Il mondo crypto è costruito per agenti di intelligenza artificiale, non per gli esseri umani secondo l’amministratore delegato di Alchemy

Il sistema finanziario moderno è stato pensato per esseri umani: organizzato in base ai vincoli della vita quotidiana come la geografia, i cicli di sonno, la documentazione cartacea e la presenza fisica. Con la progressiva entrata in gioco dei agenti AI come partecipanti economici, quel progetto umano-centrico rischia di diventare un freno, non più un punto di forza.

Nikil Viswanathan ha detto:

“Si può sostenere che la crypto sia stata costruita per gli agenti AI, non per gli esseri umani.”

La discrepanza è evidente: le banche hanno orari di apertura perché sono fatte per persone; i pagamenti sono legati a paesi perché le persone vi risiedono; le carte di credito presuppongono identità e presenza fisica. Gli agenti AI, invece, funzionano in modo diverso: non dormono, non hanno una residenza fissa, non entrano in filiali e non portano carte. E, sempre più spesso, non si limitano ad assistere nelle attività: effettuano transazioni autonome.

Nikil Viswanathan ha detto:

“Tutte le transazioni per gli agenti sono online. Sono intrinsecamente globali.”

Perché la cripto può diventare l’infrastruttura nativa

Secondo Viswanathan, è proprio in questo contesto che la cripto smette di essere un’alternativa e diventa l’infrastruttura nativa per una nuova tipologia di attore economico. La possibilità di spostare valore con la stessa facilità con cui si trasferiscono dati risponde alle esigenze di entità che operano 24/7, senza limiti geografici.

Alchemy è una società che fornisce infrastrutture per la blockchain, offrendo API, servizi di nodo e dati che supportano applicazioni decentralizzate, token non fungibili e giochi. Questi strumenti permettono a sviluppatori e imprese di costruire prodotti onchain senza doversi occupare direttamente delle complessità tecniche sottostanti.

Un sistema costruito per l’utente sbagliato

La finanza tradizionale presuppone attrito: trasferire denaro all’estero implica cambi, intermediari, ritardi e commissioni. Per un essere umano questa lentezza è spesso tollerabile; per un agente digitale è invece inaccettabile. Gli agenti richiedono trasferimenti seamless attraverso confini, operativi in ogni momento, spesso in micro-porzioni di valore. Servono programmabilità, controllo diretto del denaro tramite codice e sistemi non dipendenti dall’infrastruttura fisica o dall’identità tradizionale.

Nikil Viswanathan ha detto:

“La crypto è l’infrastruttura globale per il denaro di cui gli agenti hanno bisogno.”

La complessità che diventa vantaggio

Ciò che rende la cripto difficoltosa per gli umani — frasi seed, chiavi private, interazione diretta con il codice — è esattamente ciò che la rende potente per le macchine. Gli agenti AI operano nativamente in linguaggi binari e logiche programmatiche; per loro, l’ecosistema crittografico è naturalmente compatibile.

Nikil Viswanathan ha detto:

“Gli agenti leggono zeri e uno. Quello è il loro linguaggio nativo. È anche il linguaggio della crypto.”

Verso un sistema finanziario governato dagli agenti

Nel futuro immaginato da Viswanathan, gli agenti AI si porranno sopra l’infrastruttura cripto, automatizzando la gestione di portafogli, l’esecuzione di transazioni e l’ottimizzazione dei flussi di capitale in tempo reale. Questo permetterà alle persone di mantenere il controllo sui propri fondi ma delegare l’esecuzione operativa a codice affidabile.

Nikil Viswanathan ha detto:

“Puoi scrivere codice per gestire un wallet crypto. Non puoi scrivere codice per gestire un conto bancario nello stesso modo.”

Il risultato atteso è un sistema finanziario più globale, programmabile e autonomo, con strati: la base composta da finanza tradizionale e crypto, uno strato di agenti che opera sopra e un’interfaccia umana che permette il controllo e la supervisione.

Implicazioni normative e per il mercato italiano

La transizione verso un’infrastruttura orientata agli agenti solleva interrogativi pratici e normativi. In Europa e in Italia, enti come la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea avranno un ruolo chiave nel definire regole su AML/KYC, custodia dei fondi, responsabilità civile e tassazione delle transazioni automatizzate. Le normative esistenti, come PSD2 e il quadro SEPA, facilitano l’innovazione dei pagamenti ma non sono pensate per entità non umane che operano autonomamente e in micro-transazioni globali.

Dal punto di vista del mercato, la diffusione di agenti che usano infrastrutture onchain potrebbe aumentare la domanda per servizi di infrastruttura, custody, oracle e stablecoin. Allo stesso tempo, gli operatori tradizionali come banche e fintech potrebbero dover ripensare prodotti e modelli di revenue per competere su rapidità, costi e programmabilità.

Per gli investitori, la maggiore adozione di infrastrutture onchain e strumenti per agenti automatizzati rappresenta opportunità nei segmenti infrastrutturali (nodi, API, sicurezza) e nei servizi di compliance onchain. Va però considerato il rischio di volatilità degli asset sottostanti e l’incertezza regolamentare, che può ridurre l’appetibilità di soluzioni native fino a quando non si stabilizzeranno regole chiare.

Conclusioni operative

La convergenza tra AI e crypto non significa l’immediata scomparsa delle banche o dei sistemi tradizionali, ma suggerisce una complessiva ricomposizione dei ruoli: infrastrutture onchain per valori programmabili, layer di agenti per l’esecuzione automatica e interfacce umane per controllo e governance.

Per l’ecosistema italiano, la sfida sarà duplice: favorire l’innovazione e la nascita di nuovi servizi, tutelando al tempo stesso consumatori e stabilità finanziaria tramite regole aggiornate e interoperabilità tra sistemi onchain e offchain.

In sintesi

  • La crescita degli agenti AI come attori economici rende la crypto più rilevante: offre un livello finanziario globale e programmabile che può superare i limiti della finanza tradizionale.
  • I principali benefici ricadranno sulle infrastrutture onchain e sui servizi di custodia e compliance, che vedranno potenziale crescita della domanda ma richiederanno robuste soluzioni di sicurezza.
  • Per l’Italia, la transizione comporta opportunità per fintech e sviluppatori locali, ma richiede un intervento regolatorio proattivo da parte della Banca d’Italia e delle autorità europee per includere gli agenti non umani nei quadri normativi.
  • Gli investitori dovrebbero valutare attentamente l’esposizione a infrastrutture cripto e stablecoin, bilanciando rendimento potenziale e rischio regolamentare in un mercato in rapida evoluzione.