Economia del design, l’Italia in testa all’Europa per fatturato

Italia conferma la sua leadership in Europa nell’ambito dell’economia del design, un sistema produttivo che comprende imprese, studi professionali e molti lavoratori autonomi che offrono servizi di progettazione a soggetti pubblici e privati in settori molto diversi tra loro. Oltre alla manifattura, il design viene applicato con crescente intensità in settori come l’healthcare, i servizi, il commercio e, sempre più frequentemente, nella pubblica amministrazione. L’ultima edizione del Rapporto sul tema, frutto del lavoro di Fondazione Symbola, Deloitte Private, PoliDesign e Adi (Associazione per il disegno industriale), dedica un’attenzione specifica a queste dinamiche e verrà presentata a Milano.

In Europa quasi 300mila imprese

I dati 2024 contenuti nel Rapporto mostrano come, a livello europeo, l’economia del design coinvolga circa 295.000 imprese e registri un fatturato complessivo di 31 miliardi di euro, in crescita del 3,2% rispetto al 2023 e del 23,8% nel triennio. Anche l’occupazione segnala dinamismo: sono oltre 356.000 gli addetti, con un aumento del 4,8% nell’ultimo anno e del 16,1% nel triennio.

Italia detiene il primato nell’Unione europea sia per numero di imprese attive nel settore (circa 54.000 operatori) sia per addetti (circa 76.000), pari al 21,5% del totale comunitario. La crescita annua italiana è stata del 9,8%, quasi il doppio della media Ue (+4,8%), seguita da Francia e Germania. Nonostante questo vantaggio numerico, la produttività per addetto in Italia risulta ancora inferiore alla media europea.

Il peso economico dei tre Paesi con i sistemi industriali più consolidati è significativo: Italia, Germania e Francia concentrano oltre la metà (51%) del fatturato europeo del design. L’Italia detiene la quota più alta, con il 20% della ricchezza comunitaria prodotta dal settore, seguita dalla Germania (17,6%) e dalla Francia (13,4%). Nel nostro Paese l’economia del design ha generato un valore aggiunto di circa 4 miliardi di euro, di cui il 33% è prodotto in Lombardia; rilevanti contributi arrivano anche da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

L’evoluzione del sistema

Domenico Sturabotti, direttore di Fondazione Symbola, ha spiegato:

“Il design sta entrando nelle pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di migliorare l’offerta e la fruibilità dei servizi per i cittadini e, in alcuni casi, di contribuire alla definizione di norme.”

Il Rapporto evidenzia inoltre uno spostamento nell’utilizzo del design tra filiere differenti: nei Paesi del centro-nord Europa, come Francia e Germania, il design trova applicazione crescente in settori ad alta intensità tecnologica quali l’automotive e l’aerospazio; nei Paesi del Sud Europa, invece, prevalgono ancora le filiere tradizionali della manifattura, come l’arredo, la moda e l’alimentare. Si osservano infine segnali di rinnovata geografia territoriale del settore, con tassi di crescita molto elevati in Paesi emergenti nel campo del design, come Grecia e Lettonia.

L’ingresso del design nella pubblica amministrazione apre scenari di impatto istituzionale: progettazione incentrata sull’utente, semplificazione dei processi, revisione dei criteri di appalto per favorire soluzioni innovative e necessità di formazione dei funzionari pubblici. Questi sviluppi richiedono coordinamento tra livelli nazionale e regionale, aggiornamento delle regole di acquisto pubblico e investimenti nelle competenze digitali e di service design.

Un’altra tendenza segnalata dal Rapporto riguarda la strategia delle organizzazioni di design: il 56,2% delle realtà analizzate sta valutando interventi mirati per rafforzare la propria competitività, che spaziano da collaborazioni e alleanze strategiche fino ad operazioni di M&A. La ricerca di scala, competenze digitali e accesso a mercati internazionali sono tra i fattori che motivano queste scelte.

Per consolidare il ruolo dell’economia del design occorrono misure di sostegno che favoriscano la formazione specialistica, il trasferimento tecnologico e le reti tra imprese e centri di ricerca. Politiche industriali che incentivino la sperimentazione nei servizi pubblici e l’integrazione tra produzione e progettazione possono amplificare il valore creato dal settore e migliorare la produttività per addetto.



Author: Tony
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