Bitcoin mette alla prova il livello che a gennaio ha fermato la sua corsa

La corsa di Bitcoin verso i 75.000 dollari sta incontrando una solida barriera di offerta proprio mentre la domanda istituzionale rimane stabile.

Il rialzo è stato alimentato soprattutto da flussi macro piuttosto che da un’ondata generalizzata di speculazione. Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti continuano ad attrarre afflussi costanti: secondo i dati di Enflux, durante una singola sessione sono confluiti circa 240 milioni di dollari dopo le tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Quella spinta ha contribuito a portare il prezzo del BTC dagli ~71.000 dollari fino alla metà dei 70.000, nonostante i mercati tradizionali stessero assorbendo l’aumento del prezzo del petrolio e il ricalibro delle aspettative sui tassi di interesse. Enflux interpreta il fenomeno come comportamento di riallocazione di portafoglio piuttosto che come puro inseguimento del momentum.

Comportamento dell’offerta vicino al prezzo di realizzo

Con l’avanzare del movimento al rialzo, cambiano però anche le dinamiche di mercato. I dati on-chain indicano che l’offerta sta emergendo con maggiore decisione quando i prezzi si avvicinano a un livello chiave di costo per i detentori a breve termine: il cosiddetto prezzo realizzato per gli acquirenti recenti, collocato intorno a 76.800 dollari secondo CryptoQuant.

Il prezzo realizzato rappresenta in pratica il punto medio di ingresso per chi ha accumulato durante l’ultima fase di ribasso. In condizioni di mercato più deboli questo livello ha frequentemente funzionato da resistenza, poiché chi era in perdita sfrutta i rimbalzi per uscire in pareggio.

Non è un caso isolato: lo stesso range ha quasi arrestato il rimbalzo di gennaio prima che i prezzi invertissero nuovamente verso i 60.000 dollari, segnalando la forza della pressione di offerta in quella fascia.

Dati on-chain: depositi sugli exchange e dimensione media

Secondo CryptoQuant, i flussi verso gli exchange sono saliti a circa 11.000 BTC all’ora — il livello più alto dalla fine di dicembre — mentre i prezzi testavano la soglia tra 75.000 e 76.000 dollari. Parallelamente, la dimensione media dei depositi è aumentata fino a circa 2,25 BTC, il valore giornaliero più elevato dall’estate del 2024, a indicare che i trasferimenti maggiori stanno guidando il movimento.

La quota di trasferimenti di grandi dimensioni è salita rapidamente da meno del 10% a oltre il 40% degli afflussi totali in pochi giorni: un cambiamento che storicamente coincide con una maggiore pressione distributiva da parte dei grandi possessori.

Un mercato a doppia faccia: domanda istituzionale vs offerta dei grandi detentori

Si configura così un mercato a due facce. Da un lato, i flussi degli ETF e i tailwind macroeconomici forniscono una fonte costante di domanda. Dall’altro, i grandi detentori sembrano sfruttare il rally per ridurre l’esposizione, immettendo liquidità nel mercato man mano che i prezzi raggiungono la zona di pareggio ampiamente monitorata.

Il processo assomiglia meno a uno stallo e più a un passaggio di consegne: i detentori di lungo periodo stanno distribuendo monete direttamente verso la domanda degli ETF. In termini pratici, gli afflussi verso gli exchange segnalati da CryptoQuant e gli afflussi agli ETF tracciati da Enflux sono due prospettive diverse dello stesso flusso di transazioni.

Scenari possibili e implicazioni per il mercato

La tenuta del rialzo dipende dalla capacità dei nuovi acquirenti di mantenere le posizioni più a lungo rispetto a chi sta uscendo. Si tratta di un pattern tipico di fasi avanzate di ciclo che può risolversi in due direzioni: se la domanda assorbe l’onda crescente di vendite, il mercato può superare in modo sostenuto la metà dei 70.000 dollari; in caso contrario, il bilancio potrebbe inclinare verso una correzione e lasciare Bitcoin esposto a un ritracciamento verso i bassi 70.000 dollari, livello da cui è partita l’ultima gamba rialzista.

Per investitori istituzionali e gestori di portafoglio questo contesto implica attenzione alla liquidità e all’impatto delle operazioni: ordini significativi in prossimità del prezzo realizzato possono comprimere i rendimenti a breve termine e aumentare la volatilità. Per i regolatori e i partecipanti di mercato, la dinamica solleva questioni sulla profondità di mercato e sulla stabilità dei flussi ETF in presenza di elevata distribuzione da parte dei grandi detentori.

In sintesi, il mercato può muoversi rapidamente al rialzo grazie agli afflussi, ma fatica a sostenere i guadagni quando si acumula offerta. La forza del trend nelle prossime settimane dipenderà dalla capacità della domanda istituzionale di assorbire un volume crescente di vendite senza innescare una reazione a catena tra i detentori che cercano di uscire.