Come l’ipo da 75 miliardi di dollari di SpaceX potrebbe prosciugare la liquidità che ha sostenuto il bitcoin
- 25 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Tra sei settimane è atteso uno dei debutti azionari più ingombranti della storia, e nel medesimo bacino di liquidità risiede anche il capitale che alimenta le criptovalute.
SpaceX ha depositato un modulo S-1 confidenziale alla SEC all’inizio del mese, puntando a raccogliere circa 75 miliardi di dollari con una valutazione intorno a 1,75 trilioni di dollari.
Se l’offerta si prezzasse vicino a quella soglia nella quotazione prevista per giugno, supererebbe di oltre 2,5 volte il record stabilito da Saudi Aramco nel 2019 (29 miliardi di dollari), diventando il più grande debutto in Borsa mai registrato. Gli indicatori di mercato, come quelli offerti da Polymarket, assegnano attualmente una probabilità del 65% a una quotazione a giugno e del 53% a un market cap di chiusura del primo giorno superiore a 2.000 miliardi di dollari.
La possibilità che questa ondata non sia isolata è concreta: il creatore di ChatGPT, OpenAI, sta considerando una quotazione nel quarto trimestre con una valutazione vicina a 1.000 miliardi, mentre Anthropic starebbe pianificando un debutto ad ottobre che potrebbe raccogliere oltre 60 miliardi. Secondo le stime di PitchBook, se questi tre eventi arriveranno sui mercati pubblici entro l’anno, tra giugno e dicembre potrebbero affluire oltre 240 miliardi di dollari — una cifra che, a loro avviso, supera la somma di tutte le IPO statunitensi venture-backed dal 2000.
Alex Good ha detto:
“Dopo l’IPO di SpaceX, penso che si inizi a diventare molto ribassisti sulle azioni. È il momento ‘Solana 300 dollari’. Ora siamo in una fase di massima offerta: ogni banca d’investimento farà upgrade su tutti i titoli legati all’intelligenza artificiale perché incasseranno commissioni molto elevate da queste IPO.”
La sintetizzazione proposta da Alex Good, fondatore del progetto crypto-AI Post Fiat e intervistato da CounterParty TV, illustra il meccanismo operativo: un cluster di grandi quotazioni concentrato in pochi mesi può essere preceduto da un ottimismo coordinato delle banche che gestiscono le operazioni — spesso utile per stimolare la domanda — e seguito da una rotazione del capitale fuori da altre aree di mercato.
Già a febbraio MSCI, l’ente che costruisce molti degli indici di riferimento seguiti dai portafogli istituzionali, aveva modellato scenari in cui grandi IPO di megacapitalizzazioni potrebbero generare deflussi indotti dagli indici misurabili in miliardi, effetti di rotazione settoriale tra i benchmark globali e una compressione della liquidità in tutto ciò che non rientra nelle nuove quotazioni.
Le criptovalute condividono lo stesso “risk-on liquidity pool” che finanzia titoli tecnologici e legati all’AI. Negli ultimi cicli il Bitcoin, l’ether e le principali valute digitali hanno mostrato una correlazione crescente con il Nasdaq e lo S&P 500. Quando il capitale speculativo si sposta verso allocazioni destinate a grandi IPO, parte di quel capitale smette di sostenere attivi ad alto beta, incluse le crypto.
Un precedente storico alimenta la cautela: la quotazione di Coinbase del 14 aprile 2021 avvenne nel culmine del ciclo del Bitcoin. Quel giorno il Bitcoin raggiunse il suo massimo storico intorno a 64.800 dollari e in sei settimane avviò un drawdown del 50%. Molti operatori che interpretarono l’IPO di Coinbase come la prova di una “mainstreamizzazione” della crypto videro poi il capitale istituzionale ruotare fuori dall’asset class. La lezione pratica è che milestone istituzionali tendono a coincidere con picchi, perché lo stesso capitale che insegue il “traguardo” spesso era quello che manteneva i prezzi elevati.
