Rialzisti puntano a $125.000 mentre i colloqui di pace tra Usa e Iran accendono l’appetito per il rischio
- 17 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Bitcoin è scambiato intorno a 74.700 dollari nelle ore mattutine asiatiche di venerdì, con una flessione giornaliera dello 0,4% ma un rialzo settimanale del 3,5%, mentre la corsa di dieci giorni dei mercati azionari globali ha mostrato una pausa in vista della scadenza, la prossima settimana, di un possibile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
La Ether ha perso l’1,4% a 2.327 dollari, ma rimane il titolo principale per performance settimanale con un +6%. XRP si è mantenuto a 1,43 dollari (+6,4% sulla settimana), Solana è salito del 2,7% a 87,67 dollari, BNB ha aggiunto lo 0,7% a 629,89 dollari e Dogecoin segna un rialzo settimanale del 5,6% a 0,0976 dollari.
Gli indici azionari globali hanno mostrato segnali misti: l’indice MSCI All Country World ha toccato un massimo storico prima di arretrare dello 0,1% in Asia, mentre il S&P 500 ha aggiornato i massimi storici per i principali titoli azionari.
Il petrolio Brent è sceso dell’1,2% a 98,20 dollari dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump sul possibile accordo con l’Iran, che potrebbero migliorare le prospettive di un cessate il fuoco permanente.
Donald Trump ha dichiarato:
“Le prospettive per un cessate il fuoco permanente con l’Iran sembrano molto buone.”
Il presidente ha affermato, senza presentare prove pubbliche, che Teheran avrebbe accettato di rinunciare alle ambizioni nucleari, consegnare materiale nucleare e riaprire lo Stretto di Hormuz come parte dell’accordo; tuttavia tali concessioni non sono state confermate ufficialmente dall’Iran.
In parallelo è stato annunciato un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e il Libano, confermato anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu tramite un messaggio video.
I mercati stanno scontando le notizie come se un’intesa fosse più vicina di quanto effettivamente accada: questo ha contribuito a rimuovere buona parte del premio per il rischio geopolitico dalle azioni, mentre il prezzo del greggio resta vicino a 98 dollari e lo Stretto di Hormuz rimane di fatto parzialmente chiuso, alimentando incertezze sulla fornitura energetica globale.
Posizioni sui derivati e pressione short
Dietro la relativa stabilità del prezzo del Bitcoin alcuni operatori osservano un segnale tecnico rilevante: i tassi di finanziamento sui contratti perpetui sono diventati fortemente negativi nelle ultime sessioni, raggiungendo livelli non visti dal 2023.
I tassi di finanziamento sono i pagamenti periodici che i trader di futures perpetui si scambiano per mantenere il prezzo del contratto allineato al mercato spot: quando diventano negativi, sono gli short a pagare i long, condizione che si verifica quando il mercato è fortemente posizionato contro il prezzo.
Daniel Reis-Faria, amministratore delegato di ZeroStack, ha detto:
“Tassi di finanziamento così negativi indicano che il mercato è fortemente short. Se il Bitcoin continua a salire nonostante ciò, molte di quelle posizioni potrebbero essere liquidate e il rialzo potrebbe accelerare rapidamente.”
Secondo Reis-Faria, se la base di posizioni corte venisse compressa, il Bitcoin potrebbe arrivare a 125.000 dollari nei prossimi 30-60 giorni: si tratta di una stima condizionata allo scoppio di uno short squeeze significativo, alimentato dalla domanda di acquisto di grandi operatori istituzionali o fondi con elevata leva finanziaria.
Dati on-chain e base di costo degli investitori attivi
Un’analisi on-chain su una metrica definita True Market Mean — che stima il costo medio dei detentori attivi filtrando le monete perdute o dormienti — suggerisce invece che l’investitore medio attivo è ancora in perdita rispetto al prezzo corrente.
Storicamente, periodi prolungati sotto la True Market Mean sono coincisi con le fasi più dolorose per il mercato: il crollo del 2018-19 (massimo ribasso del 57% in 282 giorni) e la successiva correzione del 2022-23 dopo i fallimenti di Luna e FTX (massimo ribasso del 56% in 339 giorni) sono esempi recenti.
Le due letture non sono necessariamente in contraddizione: è plausibile che un improvviso short squeeze generi una forte impennata dei prezzi che, una volta attivata, venga in parte o totalmente smorzata dalla vendita di detentori strutturalmente in perdita.
Fattori determinanti e ricadute sul contesto economico
Quale scenario prevarrà dipenderà in larga misura dalla tenuta o meno del possibile cessate il fuoco USA-Iran oltre la scadenza della prossima settimana: un accordo stabile ridurrebbe il premio per il rischio geopolitico e potrebbe sostenere sia i mercati azionari sia le asset class sensibili al rischio, riducendo la pressione sui prezzi energetici.
Per gli investitori italiani, le dinamiche descritte hanno riflessi concreti: movimenti bruschi del petrolio influenzano costi energetici e inflazione, mentre la volatilità del mercato cripto può avere impatti significativi sui portafogli retail e istituzionali che hanno esposizioni non marginali a questi asset.
In questo contesto diventa fondamentale per chi investe monitorare la liquidità dei mercati derivati, il livello di leva degli operatori e la distribuzione della base di costo degli investitori, oltre a valutare l’adeguatezza della propria esposizione rispetto al profilo di rischio personale o aziendale.
In sintesi
- La combinazione di tassi di finanziamento negativi e una base di detentori medi in perdita aumenta la probabilità di movimenti bruschi: un short squeeze può generare rapide ascese seguite da prese di profitto da parte di detentori sott’acqua.
- Per gli investitori italiani, l’esposizione al comparto cripto richiede una gestione prudente della leva e della liquidità, poiché le oscillazioni possono riflettersi rapidamente sui portafogli domestici e sulla pianificazione fiscale.
- Le tensioni in Medio Oriente e l’incertezza sulla riapertura dello Stretto di Hormuz restano fattori chiave per il prezzo del petrolio: variazioni sostenute del Brent possono influire su inflazione, costi energetici industriali e competitività delle imprese italiane.