Il prezzo di BTC resta vicino a $75,000 mentre i detentori a breve termine cercano opportunità di profitto: Crypto Markets Today
- 16 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin rimane vicino alla soglia dei $75.000, incontrando una significativa barriera di offerta mentre la domanda istituzionale resta solida e i mercati valutano i progressi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran durante una tregua di due settimane.
Il CD20 (indice di 20 asset) è salito di circa l’1,9% nelle ultime 24 ore, contro l’incremento dell’1% registrato da Bitcoin, effetto delle notizie su un’estensione della tregua che ha migliorato il sentimento di rischio.
Il rialzo si è manifestato parallelamente a un indebolimento del dollaro USA, che è sceso verso il minimo di quasi sei settimane, e a un calo dei rendimenti dei Treasury, condizioni che solitamente favoriscono le criptovalute riducendo l’attrattiva relativa della liquidità. Anche l’oro ha guadagnato terreno, riflettendo una fase di bilanciamento tra propensione al rischio e domanda di copertura.
Nonostante ciò, il quadro rimane teso: il blocco di porti iraniani imposto dagli Stati Uniti e le minacce dell’Iran di interferire con le rotte marittime nel Golfo Persico e nelle vie d’acqua vicine continuano ad offuscare le prospettive per l’economia globale.
Gli shock sull’offerta di energia hanno cominciato a riflettersi nelle aspettative di inflazione, un elemento che potrebbe condizionare le decisioni delle banche centrali e propagarsi fino ai mercati delle criptovalute.
I dati on‑chain indicano inoltre che l’offerta di Bitcoin tende a emergere quando i prezzi raggiungono livelli di costo per i detentori a breve termine: questo punto si colloca attorno a $76.800, una soglia che potrebbe fungere da resistenza poiché molti investitori realizzano utili rompendo la parità.
Posizionamento nei derivati e dinamiche di mercato
Il open interest nei futures su criptovalute è aumentato del 2,5% nelle ultime 24 ore, nonostante un calo del 16% dei volumi di negoziazione e una riduzione del 48% nelle liquidazioni, scese a $220 milioni. Questa divergenza suggerisce che i trader stanno aprendo o mantenendo posizioni nonostante il rallentamento dell’attività, accumulando esposizione senza un forte livello di convinzione.
La marcata diminuzione delle liquidazioni è coerente con una fase di minore volatilità e con un numero ridotto di uscite forzate dalle posizioni.
Tra i token principali, XRP e DOGE si distinguono per incrementi dell’open interest di almeno il 3%, combinati con tassi di funding perpetuo positivi e un CVD (cumulative volume delta) corretto per l’OI favorevole. DOGE mostra il valore di CVD più positivo nelle ultime 24 ore, segnalando acquisti più aggressivi che hanno spinto gli ordini al rialzo.
Sulla piattaforma decentralizzata Hyperliquid, i perpetual legati a materie prime continuano a registrare volumi consistenti e ora rappresentano circa il 30% del notional open interest totale della piattaforma.
Gli indici di volatilità implicita a 30 giorni di Bitcoin e Ether (rispettivamente BVIV e EVIV) restano al di sotto delle loro medie a 200 giorni, indicando un mercato relativamente calmo. Sul mercato delle opzioni su BTC, la volatilità implicita a una settimana è attualmente quotata a sconto rispetto alla volatilità realizzata, ovvero le opzioni a breve termine risultano economiche rispetto a quanto effettivamente osservato.
Questa condizione spesso porta i trader a scommettere su una maggiore volatilità con strategie di volatilità rialzista come straddle o strangle, che prevedono l’acquisto simultaneo di call e put. Le opzioni quotate su Deribit continuano a mostrare una preferenza per le put: la domanda persistente di coperture ribassiste segnala che la tenuta del rally recente è ancora incerta.
Incidente su CoW Swap e riflessi sul mercato token
Martedì la piattaforma aggregatrice decentralizzata CoW Swap, collegata al CoW Protocol, è stata vittima di un attacco tramite hijacking del sistema di nomi di dominio (DNS) che ha reindirizzato gli utenti verso un sito malevolo e ha consentito il prelievo di fondi da portafogli connessi.
L’intrusione non ha compromesso gli smart contract o i sistemi back‑end del protocollo: gli attaccanti hanno invece sfruttato tecniche di social engineering per assumere il controllo del registrar del dominio, permettendo di inoltrare il traffico da cow.fi verso un’interfaccia clonata creata per ottenere approvazioni di wallet e autorizzare trasferimenti.
I danni sembrano limitati agli utenti che hanno interagito con l’interfaccia contraffatta, non all’infrastruttura del protocollo. I dati on‑chain indicano perdite per almeno $1 milione, compresa una singola address che ha subito un furto di 219 ETH.
Il token COW ha subito un calo di circa il 2,6% nella giornata dell’attacco, accompagnato da un picco nei volumi di scambio man mano che la notizia si diffondeva. Nei giorni successivi i prezzi hanno continuato a scendere e sono arrivati a segnare un ribasso complessivo dell’11%. Il controllo del dominio cow.fi è stato riconquistato da CoW DAO poco più di mezza giornata dopo l’attacco, ma il sentimento verso il protocollo non è ancora migliorato: il token ha perso un ulteriore 6% successivamente.
L’incidente evidenzia i rischi operativi collegati alla gestione dei domini e all’interazione degli utenti con interfacce web anche quando gli smart contract sono intatti. A livello più ampio, eventi di questo tipo tendono a rafforzare l’attenzione degli investitori su pratiche di sicurezza, controlli dei registrar e procedure di recovery, oltre a influenzare temporaneamente la propensione al rischio nel segmento dei token legati a protocolli decentralizzati.