Saldi dei portafogli di accumulo ETH aumentano del 33%: il prezzo seguirà?

Ether (ETH) è tornato a quota 2.400 dollari, circa il 38% sopra il minimo recente di 1.750 dollari, sollevando il dubbio se si tratti di un movimento mosso soltanto da momentum o se emergano segnali di un cambiamento strutturale nel mercato.

Dinamica degli indirizzi attivi

Un indicatore chiave dietro il recente impulso è stato l’aumento degli indirizzi attivi giornalieri, saliti dell’89% fino a circa 730.000, rispetto a 385.000 registrati in una rilevazione precedente di aprile. Questa crescita segnala una ripresa dell’interazione degli utenti con la rete, un elemento normalmente associato a fasi rialziste.

Storicamente, incrementi marcati degli indirizzi attivi si sono osservati vicino ai punti di minimo macro dal 2022, anticipando movimenti sostenuti del prezzo. L’interpretazione operativa è che maggiore attività on-chain può tradursi in maggior domanda reale per ETH, oltre a facilitare strategie di accumulo a lungo termine.

Accumulo e offerta bloccata

Negli ultimi mesi è aumentato il flusso verso gli indirizzi di accumulo — wallet che storicamente non effettuano vendite — con afflussi giornalieri medi cresciuti sensibilmente. A novembre si è toccato un massimo storico di 1,14 milioni di ETH, mentre nel 2026 la media degli afflussi giornalieri si è attestata intorno a 200.000 ETH, con picchi che hanno superato 358.000 in singole sessioni.

La quantità totale di ETH detenuta in questi indirizzi è aumentata di circa 6,5 milioni, passando da 19,64 milioni all’inizio dell’anno a oltre 26 milioni, un incremento superiore al 30%. Questo accumulo riduce la disponibilità sul mercato e rappresenta un segnale di fiducia da parte di operatori orientati al lungo periodo.

Un altro elemento rilevante è la quota di ETH posta in staking, salita a circa 39,2 milioni. L’incremento del capitale vincolato in staking riduce ulteriormente l’offerta liquida e può amplificare la pressione al rialzo in contesti di domanda crescente.

Contestualmente, i saldi di ETH detenuti sugli exchange sono scesi verso i minimi pluriennali, restringendo la liquidità disponibile nei carnet di ordini e aumentando il potenziale impatto dei grandi acquisti sul prezzo.

Analisi tecnica: il pattern cup-and-handle

Sul piano tecnico, il grafico mostra la formazione di un pattern a cup-and-handle. Un close a 12 ore al di sopra della “neckline” posta attorno ai 2.400 dollari sarebbe interpretato da molti operatori come conferma di breakout e potrebbe segnare l’inizio di una fase rialzista più sostenuta.

Applicando la proiezione classica del pattern — aggiungendo la profondità della “cup” al punto di breakout — il target iniziale si colloca attorno ai 2.960 dollari, ovvero un potenziale rialzo del circa 22% rispetto ai livelli correnti.

Il Relative Strength Index (RSI) è salito verso 68, segnale che i compratori stanno riconquistando il controllo, pur senza raggiungere zone di ipercomprato estremo.

TheSkayeth ha osservato la formazione di un pattern ancora più ampio sul timeframe giornaliero, suggerendo una possibile accelerazione del movimento.

“ETH si sta preparando per una mossa massiccia.”

TheSkayeth ha aggiunto un secondo commento sulle zone target indicate dal pattern esteso.

“Se il cup-and-handle prosegue, penso che arriveremo presto nella golden zone.”

La proiezione tattica di questo pattern più grande porta a un target vicino ai 3.150 dollari, circa il 30% sopra i livelli attuali; tuttavia, la tenuta della fascia 2.350–2.400 dollari è cruciale per la conferma del breakout.

In caso di chiusura solida oltre 2.400 dollari, aumenterebbero le probabilità di avanzata verso zone intermedie intorno a 2.800 e successivamente 3.050 dollari, secondo la logica dei livelli di estensione usati da molti trader.

Prospettive macro e rischi

Dal punto di vista macroeconomico, la dinamica di ETH rimane influenzata da fattori esterni quali l’andamento dei tassi di interesse, la liquidità globale e il sentiment verso le criptovalute in rapporto al mercato azionario. Una stretta monetaria prolungata potrebbe ridurre l’appetito per asset rischiosi, mentre un contesto più accomodante favorirebbe la continuazione dei flussi verso crypto.

Per gli investitori italiani è importante considerare anche aspetti pratici: la minore liquidità sugli exchange potrebbe incrementare la volatilità intraday, mentre l’aumento delle posizioni in staking riduce l’offerta libera ma vincola capitale per periodi più lunghi.

Infine, benché i dati on-chain e i pattern tecnici suggeriscano potenziale rialzista, permangono rischi legati a eventi imprevisti di mercato, cambi normativi o correzioni rapide indotte da fattori macro. Una gestione prudente della posizione e l’uso di strategie di protezione rimangono raccomandati.

In sintesi

  • L’incremento degli indirizzi attivi e l’aumento dell’accumulo suggeriscono un rafforzamento della domanda strutturale per ETH, potenzialmente favorevole a performance future.
  • La riduzione delle riserve sugli exchange e la crescita del staking comprimono l’offerta disponibile, aumentando il rischio di movimenti di prezzo amplificati in caso di ordini significativi.
  • Dal punto di vista dell’investitore, una conferma oltre 2.400 dollari migliorerebbe la relazione rischio/rendimento, ma la volatilità elevata richiede strumenti di gestione del rischio e una visione d’investimento coerente.