Abi, mutui per la casa ancora in calo: tasso a marzo scende al 3,36%
- 18 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Prosegue la ripresa del credito iniziata a marzo 2025: nell’ultimo mese disponibile l’ammontare complessivo dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,4% su base annua (contro il +2,2% registrato a febbraio), riportando i volumi ai livelli di novembre 2022. Parallelamente il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è sceso a marzo al 3,36% dal 3,44% del mese precedente, secondo il rapporto mensile diffuso da Abi.
Andamento dei prestiti
La crescita dei prestiti si conferma su orizzonti mensili consecutivi: per le famiglie si tratta del quindicesimo mese di incremento di fila, mentre per le imprese è il nono. I dati relativi a febbraio 2026 indicavano un aumento dei prestiti alle famiglie del 2,6% e alle imprese dell’1,8%, a evidenza di una dinamica che mantiene vigore pur in un contesto di tassi e costi del credito evoluti.
Questo recupero riflette una domanda di credito che si consolida sia per finalità di consumo e mutui da parte delle famiglie, sia per investimenti e capitale circolante nelle imprese. Per le banche la crescita dei volumi implica una maggiore esposizione al rischio di credito ma anche opportunità di ripristino dei margini dopo il periodo di compressione osservato negli anni precedenti.
Tassi e nuove operazioni
Il calo del tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di case, sceso a 3,36% a marzo, segnala una prima diminuzione dei prezzi del denaro percepiti dai sottoscrittori di mutui. Questo movimento può essere interpretato come l’effetto combinato di una lieve riduzione dello spread applicato dalle banche e di una maggiore concorrenza commerciale sul segmento mutui.
Va considerato il ruolo del Banco Centrale Europeo e delle decisioni di politica monetaria nell’orientare i tassi di riferimento: variazioni nelle attese sui tassi ufficiali influiscono sulle condizioni di offerta del credito. A livello pratico, tassi più contenuti sulle nuove operazioni possono sostenere la domanda abitativa e alleggerire il servizio del debito per nuovi mutuatari, pur restando il costo del credito superiore ai minimi degli anni passati.
Raccolta diretta e indiretta
Nel confronto tra febbraio 2025 e febbraio 2026 la raccolta indiretta (investimenti in strumenti finanziari detenuti presso le banche) è aumentata di 78,8 miliardi: di questi circa 30,2 miliardi riconducibili alle famiglie, 15 miliardi alle imprese e il resto a settori quali imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione.
La raccolta diretta complessiva (depositi della clientela residente e obbligazioni) a marzo 2026 è cresciuta del 2,6% su base annua, proseguendo la tendenza positiva avviata dall’inizio del 2024. Nello specifico i depositi sono aumentati del 2,7% su base annua (dal +4,3% del mese precedente), mentre la raccolta a medio-lungo termine tramite obbligazioni è salita dell’1,5% rispetto a un anno prima (+0,6% nel mese precedente).
Questi spostamenti segnalano una combinazione di fattori: una parte della clientela continua a preferire la liquidità sui depositi, ma vi è anche una quota crescente che ricerca rendimento attraverso strumenti finanziari e obbligazionari, probabilmente in risposta a aspettative di rendimento più attraenti rispetto al passato.
Implicazioni per famiglie, imprese e mercato
Per le famiglie, la stabilità o il calo dei tassi sulle nuove operazioni mutuo può tradursi in maggiore accessibilità all’acquisto di abitazioni e in una graduale normalizzazione del mercato immobiliare. Tuttavia, chi ha contratti a tasso variabile o mutui sottoscritti in periodi di tassi più elevati continua a confrontarsi con un onere finanziario superiore rispetto agli anni recenti.
Per le imprese, la ripresa del credito facilita il finanziamento degli investimenti e il supporto al capitale circolante, soprattutto per le piccole e medie imprese che dipendono maggiormente dal credito bancario. Le dinamiche della raccolta invece influiscono sulla strategia di funding delle banche e sulla loro capacità di offrire credito a condizioni competitive.
Dal punto di vista degli investitori e del risparmio privato, la crescita della raccolta indiretta suggerisce un progressivo orientamento verso strumenti finanziari che offrono rendimenti potenzialmente superiori ai depositi tradizionali, con implicazioni per il mercato obbligazionario e per i gestori del risparmio.
In sintesi
- L’espansione del credito indica una ripresa della domanda interna che può sostenere consumi e investimenti; per gli investitori significa potenziali opportunità nei settori legati al credito e all’edilizia.
- Il calo dei tassi sui nuovi mutui può stimolare il mercato immobiliare, ma la sostenibilità a lungo termine dipenderà dall’evoluzione dei tassi di politica monetaria e dalla condizione del lavoro e dei redditi delle famiglie.
- La crescita della raccolta indiretta evidenzia una ricerca di rendimento che può favorire i mercati obbligazionari e i fondi comuni; gli investitori dovrebbero valutare attentamente profilo di rischio e durata degli strumenti scelti.
- Per il sistema bancario la combinazione di maggiore domanda di credito e flussi diversificati di raccolta richiede un’attenta gestione del funding e del rischio di credito per mantenere stabilità e redditività.