Btc scende a 76.000$ mentre l’Iran chiude di nuovo lo stretto di Hormuz
- 18 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Uno dei più grandi short squeeze del 2026 si è consumato in una sola sessione di contrattazioni, con movimenti intensi e rapidi ritorni di volatilità nei mercati delle criptovalute.
Squeeze e liquidazioni
Venerdì sera il prezzo del Bitcoin è salito fino a circa $78.000, innescando liquidazioni per un totale stimato di $762 milioni su 168.336 posizioni aperte; di queste, $593 milioni provenivano da posizioni corte che sono state costrette a chiudersi.
Lo slancio rialzista ha generato una massiccia pressione sulle posizioni ribassiste: nel sell‑off forzato si sono contati liquidazioni per $590 milioni legate a posizioni short aggregate, con il Bitcoin che ha rappresentato la quota maggiore, seguito da Ether e altre valute digitali.
Fattori scatenanti: dinamiche geopolitiche
L’accelerazione del prezzo è stata correlata a notizie geopolitiche: dopo annunci iniziali di riapertura, è stato trasmesso che lo Stretto di Hormuz era nuovamente chiuso al traffico marittimo, a pochi giorni dalle dichiarazioni che lo avevano dato libero.
Diversi comandanti di navi hanno riferito di comunicazioni radio che ordinavano lo stop al transito e almeno un superpetroliera ha segnalato spari, interrompendo la sua navigazione. Un’agenzia di Stato iraniana ha poi affermato di aver ristabilito il controllo della zona affidandolo alle forze armate.
Donald Trump ha dichiarato:
“Iran has agreed to an ‘unlimited’ suspension of its nuclear program.”
La sequenza di aperture e chiusure di notizie sulla regione ha quindi creato una forte instabilità informativa, con impatti immediati sui prezzi delle materie prime e, per correlazione, sulle valute digitali più sensibili alle dinamiche di rischio globale.
Risposta dei mercati delle materie prime e delle criptovalute
Alla notizia iniziale di riapertura lo scorso venerdì il petrolio è sceso di quasi il 10%, attestandosi intorno agli $85,90 al barile, mentre il Bitcoin ha superato la fascia $76.000–$78.000 che aveva finora limitato ogni tentativo rialzista dopo il crollo del 5 febbraio.
Nel recupero del fine settimana il Bitcoin si è ritirato a circa $76.091, mostrando sul periodo giornaliero una progressione modesta, mentre alcune altcoin hanno retto meglio: Ether è rimasto praticamente stabile nella giornata, Solana e Dogecoin hanno registrato discese più rilevanti. Su base settimanale permangono però guadagni per diverse valute digitali di primo piano.
Meccanica del mercato: funding e posizionamento
Il contesto che ha favorito lo squeeze si era costruito nelle settimane precedenti: i tassi di finanziamento sui contratti perpetui del Bitcoin erano rimasti negativi, segnale che le posizioni short pagavano un premio per mantenere il trade, aumentando la vulnerabilità a movimenti improvvisi.
Quando un evento esterno agisce da catalizzatore, la combinazione di funding negativo e concentrazione di posizioni corte può produrre una rapida compressione del mercato, con chiusure forzate che amplificano il movimento di prezzo fino a inversioni temporanee.
Prospettive e livelli chiave
La domanda cruciale per l’apertura di lunedì è se la soglia dei $76.000 rimarrà valida come supporto. Una chiusura settimanale netta sopra questo livello potrebbe consolidare una rottura strutturale, mentre un cedimento riporterebbe il Bitcoin nella fascia in cui è bloccato da marzo, offrendo al mercato ribassista l’opportunità di ricostruire posizioni corte.
Per gli investitori è importante monitorare non solo i prezzi spot ma anche i segnali di posizionamento (funding, open interest) e la velocità delle notizie geopolitiche, che continuano a rappresentare un fattore di rischio e volatilità elevata.
Considerazioni finali
Il movimento evidenzia come i mercati delle criptovalute restino sensibili a shock esterni e a dinamiche tecniche interne. Strategie di gestione del rischio e valutazioni su orizzonti temporali rimangono essenziali per navigare fasi di elevata volatilità.
In sintesi
- La vulnerabilità del mercato alle notizie geopolitiche può generare movimenti bruschi che amplificano le posizioni ribassiste già fragili; gli investitori italiani dovrebbero valutare lo slippage e i costi di esecuzione nei portafogli con esposizione in criptovalute.
- Il funding negativo sui perpetual indica un posizionamento short concentrato: questo aumenta il rischio di short squeeze ma offre anche opportunità di ingresso per chi adotta strategie di copertura e dimensionamento prudente.
- La correlazione tra materie prime e valute digitali resta significativa; un ampliamento della volatilità petrolifera potrebbe riflettersi rapidamente sui prezzi delle criptovalute, influenzando la propensione al rischio degli investitori istituzionali.
- Per gli investitori italiani è consigliabile integrare indicatori di liquidità e stress di mercato nelle valutazioni patrimoniali, tenendo conto del potenziale impatto fiscale e regolamentare di movimenti estremi nel breve periodo.