Molteni Group lancia un piano da 50 milioni per crescere in 5 anni

Il bilancio 2025 del Molteni Group mostra numeri in crescita e segnali di resilienza nonostante un contesto internazionale più complesso: il gruppo, a controllo familiare, ha registrato risultati oltre le attese, con progressi su più marche e mercati.

Marco Piscitelli ha dichiarato:

“Abbiamo chiuso il 2025 con numeri molto positivi, superiori alle attese, nonostante già lo scorso anno la situazione fosse complessa su molte geografie.”

Il 2025 in numeri

Il gruppo ha raggiunto un fatturato aggregato di circa 660 milioni di euro nel 2025, con un fatturato consolidato attestato intorno a 562 milioni, in aumento di circa il 9% sul 2024. Anche l’Ebitda è cresciuto, con un incremento dell’ordine del 12%.

La performance positiva è trainata dalla crescita di tutte le società del gruppo: oltre a Molteni&C per l’arredamento residenziale e le cucine, sono cresciuti i marchi dell’area ufficio come UniFor e Citterio, quest’ultimo autore di un anno particolarmente brillante nel segmento office.

Il bilanciamento tra retail e contract ha ancora una volta giocato un ruolo strategico: il canale retail ha mostrato una ripresa marcata (+14% nel 2025), mentre il contract ha registrato risultati positivi ma leggermente inferiori alle aspettative, soprattutto per il rallentamento osservato nel segmento del lusso.

Settori come il navale e l’hotellerie hanno invece evidenziato commesse significative, mentre il business residenziale è rimasto sostanzialmente stabile, contribuendo alla stabilità complessiva del portafoglio ordini.

La situazione nel Golfo

Il conflitto in corso ha creato incertezze su alcune aree del Medio Oriente, con impatti prevalenti sul retail locale: i punti vendita più vicini alle aree di tensione sono riaperti ma registrano scarsa affluenza e vendite limitate, ritardando gli ordini e la piena operatività commerciale.

Le difficoltà logistiche e l’aumento dei costi di spedizione hanno inoltre obbligato a rivedere alcune aperture pianificate. La pipeline prevista per il primo trimestre, che includeva aperture a Riyadh e Kuwait City, è stata rimodulata e alcuni debutti subiranno uno slittamento di settimane.

Marco Piscitelli ha dichiarato:

“I cantieri proseguono e i principali gruppi del real estate hanno confermato i programmi annunciati. Anzi, nelle ultime settimane abbiamo ottenuto alcune nuove, importanti commesse.”

Il comparto progetti continua quindi ad avanzare anche negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, segnalando che la domanda per grandi opere e interventi su scala internazionale resta attiva nonostante la volatilità geopolitica.

Al di là del Golfo, il 2026 è iniziato con segnali positivi su altri mercati chiave: gli Stati Uniti continuano a rappresentare un mercato strategico e hanno contribuito alla crescita del 2025 nonostante l’introduzione di dazi su alcuni prodotti; dalla Cina arrivano segnali di ripresa dopo anni di difficoltà.

Le società del gruppo mantengono un programma di investimenti e aperture dirette di punti vendita, una strategia che punta a consolidare la presenza internazionale e a controllare maggiormente l’esperienza cliente, anche come risposta a un contesto esterno più imprevedibile.

Contesto e implicazioni per il settore

Per l’industria italiana dell’arredamento, i risultati del Molteni Group evidenziano come la diversificazione geografica e di canale possa attenuare shock localizzati. Il mix tra progetti contract e vendite retail diretto ha funzionato da cuscinetto davanti a problemi contingenti in singole aree geografiche.

Dal punto di vista operativo, l’aumento dei costi logistici e i ritardi nelle aperture sottolineano la necessità per le imprese di rivedere la catena di fornitura, implementare piani alternativi di delivery e considerare scorte mirate per ammortizzare fluttuazioni di domanda nei mercati esteri.

Sul fronte finanziario, margini in crescita e un fatturato consolidato in espansione offrono margine di manovra per continuare a investire in retail diretto e innovazione prodotto, ma richiedono anche attenzione ai rischi geopolitici che possono influenzare ordini e tempistiche dei cantieri.

Prospettive

Nel breve termine la prudenza resta d’obbligo, ma il gruppo sembra ben posizionato per sfruttare la domanda di fascia alta nei mercati che hanno ripreso slancio. La capacità di conquistare commesse nel segmento contract e di far crescere il retail diretto sarà cruciale per sostenere la crescita nei prossimi trimestri.

Per le imprese italiane del settore, la strategicità dei mercati Usa, la ripresa della Cina e la tenuta dei progetti in Medio Oriente rappresentano opportunità, purché accompagnate da strategie di gestione del rischio e investimenti mirati in logistica e presenza commerciale.

In sintesi

  • Un mix equilibrato tra retail e contract riduce l’esposizione ai singoli shock geografici, suggerendo che le imprese italiane dovrebbero mantenere portfolio diversificati per stabilizzare ricavi e margini.
  • Margini in miglioramento e ricavi in crescita offrono spazio per nuovi investimenti in punti vendita diretti e digitalizzazione, ma rendono necessaria una gestione prudente del capitale per fronteggiare possibili ritardi negli ordini internazionali.
  • Le tensioni nel Golfo evidenziano l’importanza di piani logistici alternativi e di una strategia commerciale flessibile: per gli esportatori italiani, investire in supply chain resiliente può diventare un vantaggio competitivo.


Author: Tony
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