Piano strategico per garantire il rispetto dei requisiti di capitale entro il 2028

A fine 2025 Bff non soddisfaceva pienamente alcuni requisiti patrimoniali stabiliti dalla vigilanza: il total capital ratio era del 12,31% rispetto al minimo regolamentare del 13,3%, mentre il coefficiente Trea per il requisito Mrel risultava pari al 22,07%, superiore al valore regolamentare del 20% ma inferiore di 123 punti base considerando anche le riserve addizionali di capitale. Il consiglio di amministrazione ha pertanto presentato a Bankitalia un piano di azioni correttive e ha attivato il Recovery Plan per rafforzare il presidio patrimoniale.

Bff ha comunicato:

“un piano di conservazione del capitale”

“attivato il Recovery Plan al fine di garantire un maggior presidio ed efficacia delle azioni rimediali”

Dettagli sulla posizione patrimoniale e le proiezioni

Secondo le ricostruzioni fornite dalla stessa banca, la valutazione della continuità aziendale è stata effettuata tenendo conto dei deficit rilevati sui requisiti patrimoniali e delle riserve addizionali connesse al requisito Mrel al 31 dicembre 2025. Le proiezioni interne indicano che, anche senza misure straordinarie, nel 2026 e nel 2027 non sarebbero previsti shortfall patrimoniali al di sotto dei requisiti Srep, mentre per il 2028 è stimato uno scostamento potenziale principalmente a causa dell’applicazione progressiva del calendar provisioning sui crediti classificati come past due.

Bff ha spiegato:

“La valutazione della continuità aziendale tiene conto dei breach del total capital ratio e delle riserve di capitale da detenere in aggiunta al requisito Mrel Trea al 31 dicembre 2025.”

Azioni previste e ruolo degli advisor

Per prevenire le possibili carenze attese per il 2028, il piano del gruppo prevede una serie di iniziative di rafforzamento: scenari alternativi di ripristino patrimoniale, valorizzazione di portafogli e di singoli asset, e l’utilizzo di operazioni di cartolarizzazione o nuove modalità operative nel settore del factoring. Tali misure sono studiate anche con il supporto di consulenti finanziari di primo piano.

Bff ha precisato:

“ha predisposto singole iniziative di ripristino e scenari alternativi – anche con il supporto di primari advisor”

Nel contesto del processo di valutazione delle opzioni strategiche e del potenziale sviluppo del modello di business, la banca ha nominato Mediobanca e Morgan Stanley come advisor finanziari. Inoltre, JP Morgan e PwC continuano a fornire consulenza nell’ambito di una possibile cartolarizzazione di portafogli. Il coinvolgimento di questi soggetti è finalizzato a massimizzare la creazione di valore per gli stakeholder e a esplorare soluzioni che possano rafforzare la posizione patrimoniale senza compromettere la continuità operativa.

Prospettive operative e rischi

Lo schema di interventi delineato punta a ridurre la probabilità di dover ricorrere a misure più intrusive, come aumenti di capitale non voluti o cessioni di attività a condizioni penalizzanti. Tuttavia, rimane elevata l’incertezza sulle tempistiche e sull’efficacia delle soluzioni proposte: operazioni di cartolarizzazione richiedono mercato, struttura legale e possibili garanzie, mentre la valorizzazione di asset dipende dalla domanda di investitori istituzionali e dalle condizioni dei prezzi.

Il consiglio di amministrazione di Bff ha affermato:

“nonostante la significativa incertezza che caratterizza le predette iniziative, la banca continuerà ad operare come un’entità in funzionamento in un futuro prevedibile e hanno quindi predisposto il presente bilancio nel presupposto della continuità aziendale”

Dal lato della vigilanza, Bankitalia valuterà il piano presentato e le misure di rafforzamento, anche in relazione ai tempi di implementazione e all’adeguatezza delle garanzie offerte. Sul mercato, gli operatori monitoreranno gli sviluppi per valutare l’impatto su prezzi delle azioni, costo del funding e rapporto con controparti e clienti.

Nei prossimi mesi saranno quindi cruciali le decisioni strategiche sugli asset da valorizzare, la struttura delle eventuali cartolarizzazioni e l’esito delle negoziazioni con advisor e investitori. Un esito positivo potrebbe ristabilire i requisiti patrimoniali senza ricorrere a soluzioni di emergenza; al contrario, ritardi o risultati inferiori alle attese potrebbero rendere necessarie azioni più invasive.

In sintesi

  • La necessità di ricorrere a cartolarizzazioni o alla valorizzazione di portafogli potrebbe offrire opportunità per investitori specializzati, ma richiederà tempo e condizioni di mercato favorevoli per migliorare realmente i ratio patrimoniali.
  • Gli sviluppi influiranno sul costo della raccolta e sul prezzo delle azioni: una rapida e credibile esecuzione del piano ridurrebbe il premio per il rischio percepito dagli investitori, mentre ritardi aumenterebbero la volatilità.
  • Per il sistema bancario italiano, il caso evidenzia la crescente attenzione della vigilanza sui requisiti Mrel e sulle riserve addizionali, sottolineando l’importanza di piani di capitale proattivi per preservare la stabilità finanziaria.
  • Per gli investitori retail e istituzionali italiani, il monitoraggio delle tempistiche e dei partner scelti per le operazioni di rafforzamento sarà determinante per valutare la sostenibilità del modello di business di Bff nel medio termine.