Aeroporto di Genova sotto la lente: due diligence per stabilirne il valore

L’aeroporto di Genova, nel corso del 2025, ha segnato un record storico con 1,57 milioni di passeggeri transitati, il miglior risultato mai registrato dallo scalo.

La società che gestisce lo scalo Cristoforo Colombo è controllata per il 60% dall’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona e per il 40% dalla Camera di commercio di Genova. Il management ha avviato un ambizioso piano di ammodernamento dell’aerostazione da 27,6 milioni di euro: la nuova ala Est, un intervento da circa 15 milioni, è stata inaugurata nel 2025; il resto del progetto, 12,6 milioni già finanziati, mira a una completa ristrutturazione dell’aspetto e delle funzionalità dell’aeroporto.

Il rilancio è stato avviato dopo un aumento di capitale da circa 3 milioni sottoscritto nel 2024 dall’Adsp (1,8 milioni) e dalla Cciaa (1,2 milioni). Resta però aperta la questione dell’ingresso di un partner privato industriale, dopo l’uscita di Aeroporti di Roma avvenuta due anni fa. Prima di questi interventi era stata completata anche la ristrutturazione della pista.

Paroli (Adsp): possibile bando per cessione di quote

Matteo Paroli ha detto:

“Stiamo completando la due diligence per definire il valore aziendale e valutare i prossimi passi in piena condivisione con la Camera di commercio. Vogliamo valorizzare al massimo questo asset strategico, arrivando a una valutazione aggiornata con la Cciaa. Stiamo considerando l’ipotesi di un bando che preveda la cessione di una quota e favorisca l’ingresso di partner privati e pubblici, come il Comune di Genova e la Regione Liguria, in un progetto di rilancio basato su un piano serio e concreto di investimenti.”

La valutazione e la possibile gara per cedere quote rispondono all’obiettivo di rendere lo scalo più attrattivo e finanziariamente solido, combinando capitali pubblici e privati. L’intento dichiarato è quello di valorizzare l’aeroporto oltre il ruolo di semplice ‘city airport’, sfruttando la sua posizione per servire un’area geografica più ampia.

Concessione in scadenza nel 2029 e struttura della compagine

Il rinnovo della concessione, in scadenza nel 2029, rappresenta un fattore chiave per definire i tempi e le modalità dell’ingresso di un partner privato. Il riassetto societario potrebbe portare alla presenza del Comune di Genova e della Regione Liguria nella compagine, con un ruolo ridimensionato per l’Autorità portuale e una riduzione della quota della Cciaa.

Enrico Musso ha detto:

“L’obiettivo di un aeroporto non è fare solo utile, ma aumentare il traffico; una volta completato il riassetto lo scalo potrà arrivare a una capacità di movimentazione di circa 3 milioni di passeggeri.”

Nell’esercizio 2025 la struttura ha registrato ricavi per 25,3 milioni di euro, in crescita rispetto ai 23,1 milioni del 2024; tuttavia l’Ebitda si è attestato a 1,5 milioni (era 2,3 milioni l’anno precedente) e l’utile netto è sceso a 105mila euro (da 255mila). Questi numeri riflettono investimenti e costi legati al piano di sviluppo, oltre alla naturale stagionalità del traffico aereo.

I segnali operativi sono però robusti: il traffico è cresciuto del 18,1% nel 2025 (era +4,3% nel 2024) e il primo trimestre del 2026 registra un incremento vicino al 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, indicativo di una tendenza strutturale. Le previsioni per l’estate 2026 mostrano oltre 1,37 milioni di posti disponibili, pari a un +10% sul 2025.

Tra le novità di rete che contribuiscono alla crescita figurano l’avvio di collegamenti con Budapest, Varsavia, Cracovia e Madrid, oltre alla presenza di una base di Aeroitalia con due aeromobili e nuove rotte stagionali. Secondo la direzione, il rafforzamento delle connessioni e il lavoro coordinato con il territorio sono elementi essenziali per consolidare l’attrattività di Genova e della Liguria.

Dal punto di vista infrastrutturale e di offerta commerciale, il completamento dei lavori all’aerostazione e l’eventuale ingresso di capitale privato rappresentano leve per aumentare la capacità, migliorare i servizi e rendere lo scalo più competitivo rispetto ad altri aeroporti regionali.

In sintesi

  • La crescita del traffico e la capacità prevista a regime suggeriscono opportunità di investimento in servizi aeroportuali, retail e logistica, con potenziale ritorno su investimenti legati all’aerostazione.
  • L’ipotesi di bando per la cessione di quote apre la porta a operatori industriali o fondi infrastrutturali: per gli investitori italiani può essere un’occasione per partecipare allo sviluppo del network ligure e diversificare il portafoglio nel trasporto regionale.
  • Il rinnovo della concessione nel 2029 sarà un elemento decisivo per la valutazione del rischio regolatorio; una governance più mista pubblico-privata potrebbe facilitare finanziamenti aggiuntivi e progetti di lungo periodo.