MicroStrategy (MSTR) sorpassa l’IBIT di BlackRock dopo acquisti aggressivi di BTC nel mercato orso

La società Strategy (MSTR) ha superato per la prima volta dall’inizio del secondo trimestre del 2024 il trust iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock per quantità complessiva di bitcoin detenuti, una svolta che ha rilevanza simbolica per il mercato delle criptovalute.

Con un acquisto recente — il terzo per ampiezza nella sua storia — Strategy ha aggiunto 34.164 BTC, portando il totale detenuto a 815.061 BTC. Al confronto, IBIT detiene 802.824 BTC, un divario superiore alle 12.000 unità che, pur non essendo significativo in termini relativi, sottolinea la rapidità di crescita registrata dall’ETF di BlackRock dalla sua immatricolazione.

Caratteristiche e differenze tra i veicoli

I due strumenti sono però molto diversi per natura e rischio. Strategy è una società operativa che accumula bitcoin ricorrendo a tecniche di ingegneria finanziaria, tra cui emissioni di capitale in modalità ATM, debito convertibile e l’utilizzo di titoli preferenziali perpetui come STRC. Questo approccio permette un’accumulazione con leva e introduce elementi di rischio aziendale e diluizione per gli azionisti.

Al contrario, IBIT è un spot ETF progettato semplicemente per replicare il prezzo del bitcoin, offrendo agli investitori un’esposizione diretta senza leva e senza i rischi connessi alla struttura societaria di un emittente che acquista e detiene attivamente criptovalute.

Performance e dinamiche recenti

Dal lancio a gennaio 2024 IBIT ha registrato una crescita del patrimonio e del prezzo che si traduce in una performance vicina al 55%, mentre Strategy ha messo a segno un rialzo complessivo di circa il 250%, alimentato proprio dalla sua struttura con leva. Durante la recente fase ribassista, in cui il bitcoin è sceso di oltre il 50% rispetto al massimo storico di ottobre, Strategy ha accelerato gli acquisti, aggiungendo quasi 80.000 BTC nel corso del 2026.

Il titolo preferenziale perpetuo STRC ha costituito una fonte di capitale scalabile che ha finanziato una parte rilevante di questo accumulo, consentendo alla società di incrementare rapidamente la propria esposizione. Nel frattempo, le partecipazioni di IBIT sono rimaste relativamente stabili, con flussi di gestione che hanno mostrato solo una lieve contrazione nel patrimonio complessivo.

Implicazioni per investitori e mercato

La competizione tra un veicolo societario a leva e un ETF passivo ha rilevanti conseguenze pratiche. Gli investitori istituzionali e retail devono valutare con attenzione l’esposizione desiderata: un approccio passivo tramite IBIT elimina la componente di rischio societario e la leva, mentre l’esposizione tramite Strategy può amplificare i rendimenti ma introduce rischio di bilancio, possibile diluizione e sensibilità a costi di finanziamento.

Dal punto di vista del mercato, la concentrazione di grandi portatori di BTC — siano essi fondi o società quotate — può influenzare la liquidità e la scoperta del prezzo. Operazioni rilevanti da parte di detentori con strategie finanziarie complesse possono aumentare la volatilità, soprattutto in fasi di stress dei mercati o di variazione improvvisa dei tassi di interesse che impattano il costo della leva.

Per il contesto italiano, la crescita degli ETF spot e l’emergere di attori che accumulano grandi quantità di bitcoin invitano a una riflessione sulle politiche di asset allocation di fondi pensione e sgr, sulla necessità di adeguati processi di due diligence e sulla scelta tra efficacia fiscale, custodia sicura e trasparenza del prodotto.

Rischi e opportunità

Tra i rischi principali figura la possibile pressione sui corsi nel caso in cui emittenti che operano con leva debbano liquidare posizioni per far fronte a impegni finanziari; d’altro canto, l’ingresso e l’espansione di ETF regolamentati favoriscono l’inclusione degli investitori istituzionali, migliorando la profondità e la credibilità del mercato del bitcoin.

Gli investitori interessati a esposizioni al bitcoin dovrebbero pertanto bilanciare la ricerca di rendimento con la comprensione dei meccanismi sottostanti: strumenti a leva possono offrire ritorni superiori in fasi rialziste ma aumentano esponenzialmente le perdite e le complessità gestionali in fasi avverse.

Prospettive e fattori da monitorare

Nei prossimi mesi sarà importante osservare i flussi netti verso gli ETF spot, le future emissioni o riduzioni di capitale da parte di società accumulatorie e l’evoluzione normativa a livello internazionale che potrebbe influenzare costi di custodia, requisiti patrimoniali e modalità di offerta dei prodotti legati alle criptovalute.

Inoltre, la reazione dei mercati tradizionali ai movimenti di grandi detentori di BTC e la correlazione con asset rischiosi rimarranno indicatori chiave per chi valuta un ingresso nel mercato o un ribilanciamento del portafoglio.

In sintesi

  • La prevalenza temporanea di Strategy su IBIT evidenzia come diverse strutture finanziarie possano influenzare rapidamente la distribuzione delle riserve di BTC, aumentando il potenziale di volatilità nei momenti di forte stress dei mercati.
  • Per gli investitori italiani, la scelta tra ETF spot e partecipazioni in società accumulatorie dipende dall’appetito per il rischio: gli ETF offrono trasparenza e semplicità, mentre le società con leva possono rappresentare un’esposizione più speculativa con implicazioni fiscali e di governance differenti.
  • L’espansione degli ETF regolamentati contribuisce alla maturazione del mercato delle criptovalute e può favorire l’ingresso di capitali istituzionali italiani, ma richiede un’attenta valutazione delle conseguenze sulla liquidità e sulla stabilità dei prezzi.