nel ridurre i tassi, rendendo più attraenti liquidità e obbligazioni rispetto agli asset rischiosi come le criptovalute.
La Federal Reserve ha mantenuto i tassi nell’intervallo 3,50%-3,75% durante l’ultima riunione, una decisione accompagnata da quattro voti contrari — il numero più alto dal 1992 — che ha indotto i mercati a rivedere le aspettative sulla politica monetaria.
Rony Szuster, responsabile della ricerca di Mercado Bitcoin, said:
“Nel breve termine il mercato dovrebbe restare volatile e molto reattivo ai dati economici. Nel medio termine la struttura dipenderà dalla stabilizzazione dei flussi istituzionali e dal percorso della politica monetaria globale.”
La presidenza di Jerome Powell alla Federal Reserve terminerà il 15 maggio; per la riunione di giugno è atteso alla guida del FOMC Kevin Warsh, figura nota per una propensione a politiche monetarie più restrittive. Questo cambiamento può generare ulteriore volatilità sui mercati, soprattutto se i partecipanti al mercato rivedono le probabilità di nuovi rialzi o di ulteriori pause.
Dal punto di vista tecnico, la soglia chiave rimane intorno a 80.000 dollari: una rottura sostenuta sopra quel livello potrebbe richiamare nuovi compratori, mentre un fallimento nel superarla rischia di scatenare vendite da posizioni leva che si smobilizzano. La fascia di prezzo appare attualmente compresa tra la media mobile esponenziale a 200 giorni (attorno a 68.000 dollari) e la resistenza citata.
Sul grafico settimanale si osservano segnali iniziali di divergenza rialzista dell’RSI — il prezzo ha segnato un minimo più basso mentre l’indicatore è rimasto su livelli più alti — ma tale segnale necessita della conferma con una chiusura settimanale superiore per considerarsi valido.
Gli operatori dovrebbero continuare a monitorare i dati macroeconomici, i flussi dagli ETF, la domanda istituzionale e l’evoluzione geopolitica, poiché ciascuno di questi fattori può alterare rapidamente il contesto di rischio e le valutazioni degli asset digitali.
In sintesi
- La sensibilità del mercato alle trimestrali tech indica che le notizie settoriali possono temporaneamente guidare la domanda di bitcoin, ma la sostenibilità del rialzo dipende dai flussi istituzionali e dalle aspettative sui tassi.
- L’aumento del prezzo del petrolio rappresenta un rischio inflazionistico che potrebbe ritardare o ridurre la probabilità di tagli dei tassi, rendendo obbligazioni e liquidità più competitive rispetto agli asset rischiosi.
- Per gli investitori italiani, la combinazione di volatilità di breve termine e incertezza politica-monetaria richiede gestione del rischio attiva: considerare strategie di copertura, diversificazione e attenzione all’esposizione leva.
- Il cambio alla guida del FOMC e i deflussi dagli ETF sono variabili da seguire con attenzione; un peggioramento dei flussi istituzionali potrebbe comprimere i prezzi, creando opportunità di acquisto solo per portafogli con orizzonte e tolleranza al rischio adeguati.