Bnl: la Sicilia cresce più dell’Italia, ora la sfida è innovare

La Sicilia mostra una ripresa più sostenuta rispetto al resto del Mezzogiorno e all’Italia se confrontata con il periodo pre-pandemia, ma la vera sfida ora consiste nel tradurre questa crescita in sviluppo stabile: investimenti produttivi, innovazione, capitale umano e capacità di competere sui mercati internazionali.

Questo è stato il filo conduttore della tappa palermitana di Shaping tomorrow, il roadshow promosso da Bnl Bnp Paribas, ospitato al Marina Convention Center, dove banca, imprese, istituzioni e mondo accademico si sono confrontati sui nuovi scenari macroeconomici e sulle prospettive del Mezzogiorno.

I numeri di riferimento sono chiari: nel 2024 il Pil del Sud risultava superiore del 7,6% rispetto al 2019, mentre la Sicilia registrava un aumento del 9,3% rispetto al periodo pre-Covid. In questo confronto ideale l’isola figura davanti a paesi come Spagna, Germania e Francia. Oggi la Sicilia pesa per il 5,1% sul Pil nazionale, mentre l’intero Mezzogiorno vale il 18,1%.

Il peso dei servizi nell’economia siciliana

La struttura produttiva dell’isola è fortemente sbilanciata verso i servizi, che rappresentano l’80,2% del valore aggiunto regionale. L’industria contribuisce per l’8,4%, le costruzioni per circa il 7% e l’agricoltura per il 4,5%.

In questo contesto l’obiettivo prioritario è evitare che la dinamica post-pandemica rimanga episodica: occorre consolidarla mediante investimenti produttivi, tecnologie e politiche per lo sviluppo delle competenze locali e per l’attrazione di capitali esterni.

Elena Goitini ha detto:

“Il Mediterraneo ha ripreso una grande centralità. La nostra posizione naturale ci offre un’opportunità importante: dobbiamo impiegarla meglio con politiche industriali ed economiche soprattutto al Sud.”

Elena Goitini ha aggiunto:

“Il rilancio passa dalla capacità di dare continuità agli interventi, fare sistema tra istituzioni, imprese e università e utilizzare meglio strumenti come le Zone economiche speciali. Per sfruttare meglio il mare abbiamo bisogno anche di competenze e di un capitale umano che sappia come portare a scala certi tipi di intervento.”

Locale e globale, il ruolo della banca

La discussione a Palermo ha sottolineato come il supporto finanziario non si esaurisca nel credito: la banca assume un ruolo di accompagnamento nei processi di crescita dimensionale, internazionalizzazione, ricambio generazionale, accesso ai mercati esteri e innovazione con servizi di consulenza specialistica.

Secondo Barbara Martini, direttrice territoriale Sud di Bnl Bnp Paribas, la rete presente nel Mezzogiorno agisce come piattaforma di connessione tra le economie locali e i flussi nazionali e internazionali. Sul territorio la banca conta 46 sedi in Sicilia e, nell’intero Territorio Sud, circa mille persone e 150 punti di presenza che comprendono filiali, centri di Private Banking & Wealth Management, strutture di Corporate Banking, servizi dedicati alle Pmi, rapporti con la pubblica amministrazione e una rete di consulenza Wealth Advisory Partner.

L’esperienza di aziende come Donnafugata, con la presenza di José Rallo, dimostra come produzioni radicate nell’isola possano essere orientate con successo ai mercati globali, valorizzando il Made in Italy locale.

Per consolidare queste traiettorie occorrono interventi complementari: migliorare infrastrutture logistiche e portuali, potenziare la connettività digitale, allineare l’offerta formativa alle esigenze delle imprese e utilizzare in modo strategico risorse pubbliche e private, incluse quelle provenienti dal PNRR e dai fondi europei. Le banche possono svolgere un ruolo cruciale nel de-risking degli investimenti, nella strutturazione di operazioni di finanziamento a medio-lungo termine e nel favorire aggregazioni e progetti export-oriented.

Il successo nel trasformare la crescita in sviluppo sostenibile dipenderà da capacità di governance regionale, qualità delle partnership pubblico-private e dalla rapidità con cui si tradurranno le misure di sostegno in progetti cantierabili e attrattivi per investitori nazionali e internazionali.

In sintesi

  • La vivacità della Sicilia apre opportunità per investimenti orientati all’export e ai servizi avanzati; gli investitori dovrebbero valutare progetti che favoriscano la scalabilità produttiva e l’integrazione nelle catene del valore mediterranee.
  • Il modello banca-piattaforma può ridurre i costi di accesso al credito e accelerare l’internazionalizzazione delle imprese locali: strumenti come garanzie, finanziamenti strutturati e advisory sono leve per catalizzare capitale privato.
  • Per gli operatori finanziari e industriali italiani il rischio principale resta la capacità di implementazione delle politiche pubbliche; la rapidità nell’attuare infrastrutture e programmi formativi determinerà l’attrattività degli investimenti nel medio termine.