Hermès, primo trimestre sotto le attese: il conflitto in Medio Oriente pesa sui conti
- 15 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
I risultati del primo trimestre per il gruppo del lusso Hermès sono risultati inferiori alle aspettative, principalmente per l’impatto del conflitto con l’Iran sui consumi e la conseguente riduzione dei flussi turistici, con effetti pronunciati in particolare nel Medio Oriente e in Francia.
Le vendite dei prodotti iconici, tra cui le borse Birkin e Kelly, le sciarpe in seta e i profumi, hanno registrato una crescita del 6% a cambi costanti, sotto il consenso degli analisti che indicava un aumento intorno al 7,1%. L’impatto negativo dei tassi di cambio, stimato in circa €290 milioni, ha determinato una contrazione dell’1% dei ricavi a livello reported, che sono scesi a circa 4,07 miliardi di euro rispetto ai 4,13 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Al contempo, il gruppo ha mostrato crescite a doppia cifra nelle aree del America, del Giappone e dell’Europa esclusa la Francia.
Axel Dumas ha commentato:
“In un contesto geopolitico teso, Hermès mantiene la propria traiettoria, aderendo alla strategia di lungo periodo. La combinazione di creatività elevata, standard qualitativi senza compromessi e fidelizzazione della clientela consente al gruppo di proseguire con fiducia il percorso di crescita profittevole.”
Hermès, che si rivolge a una clientela con capacità di spesa molto elevata e propone borse il cui prezzo d’ingresso può aggirarsi intorno ai $13.000, ha sottolineato come il rallentamento dei movimenti turistici connesso alla tensione geopolitica abbia colpito in modo particolare le vendite nei punti vendita in concessione negli aeroporti e nei mercati del Medio Oriente. Anche paesi chiave quali il Regno Unito, l’Italia e la Svizzera hanno risentito della riduzione dei visitatori provenienti dal Golfo, segmento rilevante per il canale del lusso.
I punti vendita in aeroporti e le boutique duty-free rappresentano canali strategici per i brand del lusso perché intercettano clientela internazionale e ad alto potere d’acquisto. La caduta dei flussi di viaggiatori incide quindi in modo diretto sui ricavi di questi spazi, più soggetti alle oscillazioni del turismo globale rispetto alle boutique urbane che si rivolgono alla clientela locale o ai residenti di lungo periodo.
Il mercato medio-orientale
Nel dettaglio geografico, il Medio Oriente ha registrato una flessione del 6% a cambi costanti: i ricavi si sono attestati intorno a 160 milioni di euro rispetto ai 185 milioni del primo trimestre 2025. Sebbene la regione rappresenti una quota relativamente limitata del fatturato complessivo (circa il 4,4%), lo scorso anno era stata una delle aree a maggiore dinamismo per il gruppo.
L’effetto cambi negativo e la volatilità dei flussi turistici sono componenti che possono accentuare la variabilità dei risultati trimestrali. Per mitigare questi impatti, i marchi del lusso possono puntare su leva strategiche come la diversificazione geografica delle vendite, il rafforzamento dei canali diretti al cliente — boutique flagship ed e‑commerce — e l’offerta di servizi personalizzati per la clientela globale ad alta capacità di spesa.
Nel medio termine, la solidità del modello di business di Hermès, basata su un posizionamento esclusivo, controlli rigorosi sulla produzione e un forte legame con la clientela, rimane un fattore di resilienza. Tuttavia, gli sviluppi geopolitici e le variazioni nei tassi di cambio continueranno a rappresentare rischi rilevanti da monitorare per valutare l’andamento dei prossimi esercizi.