Pur non essendo una società crypto, la quotazione di SpaceX presenta due elementi che si connettono direttamente ai flussi verso le criptovalute. Il primo è l’allocazione retail: il 30% dell’offerta — circa 22 miliardi di dollari su 75 miliardi — è circa tre volte la quota retail tipica in operazioni di questa dimensione. Questo significa che una parte significativa di capitali al dettaglio destinati all’offerta non sarà disponibile per sostenere memecoin, altcoin o lo stesso Bitcoin.
Il secondo elemento è che SpaceX detiene 8.285 BTC, per un controvalore stimato intorno a 600 milioni di dollari, custoditi su Coinbase Prime. La quotazione diventa così il primo debutto pubblico di una società con una posizione bitcoin materialmente rilevante e dichiarata alla luce delle nuove regole di fair value contabili entrate in vigore alla fine del 2024: modalità di contabilizzazione che richiedono trasparenza sul valore di mercato degli asset digitali detenuti in bilancio.
Il segnale da monitorare nelle prossime settimane sarà dunque empirico e testabile: le crypto resistono durante la fase di roadshow in maggio-giugno o iniziano a scendere mentre gli allocatori liberano margine per la sottoscrizione di SpaceX? Un rally del Bitcoin che perdura attraverso il roadshow suggerirebbe invece che la domanda legata ai spot-ETF ha in parte disaccoppiato il mercato crypto dai flussi risk-on più ampi.
Il confronto con il 2021 non è perfetto: allora l’assorbimento fu di una singola società per 86 miliardi di capitalizzazione in un solo giorno; oggi l’evento SpaceX da 75 miliardi si inserisce in un mercato che ha avuto cinque anni per metabolizzare le dinamiche emerse in passato. Resta però un punto chiave: se il mercato non ha ancora internalizzato la lezione, sarà il comportamento dei flussi nelle sei settimane successive a dirlo.
Per il pubblico italiano e per gli investitori europei ci sono considerazioni pratiche da aggiungere. I gestori che replicano indici globali potrebbero essere costretti a ribilanciamenti che generano pressione sui titoli small e mid cap europei, e in particolare su quei segmenti del mercato che condividono caratteristiche di rischio e liquidità con le nuove quotazioni. Le banche che collocano le offerte incasseranno commissioni sostanziali: ciò può alimentare una fase di iperattività sul lato sell-side e, successivamente, una rotazione che amplifica la volatilità.
Dal punto di vista regolamentare e contabile, la maggiore rilevanza pubblica di società che detengono crypto spingerà ulteriormente le autorità europee e italiane a chiarire trattamenti fiscali, requisiti di disclosure e vigilanza sul reporting di asset digitali, con implicazioni per fondi pensione, asset manager e intermediari che offrono esposizione indiretta alle criptovalute.
In definitiva, il mercato entrerà in una finestra di stress test: si valuterà se la domanda per grandi IPO tecnologiche e legate all’AI sottrae capitale a segmenti più speculativi quali le crypto, oppure se l’entrata in scena di strumenti come gli ETF spot e la crescente integrazione tra mercati tradizionali e digitali cambierà la dinamica rendendo la correlazione meno stringente.
In sintesi
- La possibile concentrazione di grandi IPO entro pochi mesi può comprimere la liquidità disponibile per asset ad alto beta; gli investitori italiani dovrebbero valutare l’esposizione a titoli small/mid che potrebbero subire pressione di rotazione.
- La forte presenza retail nell’offerta di SpaceX e la sua detenzione di BTC introducono una componente di rischio specifica: potenziali vendite al dettaglio e disclosure contabili possono amplificare la volatilità del mercato crypto.
- Per i gestori istituzionali europei, la necessità di ribilanciare indici globali può tradursi in opportunità di acquisto per investitori pazienti, ma richiede attenzione alla gestione della liquidità e al rischio di squeezes temporanei.
- Le implicazioni regolamentari e fiscali legate alla presenza pubblica di società con criptovalute in bilancio potrebbero accelerare chiarimenti normativi in Europa, influenzando costi di compliance e criteri di investimento per fondi e intermediari italiani.