Mediobanca avverte: timori per la guerra, ma l’arredo nel 2026 promette una ripresa

Le imprese di maggiori dimensioni o quelle inserite in filiere strutturate mostrano una maggiore capacità di crescita e di resilienza in periodi economici incerti, come l’attuale. Questa considerazione è particolarmente rilevante per il comparto dell’arredamento e della illuminazione, un settore che combina eccellenza produttiva e forte frammentazione, con modelli organizzativi e manageriali non sempre moderni.

Uno studio recente condotto dall’area studi di Mediobanca, presentato in vista del Salone del Mobile di Milano, prende in esame un campione rappresentativo del settore per comprendere meglio dinamiche e prospettive future.

La ricerca considera 530 aziende con fatturato superiore ai 10 milioni di euro: insieme queste imprese hanno realizzato un fatturato aggregato di 19,9 miliardi di euro nel 2024, con una quota di export pari al 43% e oltre 61.000 addetti, coprendo più del 60% del mercato complessivo del comparto.

Il 2025 chiude in crescita

Secondo i dati raccolti, il gruppo di imprese analizzato ha registrato nel 2025 un aumento complessivo dei ricavi dell’1,3% rispetto all’anno precedente, accompagnato da una crescita delle vendite estere dell’1,8%. I soggetti con fatturato superiore ai 100 milioni di euro hanno segnato risultati ancora più positivi, con un incremento delle vendite del 3,1% e dell’export del 3,3%.

Mediobanca ha commentato i risultati:

“Le aziende di maggiori dimensioni mostrano performance significativamente migliori rispetto alla media del settore, grazie a economie di scala, presenza internazionale e modelli di governance più evoluti.”

Stime di una crescita graduale e contenuta

Per il 2026 le aspettative restano prevalentemente positive, seppure improntate alla cautela. Nonostante l’incertezza derivante dal conflitto in Iran e i suoi potenziali effetti sull’economia globale, il 63% delle imprese del campione prevede un aumento del fatturato, il 15% si attende stabilità e il 22% teme una riduzione delle vendite.

Mediobanca ha sintetizzato le previsioni del campione:

“Nel complesso, gli operatori stimano una crescita graduale e contenuta, con un incremento medio atteso dello 0,8% per le vendite totali e dello 0,2% per l’export.”

Lo studio sottolinea inoltre come la forte esposizione all’export renda la ripresa del settore particolarmente dipendente dalla stabilità macroeconomica internazionale: l’88,5% delle imprese indica il miglioramento delle condizioni internazionali come condizione necessaria per una crescita sostenuta.

Oltre ai fattori geopolitici, gli elementi che influenzeranno l’andamento del comparto nei prossimi trimestri comprendono l’andamento dei tassi di interesse, il costo dell’energia, la pressione sui margini derivante dall’inflazione e la capacità delle imprese di investire in innovazione e digitalizzazione.

Il ruolo di fiere internazionali come il Salone del Mobile rimane centrale per la raccolta di ordini, il consolidamento di relazioni commerciali e la visibilità sui mercati esteri; allo stesso tempo, rafforzare le catene del valore e promuovere processi di aggregazione possono aumentare la competitività complessiva del settore.

Per gli investitori e gli operatori finanziari, il quadro suggerisce opportunità mirate: le aziende di maggiori dimensioni e quelle con governance avanzata appaiono candidate naturali per strategie di crescita esterna o per attrarre capitale orientato alla scalabilità e all’export.

Per le piccole e medie imprese del settore, invece, la sfida rimane quella di migliorare management, accesso al credito e capacità di internazionalizzazione, elementi che possono determinare la capacità di sopravvivere e crescere in un contesto competitivo e volatile.

In sintesi

  • La preferenza degli investitori per imprese grandi e ben governate potrebbe accelerare processi di consolidamento nel settore, creando opportunità per fusioni e acquisizioni mirate.
  • La dipendenza dall’export rende il comparto sensibile a oscillazioni internazionali: un miglioramento della stabilità globale sarebbe determinante per rafforzare la crescita delle imprese italiane.
  • Per il mercato domestico, investimenti in digitalizzazione e sostenibilità rappresentano leve essenziali per aumentare margini e capacità competitiva sui mercati esteri.